Test Santini Cycling Wear

La stagione invernale genericamente divide ciclisti e triatleti in due grosse categorie. Quelli che preferiscono stare al caldo e pedalare indoor e quelli che continuano ad uscire in strada, nonostante il freddo e le intemperie. Ora senza voler entrare nel merito delle metodiche di allenamento scelte, permettendo che qualsiasi forma di allenamento va bene pur di non stare stesi sul divano, oggi vi parlo di come Santini Cycling, va in aiuto dei ciclisti e triatleti che usano la bici nella stagione più fredda.

Come dice un mio amico: per andare forte in salita, bisogna andare forte in salita. Io aggiungo, per non prendere freddo in inverno, basta non prendere freddo.

Come si fa? Ecco alcuni consigli.

  1. Guardare il meteo e capire quali sono le ore più calde ideali per pedalare.
  2. Proteggere le estremità, testa, mani e piedi.
  3. Utilizzare materiale tecnico specificamente pensato per il tipo di attività sportiva.
  4. Utilizzare materiale traspirante, che ci consenta di poter sudare non inzuppando i vestiti e che lasci respirare la pelle.
  5. Utilizzare materiale che possa tenerci all’asciutto in caso di possibilità di pioggia.
  6. Materiale che possa renderci visibili anche in caso di scarsa visibilità.
  7. Non fare lunghissime soste onde evitare raffreddamenti repentini.

Grazie a Santini ed al suo ufficio stampa, oggi sono in grado di dirvi come performano dopo diverse uscire e diversi cicli di utilizzo e di lavaggio:

ALPHA – MAGLIA INTIMA

ADAPT – CALZAMAGLIA

VEGA MULTI – GIUBBINO

VEGA – COPRISCARPE INVERNALI

VEGA – GUANTI INVERNALI

 

VEGA MULTI – GIUBBINO

Questa versione della linea invernale di Santini è best-seller. Il GIACCA VEGA è stato progettata per poter donare all’atleta il confort ideale per pedalare nelle temperature più fredde dell’annoa. I tessuti scelti sono isolanti ma allo stesso tempo sempre traspiranti e grazie al trattamento esclusivo di Santini Acquazero,  riesce a proteggere le nostre uscita dall’acqua anche in caso di pioggia. Grazie alla loro particolare costruzione, i capi VEGA garantiscono protezione totale usando un numero contenuto di strati, senza dovere quindi acquistare e portare ulteriori capi durante le uscite. Basterà quindi un semplice intimo, per affrontare anche le condizioni più estreme.

Perfetto bilanciamento termico in diverse condizioni climatiche.

Abituato a giacche più pesanti e ingombranti nelle prime uscite mi sembrava di esser sempre poco vestito, invece con piacere la giacca mi ha sempre protetto e riscaldato a dovere, riuscendo a regalarmi quella sensazione di libertà di movimento che poche giacche invernali riesco a darti.

Scheda Tecnica:

PROTEZIONE ESTREMA CONTRO LA PIOGGIA

Costruzione in tessuto Powershield Pro by POLARTEC®, completamente impermeabile (5000 mm di colonna d’acqua) ma al contempo leggero e traspirante. Ideale nelle condizioni di pioggia battente, VEGA MULTI è completamente termosaldata.

VESTIBILITA’ E ISOLAMENTO TERMICO 

Polsini ergonomici tagliati al vivo, realizzati in tessuto Super-Roubaix con strato esterno impermeabile ed imbottitura felpata. Zip con paramontura interno impermeabile

TASCA EXTRA COMPLETAMENTE IMPERMEABILE

Tasca addizionale con zip sul retro, completamente impermeabile, con tessuto a membrana traspirante.

ALTA VISIBILITA’

Banda rifrangente sulla spalla e logo Santini ad alta visibilità sul retro, per la massima sicurezza durante le uscite nelle ore più buie.

ADAPT – CALZAMAGLIA

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La Calzamaglia Adapt protegge la parte che più lavora durante le uscite quindi è studiata per poter regalare elasticità nelle parti interessate alla contrazione muscolare e calore grazie alla Lana presente nel trama del tessuto. In genere non amo uscire con materiali troppo caldi, il rischio di disidratarsi è dietro l’angolo, ma posso dirvi che all’inizio delle mie esperienze ciclistiche, da neofita, ho pedalato anche con i quadricipiti ghiacciati e non è una bella sensazione. La Calzamaglia Adapt ha quello che serve per farvi pedalare in pieno confort, tutto l’inverno. Come dite il fondello? Un divano comodissimo. Inoltre i dettagli catarefrangenti aiutano il ciclista ad essere visibile in condizioni di scarsa visibilità.

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Scheda Tecnica:

La Calzamaglia Adapt è realizzata con il tessuto Polartec® Power Wool™ con compressione e stretch bidirezionale che combina la lana con le fibre sintetiche mantenute separate, ADAPT è la calzamaglia perfetta per le fredde mattinate autunnali e primaverili in cui le temperature possono variare velocemente.

