Test J-emm 5.Cinque alla 12h Cycling Marathon di Monza!

Ormai sapete benissimo che non faccio fatica a fare conoscenza con le persone e devo dire che ne conosco veramente tante. Un giorno parlando con il mio amico Ivano, Run4food.it per intenderci, mi dice: sai Iron che ho un amico Claudio, con il quale facevo i raduni con il Burgman che ha un negozio di bici e ha un prodotto Italiano che secondo me dovresti provare.

Detto fatto, un anno dopo ecco l’occasione giusta, vengo coinvolto da Run and the City  con altri 9 amici e colleghi alla 12h Cycling Marathon di Monza, esperienza per la quale non smetterò mai di ringraziarli, penso quale migliore occasione per provare la Bici che ha Claudio? Quindi lo chiamo, gli racconto della 12h e che mi piacerebbe testare il prodotto.

La J-emm, bici totalmente Italiana realizzata nella terra motoristica italiana per eccellenza, Reggio Emilia.  Claudio immediatamente mi dice di si e di passare a prendere la bici.

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La J-eem 5.Cinque è una bici aero sartoriale!                                                                      Materiale Telai: 1K t1000, Honeycomb T4, Carbo-Ti, Carbo-Titanio. Bici top di gamma proposta e adatta a ciclisti professionisti che cercano rigidità torsionale e prestazioni fluide estreme, la 5.Cinque è perfetta per la velocità. Rigidità torsionale e fluidità grazie alla tecnologia CARBO-TITANIUM combinata con la struttura Honeycomb rende il telaio CARBO-TITANIO 5.CINQUE ideale per tutti gli usi di gara e per ciclisti esigenti, ottimizzando le prestazioni atletiche.

Telaio con reggisella aerodinamico

  • Forcelle J-emm su misura
  • Peso telaio 1050 gr
  • Freno: V-brake
  • Massima aerodinamica tra il tubo obliquo e la ruota
  • Misure standard: S-M-L-XL. * Anche su misura
  • Telaio certificato dall’Istituto Malignani ISO 4210-6
  • Garanzia a vita
  • Certificazione 100% MADE IN ITALY IT01

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Queste le note caratteristiche della 5.Cinque, una bici dotata di una incredibile rigidità strutturale che riesce a trasmettere un feeling immediato con il mezzo anche quando non lo si è mai provato prima.

Andiamo alla gara. E’ venerdì alle ore 16:00 mi avvio per l’Autodromo di Monza dove alle 19:30 partirà al 12h. Arrivato al parco, procedo fino al parcheggio dietro il paddock, devo dire che da sempre una sensazione adrenalinica arrivare in auto a Monza dentro l’autodromo. Una volta parcheggiato, scarico lo zaino con i viveri, i cambi e tutto quello che mi serve per affrontare in serenità questa gara. Mentre tiro giù la bici dall’auto, realizzo che sto per andare a fare un gara di 12h con una bici con la quale non ho mai pedalato. Sono un pazzo. Poi mi dico ma no dai se c’è qualcosa che non va me ne accorgerò subito dalle prime pedalate ho 12 ore per regolare tutto, sereno Mario.

In effetti alla fine non ho spostato di un centimetro ne la sella, ne il reggi sella, ne tantomeno l’attacco manubrio. La bici mi calzava a pennello. Una volta recuperati i pettorali ci dirigiamo verso il box numero 15 siamo due squadre da 5 miste 5 donne e 5 uomini.

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Decidiamo di cominciare a pedalare un’ora ciascuno, partirà Sergio a seguire Karen, poi Cristina, a me toccherà il 4° turno e chiuderà le prime Cinque ore Luca.

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Così Parte la gara e l’adrenalina è a mille, stare nei box dove in genere stanno le F1 o le superbike è incredibile, sembra una gara di endurance motoristica dove pero i motori sono i nostri corpi. Le altre squadre, quelle con il coltello fra i denti seguendo la regola che da quest’anno impone di poter rientrare ai box solo dopo due giri sul traguardo si danno cambi ravvicinati appunto ogni 3 giri, altre squadre decidono di darsi turni fissi ogni tot ore di pedalata noi optiamo per una strategia mista, dopo le prime cinque ore di gara cominciamo ad alternarci ogni tre giri. E la JEMM? La 5.Cinque è pronta, quando arriva il mio turno parto deciso vedo arrivare la mia compagna di squadra nella pit-lane e parto, da regolamento devo stare fermo e con il piede a terra, non tutti faranno così, e devono passare non meno di dieci secondi dall’ingresso all’uscita del compagno.

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Accendo le luci che mi ha prestato Marco esperto ciclista e ultraciclista, sono potenti e ben proporzionate, decido di non spingere a tutta sono freddo, non posso bruciarmi le gambe, in un batter d’occhio mi trovo fuori dai box e in pista sembro una moto da corsa con un faro che illumina tutta la pista e gli alberi, do un occhio alla velocità e sono già a 36km/h, ragazzo calma mi dico devi girare per un’ora e non hai mai pedalato nell’autodromo ne con questa bici, anche se tutto mi sembra così semplice. La 5.Cinque copia ogni tuo singolo movimento e ha la capacità di tradurre l’energia in velocità. L’asfalto drenante a trama grossa scorre via veloce e anche io comincio a superare nel silenzio della notte alcuni ciclisti che affrontano la gara in solitaria o a velocità inferiori.

