Riccardo Costagliola di Polidoro, esordio nell’Ironman in 10:13:31. Ed è solo l’inizio!

3,8 km Nuoto, 180 km Bici, 42,195 km Corsa.

Sono queste le cifre da tenere a mente quando si parla di IRONMAN.

Ho chiesto a Riccardo di raccontarci come è stato il suo percorso e l’approccio che ha avuto alla massima distanza. Leggere quello che ci racconta penso possa servire a tutti coloro vorranno affrontare in futuro un Ironman. Sono rimasto sorpreso.

Ciao Ricky, come stai?

Bene grazie, sorride sornione, come uno che sà di averla combinata. 

Sembra che tu non sia per niente affaticato, anche guardando le foto dai questa impressione.

Se la ghigna, sono a posto, gambe ok, anche se la schiena in gara ha fatto un po’ le bizze, ma per il resto veramente bene.

Immagina di raccontare come si prepara un Ironman ad uno che, come te, lo affronta per la prima volta. Da dove si parte?

Un IRONMAN, prima di preparalo e affrontarlo, è necessario sognarlo. Deve accendersi la scintilla, devi sentirti pronto e quando dico pronto intendo di testa. Almeno nel mio caso, il processo di maturazione è durato circa 3 anni, dopo diversi 70.3 e gare più corte, è scattata la scintilla e ho deciso di intraprendere il viaggio che mi ha portato a Francoforte.

Non voglio parlare delle ore di allenamento, delle distanze massime che ho percorso, se ho fatto o meno i famosi combinati o di cose simili.

Il messaggio che vorrei far passare è che l’Ironman si può preparare con il sorriso, settimana dopo settimana, senza grosse rinunce o sacrifici. Uscire a correre sotto la pioggia o a pedalare con gli amici alle 5:59 per me è un piacere, i sacrifici credo siano altri.

Circondatevi delle persone giuste, condividete gli allenamenti con amici e con persone che prima di voi hanno viaggiato verso il loro primo Ironman e tutto vi sembrerà semplice. Il tempo è davvero volato…

Quanto conta secondo te essere seguito da un coach?

Tra le persone giuste di cui sopra, inserisco sicuramente il coach che per me è stato fondamentale.

Un buon coach non ti prepara solo fisicamente ma ti aiuta ad entrare nel giusto mood, ad organizzarti la settimana e ad affrontare eventuali momenti difficili della preparazione o delle gare.

La fiducia nel coach è fondamentale, se ti trovi a dubitare del lavoro che state facendo o se guardi ciò che fanno gli altri, non andrai molto lontano.

Già che ci siamo ne approfitto: grazie Ivan, questo Ironman lo abbiamo preparato davvero facile!

Raccontaci il momento che ti rimarrà stampato negli occhi di questa gara.

Vi sembrerà strano ma mi è rimasta impressa più la partenza dell’arrivo. Mi trovo dentro la muta, con i piedi sulla sabbia e cerco di scaldare spalle e gambe. C’è un casino pazzesco tra voci, tifo, trombette, speaker, inno tedesco e chi più ne ha più ne metta.

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Io sono lì nel mezzo, sento tutto ovattato, rifletto e metto a fuoco, solo in quel momento, a pochi minuti dalla partenza, ciò che mi attenderà, dove sono arrivato e le distanze che dovrò affrontare: le boe sembrano lontanissime!

I minuti che hanno preceduto lo start della gara sono stati davvero emozionanti, da brividi.

Un misto di tensione e entusiasmo si leggeva sulle facce dei miei compagni di viaggio, e forse anche sulla mia, qualcosa di difficilmente descrivibile. Sono momenti che vanno vissuti e che da soli valgono il prezzo del biglietto.

 

Che difficoltà hai incontrato.

Diciamo che ho incontrato un momento di difficoltà in ogni frazione, ma le ho affrontate con il giusto spirito. Come mi ha insegnato Ivan,Per un Ironman non si è mai pronti. Per farlo bene devi essere pronto di testa…”.

La partenza a nuoto, anche se rolling, è stata caotica. Forse sono partito troppo indietro e nei primi 500/600m mi sono trovato a prendere botte, perdere gli occhialini e nuotare in affanno non trovando il giusto ritmo di bracciata. Sono rimasto sereno, mi sono rimesso nella bolla e ho nuotato bene.

In bici è stato impegnativo mantenere la contrazione per cinque ore, pedalando sempre al massimo delle mie possibilità. Soprattutto quando al primo giro ti trovi al km 40 e passi il cartello dei 120. Ho cercato di darmi piccoli obiettivi da raggiungere, anche solo il tempo che mancava al prossimo paninetto (miele e tacchino, e sei subito al top!).