VEGA – COPRISCARPE INVERNALI

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Che dire sono, semplici funzionali ed efficaci. Completamente impermeabili, hanno una differenziazione di tessuto sulla punta per tenere il piede sempre al caldo, esteticamente sono essenziali ed eleganti. Indispensabili per pedalare in inverno.

Scheda Tecnica:

Realizzati in tessuto Super-Roubaix foderato, questi copriscarpe presentano uno strato esterno completamente impermeabile per la massima protezione contro le più estreme condizioni meteo. Con tessuto Alpha by POLARTEC® sulla punta, per proteggere al meglio le dita dei piedi grazie all’elevato isolamento termico.

VEGA – GUANTI INVERNALI

Schermata 2019-11-28 alle 11.42.51.pngAnche i guanti, strumento fondamentale per pedalare in sicurezza d’inverno sono eccezionali, hanno un isolamento termico eccellete, sono completamente impermeabili e hanno le cuciture in esterna come i guadi dei piloti, per contenterei un feeling unico con manubrio e fremi. Provate voi a frenare e gestire la bici in curva in discesa d’inverno. Senza un paio di guanti come i Vega è praticamente impossibile. Indispensabili più della borraccia.

Scheda Tecnica:

 

Incredibilmente sottile per un perfetto controllo del manubrio. Realizzati in tessuto Super-Roubaix foderato, con uno strato esterno completamente impermeabile. Ideali per condizioni climatiche estreme.

ALPHA – MAGLIA INTIMA

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Questa Maglia devo dire mi ha stupito sul serio, pensavo perdesse prestazioni e qualità di tessuto dopo pochi lavaggi, ma devo ricredermi, un questo periodo dove le temperatura oscillano tra i 6° e i 12°, la utilizzo come unico indumento fra la pelle e la giacca Vega. Indossandola la sensazione di caldo è unica. Leggerezza incredibile è sicuramente un prodotto tecnologicamente avanzato, non riesco a capire come possa rimanere asciutto, nonostante la fatica e il sudore.
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Scheda Tecnica:

VESTIBILITA’ PERFETTA

Taglio allungato con costruzione senza cuciture, per garantire massimo comfort quando indossato sotto pantaloncini o calzamaglie

PROTEZIONE ASSOLUTA

In superleggero tessuto ALPHA® by POLARTEC’s®, altamente isolante e tecnologicamente avanzato. Ad asciugatura rapida, garantisce alta traspirabilità e ottima termoregolazione.

DUREVOLE

Studiato per sostenere un uso continuativo.

Tutto il materiale è stato utilizzato e lavato con cicli di lavaggio rapito, tasto “sport” per alcune lavatrici, lavaggi fatti a temperatura bassa e che in genere durano 13-16 minuti. Come sempre per tutti i materiali tecnici è consigliabile usare un basso numero di giri per la centrifuga.

Santini, si sà, è fra le aziende più importanti nel settore del ciclismo e devo dire che non ha smentito la fama del brand, fra le altre cose “Made in Italy”.

Se volete sapere qualcosa in più scrivetemi pure.

Un piccolo regalo per i miei lettori.

Il Natale è alle porte e l’inverno è ancora lungo, anche se è finito il Black Friday e il cyber Monday è appena passato, voi sieste speciali. quindi ecco un codice sconto per gli acquisti on-line.

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Si tratta di uno sconto del 15% valido fino a fine anno (31/12/2019) per gli acquisti sul sito https://www.santinicycling.com/it/

Un grazie particolare ad Ufficio Stampa e Azienda per questo test e soprattutto per il codice sconto dedicato ai lettori.

Al prossimo test!

IronMario

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Federico Caliri, Il Mental Coach.

Lavorando in questo settore, ho la fortuna di conoscere moltissime persone, oggi vi presento Federico. Federico si occupa di una materia molto particolare, la materia grigia!

Andiamo assieme a scoprire chi è Federico Caliri!

D: Chi è Federico Caliri
R: Domanda difficile😅😂. Federico è un ragazzo normale con delle passioni esagerate, che lo portano a cercare di dare il massimo qualsiasi cosa faccia, dal lavoro allo sport.

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D: Quali sport pratichi?
R: Attualmente pratico Bjj (Brazilian Jiu Jitsu), uno sport da combattimento in cui si lotta prevalentemente a terra, dopo una prima fase di studio e analisi in piedi. Diciamo che però sono sempre stato attratto da tantissimi (tutti) gli sport e per questo motivo ne ho provati diversi nella mia vita, partendo dal classico calcio, passando poi per la pallanuoto e la muay thai fino ad arrivare appunto al bjj, per citarne solo alcuni.

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D: Che Studi hai fatto e cosa ti ha spinto?
R: Dopo aver conseguito il diploma di maturità ad indirizzo scientifico ho iniziato il mio percorso di studi svolgendo la triennale in psicologia a Milano. Studiando poi psicologia generale sono venuto a conoscenza di una particolare branca della psicologia, la psicologia positiva, al cui interno vi è la psicologia dello sport e da lì scegliere cosa fare per il resto della mia vita è stato molto semplice. Una volta terminata la triennale ho deciso di specializzarmi subito in psicologia sportiva svolgendo un master a Torino e poi “completare” gli studi con un tirocinio di 6 mesi presso un centro di psicologia dello sport. Mi hanno spinto le due passioni che ho sempre avuto: da un lato lo sport e dall’altro il cercare di capire i comportamenti umani ma sopratutto trovare un modo per potenziare la nostra mente e farla eccellere.