Pedalare nella notte in sicurezza e nel silenzio è uno spettacolo, stranamente mi sento molto comodo su questa bici e riesco a stare in presa bassa a mio agio. La mia ora letteralmente vola, ed è già tempo di rientrare, imbocco la pit-lane, superato il tappeto con il cip noto che ci sono addetti delle altre squadre che con radio o telefoni avvisano i vari componenti delle proprie squadre dell’arrivo del compagno in modo da ottimizzare i tempi di transizione, quindi decido di affidare il mio segnale ad un fischio con le dita in bocca, fischio che rimbomba in tutto il paddock, Luca è già pronto e gli urlo VAI LUCA! Lui mi riconosce associa il fischio alla voce e parte, da li utilizzerò il fischio per il cambio e funzionerà alla grande. Mi fermo davanti al box, i compagni mi chiedono com’è andata e io riesco a dire solo è una figata, è una figata! Vado fino in fondo ai box pedalando agile e torno indietro per non fermarmi subito dopo questa bella pedalata intensa. Entro nel box in bici, la parcheggio e rimango li a guardarla. Cara J-emm sei una sorpresa, non mi aspettavo una pedalata così facile e un feeling così diretto.

Nel circuito subito dopo il rettilineo dietro i box c’è la parabolica, che porta sul rettilineo finale dove c’è il traguardo, ecco questo pezzo che va dalla parabolica a tutto il rettilineo, ha una leggera falsa pendenza in salita, poca roba, però si fa sentire nelle gambe, anche alle mie, dopo i primi giri noto con piacere che in termini di energia chi mi pedala attorno fa molta più fatica, io con la J-emm 5.Cinque, riesco ad ottimizzare la parabolica e uscire più forte, soffrendo meno il falso piano, di sicuro non è merito delle mie gambe.23798_01-parabolica-di-monza

C’è una salitina più decise in autodromo che si torva fra la Curva del Serraglio e La variante Ascari, quella che per intenderci passa sotto il ponte, ecco li con la 5.Cinque guadagnavo bene un pò perché la salita è preceduta da un discesa dove mi buttavo a 45/50 km/h, un pò perché se si affronta bene la variante Ascari, il rettilineo dietro i Box lo fai a bomba!

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Le prime cinque ore passano fra risate, focaccia, birra, caffè, bresaola, pasta party e commenti sulla Jemm tutti quelli che entravano ai box buttavano l’occhio sulla ragazza.

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In uno dei turni da 3 giri esco a notte fonda, nei box gli atleti non impegnati riposano nei sacchi a pelo, fanno i rulli perché da li a breve toccherà a loro, io pedalo sento il respiro e il faro illumina anche il bosco che fa da cornice alla pista, affronto due giri in totale desolazione solitaria, supero qualche concorrente, non una ruota buona sulla quale attaccarsi, all’inizio del giro di rientro sul rettilineo non faccio in tempo ad affrontare la  la prima curva che percepisco alle spalle qualcuno sta arrivando bello allegro, la sua luce si avvicina veloce, sono già sui 35 km/k tolgo un dente mi alzo sui pedali e mi metto a spingere per infilarmi in scia non appena mi passa, ha un body con su scritto Cinelli-Sis, mi attacco alla morte, sta andando sui 43/45 km/h facciamo un paio di curve assieme, cioè lui tira io modello zainetto, la facilità di pedalata che mi da questa bici mi fa imbizzarrire dalla gioia, arrivato ad un certo punto il mio traino si volta e con un accento marcatamente veneto mi fa ce la fai a darmi un cambio, 😀 io sorrido e gli dico Zio vai quando hai bisogno io ci provo vediamo cosa riesco a fare, 200 metri alla prima di Lesmo si sposta a sinistra e con un cenno del gomito mi dice vai, io mi fiondo mettendo qualche watt in più sul pedale, per fortuna riesco a tenere botta, siamo sui 42-45 all’ora, tutto questo fino alla discesa prima della variante ascari dove metto l’11 e raggiungiamo 55km/h, nella salitina mi supera di slancio e mi dice, dai dai dai che ne hai, seguimi, gli sto in scia per metà del rettilineo momento in cui gli do un cambio fino alla parabolica, poi gli dico io devo uscire qua, ma sei il primo? Lui risponde SI grazie!

Tutto soddisfatto rientro ai box supero il tappeto e fischio, Luca sa già e parte. Avrò per i prossimi 15 minuti il sorriso ebete di chi si è fatto un giro di pista con il primo, ne avrei avuto per continuare a stara con lui? No, però che figata.

Detto questo la 5.Cinque dovete provarla per capire quanto vi aiuta nell’azione, quando mettete giù il rapporto e spingete lei schizza in avanti senza pietà, quando non siete in scia grazie alla sua aerodinamica, riesce a farvi pedalare con il minimo dispendio energetico.  Sono contento che ci siano ancora persone in Italia che riescano, ancora, a realizzare prodotti frutto di passione e ricerca.

Grazie Claudio, grazie J-emm e grazie Run and the City per questa bellissima esperienza.

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Se volete provare la 5.Cinque scrivetemi!

IronMario

 

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