La corsa, ultimo momento di difficoltà. Questa volta me lo sono creato da me pensando che il terzo giro sarebbe stato il più difficile e dopo questo avrei potuto mollare un filo per rifiatare. Come da copione alla fine del terzo giro, 30esimo km circa, mi sono sentito libero di poter camminare al ristoro con la “scusa” di dover bere Coca e digerire i gel. Ho impiegato circa 3km a riprendere la giusta concentrazione, un peccato perché il ritmo che ho tenuto negli ultimi kilometri è stata la prova che le gambe arrivano dove la testa vuole, se la testa non vuole è un bel problema…

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Bignami dei 10 consigli

Ci provo, dieci consigli sono tanti soprattutto per chi come me è alla prima esperienza:

  1. Divertitevi, vivete la preparazione con il giusto spirito e in compagnia, sarà la parte più bella del viaggio.
  2. Costruitevi, cioè mettete un mattoncino sopra l’altro, non fermatevi, non trovate scuse. Consistency per dirla all’inglese è la chiave di tutto.
  3. Mangiate bene, è fondamentale non tanto per entrare nel body ma soprattutto per avere le energie per affrontare al meglio gli allenamenti quotidiani oltre agli impegni lavorativi e personali.
  4. Recuperate, e dormite a sufficienza. Un’ora in più di sonno a notte può darvi una carica incredibile. Provare per credere.
  5. Abbiate fiducia, in voi stessi prima di tutto, nel vostro coach nel caso ne abbiate uno e in chi vi accompagnerà in questo viaggio.
  6. Trovate il giusto equilibrio, tra allenamento e vita personale. Essere sereni e godersi ogni allenamento aiuta a crescere parecchio dal punto di vista della prestazione.
  7. Siate curiosi, cercate di capire lo scopo di ogni singolo allenamento, le scelte nutrizionali e come queste influiscono sulle vostre prestazioni, fate tesoro delle esperienze degli altri.
  8. Imparate a gestirvi, di ritmo ed energie in gara è importante per arrivare al traguardo bene senza trascinarsi. Ma, se ne avete, osate…
  9. Condividete, la fatica, la preparazione, i dubbi o i problemi ma soprattutto le gioie e le gare.
  10. Emozionatevi, vivete intensamente il vostro viaggio. La fatica passa, le emozioni restano e riaffiorano nel tempo regalandovi sorrisi.

IRONMAN, roba per tutti?

“Se vuoi, puoi”. Ho fatto mio questo motto spinto dall’entusiasmo della mia amica Sara che non smetterò mai di ringraziare. Qui ci ricolleghiamo al “da dove si parte?” iniziale. La voglia di confrontarsi con se stessi e con quelli che pensiamo essere i nostri i limiti credo sia la chiave di tutto.

Non si tratta di Ironman, ma di sport e più in generale di vita. Che si parta per un Ironman, per una Gran Fondo con dislivello importante o per una 5km credete in voi stessi, credete di potercela fare, metteteci anche un filo di sana arroganza che non guasta mai.

Durante questo viaggio, la gara, a cosa pensavi?

La gara in sé è stata un’esperienza davvero particolare. Dal momento in cui ho iniziato a correre sul bagnasciuga, fino all’esultanza sotto la finish line sono stato immerso in un fiume di pensieri, impossibile ricordarli tutti.

Sei in mezzo a migliaia di persone tra atleti, supporter e tifosi, ma allo stesso tempo sei solo. Tu e la gara, ripeti meccanicamente gesti semplici, come quello di pedalare, e nel frattempo pensi.

Una cosa che faccio spesso, sia prima della gara sia durante, è immaginarmi al traguardo e pensare alla possibile esultanza. E’ un pensiero estremamente positivo, quello ci vuole per affrontare una gara così lunga.

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Nel fiume di pensieri sono passati mio fratello e mio padre che erano lì per me, non potevo deluderli, Gabriele e gli altri Road che erano sul percorso con me, anguria fresca e Coca Cola ghiacciata, la maratona che avrei dovuto affrontare, una maratona quando sei al 150km della bici stai dando il tuo meglio e le gambe si induriscono.

Ho pensato infine ai bambini SMA a cui spero di aver regalato almeno un sorriso!43_m-500003097-DIGITAL_HIGHRES-1752_146745-8961192.JPG

Io mi terrò dentro il viaggio per sempre mentre la finish line la dedico a loro: poter fare del bene ti da uno stimolo incredibile, ti riempie la vita!

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Grazie Riccardo, da uno metodico come te mi sarei aspettato tutt’altro, invece, ancora una volta, dimostri che il cuore batte tutti quando scende in campo e tu hai un cuore grande!

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IronMario