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D: C’è chi dice che è la testa che comanda il resto del corpo, quanto è vera questa affermazione?
R: Per me è vera al 1000 per 100. Se la testa non funziona possiamo essere allenati a puntino ma non potremo mai rendere al massimo delle nostre capacità. È come se avessimo una Ferrari ma all’interno del motore un componente non funzionasse a dovere. Il risultato sarà questo: si accenderà una spia sul cruscotto della nostra macchina dicendoci di andare al più presto dal meccanico mantenendo una velocità bassa. Ecco questo significa non allenare la testa. Avere un componente, il più importante, rotto o mal funzionante. E la cosa peggiore è che non si sa quando questo guasto verrà fuori e che cosa andrà a inficiare. La macchina potrà funzionare bene per tutta la sua vita oppure risentirne nel momento più importante (es. mondiale, europei, Olimpiadi etc).

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D: 4 punti per cui vale la pena provare un mental coach
R: 1) Perché la testa va sicuramente allenata con una persona qualificata. Leggere libri e vedere video motivazionali non basta.
2) Perché molto spesso si utilizzano tecniche che hanno effetti opposti rispetto a quelle che dovremmo utilizzare quando gareggiamo. Sai quante volte ho visto utilizzare una respirazione sbagliata per rilassarsi prima di una gara?
3) Perché se lo usano i professionisti non capisco il motivo per il quale non debba servire a atleti che iniziano o che provano ad arrivare in alto.
4) Perché l’insieme è più delle somme delle parti che lo compongono. Se alleno solo la testa migliori ma non basta; se alleno solo il fisico migliori ma non basta; se mangi bene e basta migliori ma non serve a molto. Se invece unisci tutto questo allora puoi rendere molto di più di quanto tu non possa pensare.

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D: Cos’è più tosto da allenare il fisico o la mente?
R: Questa domanda, apparentemente semplice, è molto complicata in realtà. Penso che dipenda da atleta ad atleta. Ci sono atleti che riescono ad allenare più facilmente la parte fisica ed altri la parte mentale. In generale però posso dire che forse è più difficile allenare la mente, ma solo perché non si è abituati fin da piccoli a farlo. Fin da quando siamo bambini ci insegnano a lavorare, in un modo o nell’altro, a livello fisico, ma in pochi ti aiutano a costruire una mentalità corretta; in pochi ti insegnano a pensare e ragionare e a costruirti poi un’autostima e un’autoefficacia alta.

D: Quanto è difficile lavorare con degli sportivi professionisti?
R: Anche qua dipende dall’atleta. Alcuni atleti hanno un blocco, non consapevole ovviamente, nei confronti di questa disciplina nonostante ci provino. Molto spesso è dovuto al fatto che hanno timore ad aprirsi perché non vogliono dimostrarsi vulnerabili perché di solito sono atleti di alto profilo. Con loro ovviamente il lavoro è più complicato ma si tratta comunque so guadagnarsi la loro fiducia. Altri atleti invece sono predisposti a dare più fiducia e con loro il lavoro diventa più semplice, ma sono anche quelli più emotivi che poi possono avere qualche ricaduta in più.

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D: Sogno nel cassetto?
R: Tantissimi! Dal partecipare a un Olimpiade a seguire degli atleti di NBA o comunque dei maggiori campionati del mondo.

D: Nel tuo lavoro, l’aspetto che più ti piace.
R: Il rapporto che ho con tutti i ragazzi e sopratutto la gioia che vedo in loro, nei loro occhi, quando riescono a superare i propri limiti e le loro paure.

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D: Chi motiva Federico?
R: Gli atleti stessi! Vedere il loro impegno e la loro abnegazione mi aiuta e mi sprona a fare sempre qualcosa in più. Man mano che loro migliorano sento la necessità di migliorare anche io per riuscire sempre a dargli una mano!

D: A guardarti da fuori sembri molto forte e senza punti deboli, sappiamo che non è così, svelacene uno.
R: Eh bella domanda. Forse ti direi che alcune volte sono troppo razionale. E ovviamente un mental coach troppo razionale non e il massimo.

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D: Raccontaci le sensazioni che hai dopo una seduta di mental training!
R: La maggior parte delle volte molto positive. Soddisfazione e felicità sono le sensazioni ed emozioni che provo più frequentemente. Soddisfazione perché mi rendo conto di essere utile e felicità perché sono contento di riuscire ad applicare nei vari momenti della seduta tutto ciò che ho studiato.

D: Dai un consiglio a quelli che pensano che il mental coaching sia una cazzata.
R: Rido per non piangere. La maggior parte di coloro che lo pensano sono gli stessi che poi, quando non riusciranno ad arrivare dove vogliono, diranno che è stata colpa della sfortuna, del destino, del fatto che non avevano le mutande portafortuna e via dicendo. Non mi sento di dare consigli a chi si sente superiore agli altri. Penso che abbiano già tutte le risposte e i consigli che gli servono per conto loro 😉

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Grazie Federico, già mi alleno tutti i giorni della settimana, ma un pensierino per allenare la testa, almeno un paio di volte al mese, visto come stanno le cose, dovrò trovarlo!

IronMario

 

 

T°RED Bike Concept Store Milano

Sono andato a visitare Il nuovo Bike Concept Store di  T°RED, azienda di Desenzano del Garda che ha aperto i battenti a Milano in Piazza Firenze al 19, ad agosto.

Mi ero ripromesso di andarci non appena fosse stato possibile e visto che non è troppo distante da dove vivo, a settembre, dopo aver contattato Luca ed essermi accordato per una chiacchierata informale, mi sono presentato un venerdì alle 10 del mattino.

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T°RED BIKE è un progetto tutto Italiano, che nasce da un centro di ricerca applicato, che unisce architettura e design e ha alla base del proprio core business, la ricerca e lo sviluppo sui materiali, la progettazione di oggetti a forte contenuto tecnologico, che trovano il loro impiego nei più disparati campi come quello aerospaziale, automotive, biomedicale etc. Immaginate cosa può venire fuori se tutta questa ricerca e innovazione viene messa al servizio di una passione come il ciclismo? Ecco che così, dopo la richiesta di un ciclista professionista, di realizzare un modello di bici unico dedicato, i ragazzi di T°RED capiscono che la strada dopo questo progetto è segnata.

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Le loro bici sono un concentrato di tecnologia sartoriale che passa da materiali come acciaio, titanio, carbonio, alluminio, il tutto unito ad un approccio diverso e singolare.

La progettazione delle bici passa dallo sviluppo di un software per il body scanning, che consente di analizzare le esigenze di chi andrà ad utilizzare il mezzo e in base ai dati assimilati, incrociandoli con le geometrie del mezzo da realizzare e del materiale utilizzato, definisce spessori, rigidità, sezioni, saldature etc.  Capite bene che vuol dire farsi realizzare tubazioni su misura, cosa molto diversa dal farsi mandare dei tubi standard dal produttore X e tagliere e saldare. C’è tutta una ricerca sui materiali che ha consentito di scoprire ad esempio che il Titanio, durissimo, fortissimo, soffre il calore delle saldature, quindi T°RED, per mantenere intatte le caratteristiche del materiale, ha studiato una tipologia di saldature che non altera la struttura dei materiali. Qua siamo a livelli di altissima eccellenza. L’elenco di ciclisti professionisti, che sono andati da T°RED per farsi realizzare la propria bici ideale che potesse rispondere ad una serie di caratteristiche specifiche è molto lungo, nel loro sito li potete trovare.

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Ora sapete anche che io adoro l’acciaio e ci pedalo anche molto volentieri, provate ad immaginare la mia faccia quando ho sollevato una loro bici in acciaio, la Aracnide nello specifico, abituato ad andare in giro con la mia bici in di fine anni ottanta. Sono rimasto sbalordito. Non solo perché quasi la proiettavo in aria per quanto fosse così leggera, ma perché i ragazzi di Desenzano del Garda sono riusciti a realizzare un prodotto che in termini di peso, se la gioca con le bici in carbonio più leggere presenti sul mercato, ma con la peculiarità che le loro bici sono realizzate per permettere di esprimere al meglio la potenza generata dal proprio corpo e tradurla in velocità. Capite ora la scelta di aprire solo negozi monomarca, il contenuto è talmente sartoriale e tecnologico che non può esserci paragoni. Provate ad indossare una camicia confezionata standard e a farvene realizzare una su misura, cominciando proprio dalla scelta dei materiali. La differenza è abissale.

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Andiamo allo store: accogliente, con molte bici a disposizione ai test, due vetrine al piano terreno e un piano -1 che sarà presto destinato a spazio eventi.

Pian piano che Luca con pazienza mi racconta, il mio interesse cresce e la smania di pedalare prende il sopravvento, in un attimo siamo già d’accordo e l’indomani ci troveremo per pedalare assieme, così potrò finalmente provare la Aracnide Acciaio, test che presto troverete on line del quale gira già una preview.

Se siete come me feticisti dei materiali come acciaio e titanio, amanti dei dettagli e vi piacciono le bici, andate a fare un giro nel Concept Bike Store di T°RED.

 

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Stay tuned.

IronMario

 

 

Test J-emm 5.Cinque alla 12h Cycling Marathon di Monza!

Ormai sapete benissimo che non faccio fatica a fare conoscenza con le persone e devo dire che ne conosco veramente tante. Un giorno parlando con il mio amico Ivano, Run4food.it per intenderci, mi dice: sai Iron che ho un amico Claudio, con il quale facevo i raduni con il Burgman che ha un negozio di bici e ha un prodotto Italiano che secondo me dovresti provare.

Detto fatto, un anno dopo ecco l’occasione giusta, vengo coinvolto da Run and the City  con altri 9 amici e colleghi alla 12h Cycling Marathon di Monza, esperienza per la quale non smetterò mai di ringraziarli, penso quale migliore occasione per provare la Bici che ha Claudio? Quindi lo chiamo, gli racconto della 12h e che mi piacerebbe testare il prodotto.

La J-emm, bici totalmente Italiana realizzata nella terra motoristica italiana per eccellenza, Reggio Emilia.  Claudio immediatamente mi dice di si e di passare a prendere la bici.

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La J-eem 5.Cinque è una bici aero sartoriale!                                                                      Materiale Telai: 1K t1000, Honeycomb T4, Carbo-Ti, Carbo-Titanio. Bici top di gamma proposta e adatta a ciclisti professionisti che cercano rigidità torsionale e prestazioni fluide estreme, la 5.Cinque è perfetta per la velocità. Rigidità torsionale e fluidità grazie alla tecnologia CARBO-TITANIUM combinata con la struttura Honeycomb rende il telaio CARBO-TITANIO 5.CINQUE ideale per tutti gli usi di gara e per ciclisti esigenti, ottimizzando le prestazioni atletiche.

Telaio con reggisella aerodinamico

  • Forcelle J-emm su misura
  • Peso telaio 1050 gr
  • Freno: V-brake
  • Massima aerodinamica tra il tubo obliquo e la ruota
  • Misure standard: S-M-L-XL. * Anche su misura
  • Telaio certificato dall’Istituto Malignani ISO 4210-6
  • Garanzia a vita
  • Certificazione 100% MADE IN ITALY IT01

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Queste le note caratteristiche della 5.Cinque, una bici dotata di una incredibile rigidità strutturale che riesce a trasmettere un feeling immediato con il mezzo anche quando non lo si è mai provato prima.

Andiamo alla gara. E’ venerdì alle ore 16:00 mi avvio per l’Autodromo di Monza dove alle 19:30 partirà al 12h. Arrivato al parco, procedo fino al parcheggio dietro il paddock, devo dire che da sempre una sensazione adrenalinica arrivare in auto a Monza dentro l’autodromo. Una volta parcheggiato, scarico lo zaino con i viveri, i cambi e tutto quello che mi serve per affrontare in serenità questa gara. Mentre tiro giù la bici dall’auto, realizzo che sto per andare a fare un gara di 12h con una bici con la quale non ho mai pedalato. Sono un pazzo. Poi mi dico ma no dai se c’è qualcosa che non va me ne accorgerò subito dalle prime pedalate ho 12 ore per regolare tutto, sereno Mario.

In effetti alla fine non ho spostato di un centimetro ne la sella, ne il reggi sella, ne tantomeno l’attacco manubrio. La bici mi calzava a pennello. Una volta recuperati i pettorali ci dirigiamo verso il box numero 15 siamo due squadre da 5 miste 5 donne e 5 uomini.

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Decidiamo di cominciare a pedalare un’ora ciascuno, partirà Sergio a seguire Karen, poi Cristina, a me toccherà il 4° turno e chiuderà le prime Cinque ore Luca.

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Così Parte la gara e l’adrenalina è a mille, stare nei box dove in genere stanno le F1 o le superbike è incredibile, sembra una gara di endurance motoristica dove pero i motori sono i nostri corpi. Le altre squadre, quelle con il coltello fra i denti seguendo la regola che da quest’anno impone di poter rientrare ai box solo dopo due giri sul traguardo si danno cambi ravvicinati appunto ogni 3 giri, altre squadre decidono di darsi turni fissi ogni tot ore di pedalata noi optiamo per una strategia mista, dopo le prime cinque ore di gara cominciamo ad alternarci ogni tre giri. E la JEMM? La 5.Cinque è pronta, quando arriva il mio turno parto deciso vedo arrivare la mia compagna di squadra nella pit-lane e parto, da regolamento devo stare fermo e con il piede a terra, non tutti faranno così, e devono passare non meno di dieci secondi dall’ingresso all’uscita del compagno.

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Accendo le luci che mi ha prestato Marco esperto ciclista e ultraciclista, sono potenti e ben proporzionate, decido di non spingere a tutta sono freddo, non posso bruciarmi le gambe, in un batter d’occhio mi trovo fuori dai box e in pista sembro una moto da corsa con un faro che illumina tutta la pista e gli alberi, do un occhio alla velocità e sono già a 36km/h, ragazzo calma mi dico devi girare per un’ora e non hai mai pedalato nell’autodromo ne con questa bici, anche se tutto mi sembra così semplice. La 5.Cinque copia ogni tuo singolo movimento e ha la capacità di tradurre l’energia in velocità. L’asfalto drenante a trama grossa scorre via veloce e anche io comincio a superare nel silenzio della notte alcuni ciclisti che affrontano la gara in solitaria o a velocità inferiori.

Pedalare nella notte in sicurezza e nel silenzio è uno spettacolo, stranamente mi sento molto comodo su questa bici e riesco a stare in presa bassa a mio agio. La mia ora letteralmente vola, ed è già tempo di rientrare, imbocco la pit-lane, superato il tappeto con il cip noto che ci sono addetti delle altre squadre che con radio o telefoni avvisano i vari componenti delle proprie squadre dell’arrivo del compagno in modo da ottimizzare i tempi di transizione, quindi decido di affidare il mio segnale ad un fischio con le dita in bocca, fischio che rimbomba in tutto il paddock, Luca è già pronto e gli urlo VAI LUCA! Lui mi riconosce associa il fischio alla voce e parte, da li utilizzerò il fischio per il cambio e funzionerà alla grande. Mi fermo davanti al box, i compagni mi chiedono com’è andata e io riesco a dire solo è una figata, è una figata! Vado fino in fondo ai box pedalando agile e torno indietro per non fermarmi subito dopo questa bella pedalata intensa. Entro nel box in bici, la parcheggio e rimango li a guardarla. Cara J-emm sei una sorpresa, non mi aspettavo una pedalata così facile e un feeling così diretto.

Nel circuito subito dopo il rettilineo dietro i box c’è la parabolica, che porta sul rettilineo finale dove c’è il traguardo, ecco questo pezzo che va dalla parabolica a tutto il rettilineo, ha una leggera falsa pendenza in salita, poca roba, però si fa sentire nelle gambe, anche alle mie, dopo i primi giri noto con piacere che in termini di energia chi mi pedala attorno fa molta più fatica, io con la J-emm 5.Cinque, riesco ad ottimizzare la parabolica e uscire più forte, soffrendo meno il falso piano, di sicuro non è merito delle mie gambe.23798_01-parabolica-di-monza

C’è una salitina più decise in autodromo che si torva fra la Curva del Serraglio e La variante Ascari, quella che per intenderci passa sotto il ponte, ecco li con la 5.Cinque guadagnavo bene un pò perché la salita è preceduta da un discesa dove mi buttavo a 45/50 km/h, un pò perché se si affronta bene la variante Ascari, il rettilineo dietro i Box lo fai a bomba!

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Le prime cinque ore passano fra risate, focaccia, birra, caffè, bresaola, pasta party e commenti sulla Jemm tutti quelli che entravano ai box buttavano l’occhio sulla ragazza.

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In uno dei turni da 3 giri esco a notte fonda, nei box gli atleti non impegnati riposano nei sacchi a pelo, fanno i rulli perché da li a breve toccherà a loro, io pedalo sento il respiro e il faro illumina anche il bosco che fa da cornice alla pista, affronto due giri in totale desolazione solitaria, supero qualche concorrente, non una ruota buona sulla quale attaccarsi, all’inizio del giro di rientro sul rettilineo non faccio in tempo ad affrontare la  la prima curva che percepisco alle spalle qualcuno sta arrivando bello allegro, la sua luce si avvicina veloce, sono già sui 35 km/k tolgo un dente mi alzo sui pedali e mi metto a spingere per infilarmi in scia non appena mi passa, ha un body con su scritto Cinelli-Sis, mi attacco alla morte, sta andando sui 43/45 km/h facciamo un paio di curve assieme, cioè lui tira io modello zainetto, la facilità di pedalata che mi da questa bici mi fa imbizzarrire dalla gioia, arrivato ad un certo punto il mio traino si volta e con un accento marcatamente veneto mi fa ce la fai a darmi un cambio, 😀 io sorrido e gli dico Zio vai quando hai bisogno io ci provo vediamo cosa riesco a fare, 200 metri alla prima di Lesmo si sposta a sinistra e con un cenno del gomito mi dice vai, io mi fiondo mettendo qualche watt in più sul pedale, per fortuna riesco a tenere botta, siamo sui 42-45 all’ora, tutto questo fino alla discesa prima della variante ascari dove metto l’11 e raggiungiamo 55km/h, nella salitina mi supera di slancio e mi dice, dai dai dai che ne hai, seguimi, gli sto in scia per metà del rettilineo momento in cui gli do un cambio fino alla parabolica, poi gli dico io devo uscire qua, ma sei il primo? Lui risponde SI grazie!

Tutto soddisfatto rientro ai box supero il tappeto e fischio, Luca sa già e parte. Avrò per i prossimi 15 minuti il sorriso ebete di chi si è fatto un giro di pista con il primo, ne avrei avuto per continuare a stara con lui? No, però che figata.

Detto questo la 5.Cinque dovete provarla per capire quanto vi aiuta nell’azione, quando mettete giù il rapporto e spingete lei schizza in avanti senza pietà, quando non siete in scia grazie alla sua aerodinamica, riesce a farvi pedalare con il minimo dispendio energetico.  Sono contento che ci siano ancora persone in Italia che riescano, ancora, a realizzare prodotti frutto di passione e ricerca.

Grazie Claudio, grazie J-emm e grazie Run and the City per questa bellissima esperienza.

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Se volete provare la 5.Cinque scrivetemi!

IronMario

 

Garmin presenta i nuovi modelli FORERUNNER.

GARMIN leader di mercato nel settore degli smart sportwatch, allarga la famiglia dei Forerunner con tre nuovi modelli presentati alla stampa di settore nella location milanese dei Canottieri Olona.

Ecco i tre nuovi modelli:

 

 

Moltissime le novità che caratterizzano le tre nuove versioni

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Forerunne 45 e 45S.

Dedicati a chi si avvicina alla corsa per la prima volta. Facili e intuitivi, hanno, rispettivamente, una cassa da 42 millimetri e da 39 millimetri. Sono pensati per essere indossati 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per monitorare passi, distanze, calorie bruciate, qualità del sonno, e non solo. Infatti, grazie al monitoraggio dello stress e la registrazione dell’energia Body Battery™, gli utenti possono concentrarsi sulla propria salute e pianificare meglio la propria giornata per ottimizzare i tempi di attività, allenamento e riposo. Infine, integrando dodici profili di altrettanti sport diversi, Forerunner 45 è perfetto non solo per la corsa, ma anche per la bicicletta, l’ellittica, l’attività cardio, lo yoga e altro ancora. I nuovi Forerunner 45 e 45S hanno una batteria con autonomia fino a 7 giorni in modalità smartwacth e fino a 13 ore in modalità GPS e sono disponibili a un prezzo consigliato al pubblico di 199,99 euro.   

Forerunner 245 e 245 Music

245Pensati per chi ha sempre un obiettivo da raggiungere, e superare, i nuovi 245 prevedono nuove e innovative funzioni dedicate alla corsa. Tramite Garmin Coach sono in grado di fornire allenamenti personalizzati per portare a termine con successo e buoni risultati competizioni sulle distanze dei 5km, 10km, e della mezza maratona. Inoltre, In base ai dati registrati, il 245 è in grado di stimare il tempo di gara. Le innovative funzioni fisiologiche avanzate permettono di misurare il valore VO2 Max, il tempo di recupero, la tipologia, aerobico e anaerobico, e il carico di un allenamento e altro ancora. Sono naturalmente compatibili con le fasce cardio Garmin e con il Garmin Running Dynamics Pod, così da fornire indicazioni e dati ancora più dettagliati grazie alle dinamiche di corsa avanzate, tra cui cadenza, tempo di contatto con il suolo e oscillazione verticale. Molto interessante la funzione che prevede anche un sistema integrato di riconoscimento e rilevamento in caso di incidente durante l’attività sportiva, che invia, se connesso al proprio smartphone, in tempo reale un messaggio di allarme con la posizione in cui ci si trova a dei contatti preselezionati. Dotato di rilevazione cardiaca al polso con tecnologia Garmin Elevate, giunta alla terza generazione e quindi ancora più accurata, integra pulsossimetro Pulse Ox che permette agli utenti di rilevare e analizzare la saturazione di ossigeno nel sangue. Sempre grazie al cardio al polso consente inoltre di registrare e indicare i momenti di stress maggiore. La funzione Body Battery™invece permette di misurare in qualsiasi momento la quantità di energia del proprio corpo, così che l’utente sappia quando è il momento giusto per fare attività fisica o per riposare. Il solo modello Forerunner 245 Music prevede anche una memoria interna sulla quale è possibile caricare i propri brani musicali preferitida ascoltare con cuffie Bluetooth compatibili; la funzione Music è compatibile con i sevizi di streaming musicale di Spotify® e Deezer, scaricabili sul dispositivo tramite la piattaforma Garmin Connect IQ™ Store. Ha una batteria con autonomia fino a 7 giorni in modalità smartwatch e fino a 24 ore in modalità GPS.

I nuovi Forerunner 245 e Forerunner 245 Music sono disponibili rispettivamente a un prezzo consigliato al pubblico di 299,99 euro e di 349,99 euro.

Forerunner 945

945.pngTriatleti, questo il mondo al quale è destinato il nuovo Forerunner 945. Il  mondo della multi-disciplina da sempre richiede strumenti molto specializzati, ed è per questo che Garmin ha progettato questo nuovo 945  con ricezione GPS, GLONASS e Galileo. Per aiutare gli atleti a spostare sempre più in alto l’asticella delle proprie prestazioni, Forerunner 945 prevede innovative e ancora più specifiche funzioni, come il calcolo del valore VO2 Max e quello del carico di allenamento che suddivide la cronologia degli allenamenti svolti in categorie relative al grado di intensità e di sforzo effettuato. Traccia inoltre i tempi di recupero e fornisce indicazioni su dinamiche avanzate di corsa, tra cui cadenza, tempo di contatto con il suolo, oscillazione verticale ed altri dati fondamentali. Inoltre, l’innovativa nuova analisi del Training Load consente, con un colpo d’occhio, di studiare graficamente l’andamento dei tuoi progressi e quali zone di lavoro sono ancora da migliorare. Forerunner 945 offrirà un target da raggiungere basato sul trend delle tue sessioni con un semplice suggerimento sul display direttamente dal widget del Training Status.  Forerunner 945 prevede un sistema integrato di riconoscimento e rilevamento in caso di incidente durante l’attività sportiva, che invia, se connesso al proprio smartphone, in tempo reale un messaggio di allarme con la posizione in cui ci si trova a dei contatti preselezionati. Compatibile anche con le fasce cardio Garmin HRM-Dual, Garmin HRM-Swim, Garmin HRM-Tri e Garmin HRM-Run, ha rilevazione cardiaca al polso con tecnologia Garmin Elevate, giunta alla terza generazione e quindi ancora più accurata. Novità è il pulsossimetro Pulse Ox che permette agli utenti di rilevare e analizzare la saturazione di ossigeno nel sangue. Con cartografia integrata, Forerunner 945 prevede anche una memoria interna sulla quale è possibile caricare i propri brani musicali preferiti da ascoltare con cuffie Bluetooth compatibili, o di ascoltarle tramite i sevizi di streaming musicale di Spotify®e Deezer, scaricabili sul dispositivo tramite la piattaforma Garmin Connect IQ™ Store. Inoltre, prevede pagamenti contactless direttamente dall’orologio grazie alla funzione Garmin Pay™. La batteria ha un’autonomia fino a due settimane in modalità smartwatch, fino a 36 ore in modalità GPS e fino a 10 in modalità GPS con musica.

Il nuovo Garmin Forerunner 945 è disponibile a un prezzo consigliato al pubblico di 599,99 euro. Prevista anche una versione triathlon, con fasce cardio HRM – Swim™ e HRM – Tri™ e un kit a sgancio rapido, ad un prezzo consigliato al pubblico di 799,99 euro.

Che ne pensate se lo testiamo?

IRONMARIO

 

Contest con quattro pettorali in palio!

Grazie alla collaborazione con l’Organizzazione della GranFondo Firenze De Rosa, abbiamo a disposizione 4 pettorali per la partecipazione alla splendida manifestazione che Avrà luogo il 14 Aprile.
Come?
Contest sulla massima distanza percorsa nel mese di Marzo solo su in outdoor.
Scadenza 31/03/19
Iscrizione sulla pagina Facebook IRONMARIO.
Cliccare “partecipo” all’evento.
Condividere tutte le ride di marzo usando gli hashtag ufficiali:
#derosagrandfondofirenze #gfi2019 #ridethroughhistroy

#IronMario #IRM #ironcontest

Saranno prese in considerazione solo ride in outdoor documentate con Strava.
Iscriversi la ClubStrava Ironclub.
Le prime due donne e i primi due uomini che realizzeranno la massima distanza percorsa in bici in outdoor, avranno diritto al solo pettorale per la partecipazione alla gara.
Restano a carico dei partecipanti trasporti e iscrizione giornaliera con visita medica in caso di mancata di tessera dedicata.

Buone Pedalate!

IronMario

Life Style, che trascinatore!

L’hanno capito in tanti, ed è una costante in continua crescita, è il settore “Life Style” che adesso trascina il “Performance” nei numeri di vendita.

Non sarà mica a caso che aziende del calibro di Adidas Orignals x Size? x Colnago, uniscano le forze per un progetto comune.

“Colnago, il produttore italiano di biciclette da corsa, ha siglato una triplice collaborazione con Adidas Originals e size?. Il marchio noto per le biciclette da corsa di alta gamma si unisce ai pionieri dello sportswear, in riconoscimento delle loro comuni origini e della loro incessante ricerca dell’innovazione.” Comunicato Stampa.

Il progetto prevede il lancio di un telaio Master in edizione limitata di soli 105 esemplari. Un intramontabile gioiello di stile senza tempo con le sue tubazioni in acciaio a forma stellare trafilate a freddo e l’inconfondibile forcella precisa.Colnago MASTER ADIDAS particolare 8Colnago MASTER ADIDAS particolare 2

Il progetto, inoltre, prevede il lancio di due silhouette dagli stili diversi. Le Kamanda– un esperimento di design ispirato agli stili preferiti dagli appassionati di calcio degli anni ’80 – e le Trimm Star, uscite nel 1985 come scarpe da allenamento leggere.DSC02940

Entrambe le scarpe sono rifinite in pelle italiana Pellegrini. La suola delle Trimm Star è realizzata in gomma riciclata per imitare le gomme di una classica bici da corsa anni ’70. La rifinitura metalizzata presente sulle strisce e sul tallone si ispira alle linee rosse della Colnago Master di Giuseppe Saronni, tipiche della classica verniciatura Colnago. La futuristica e trasparente suola della Kamanda mostra l’effetto fibra di carbonio che caratterizza le moderne biciclette Colnago, mentre la tomaia è rifinita in pelle scamosciata premium.AdidasColnago_Finals 10 copyAdidasColnago_Finals 7 copyAdidasColnago_Finals 12 copy_DSC4536

Il visionario tedesco Adolf Dassler lanciò Adidas nel 1949 e avviò il suo impero realizzando scarpe nella lavanderia della madre a Herzogenaurach. Da lì, è partita la spinta e la motivazione a innovare il settore e il design di scarpe sportive che ha portato Adidas ad essere un marchio di abbigliamento sportivo globale come è oggi.

Appena 5 anni dopo, nel 1954, Colnago fu fondata dall’imprenditore Ernesto Colnago. L’azienda italiana è diventata sinonimo di qualità e stile sobrio, lasciando un segno significativo nel design e nella storia dell’ingegneria italiana. Colnago ha così intrapreso una personale missione: voler creare “solo cose belle”.

Sia Dassler che Colnago hanno fatto affidamento all’innovazione dei prodotti, sulle sponsorizzazioni con i loro migliori atleti e le loro nazioni per portare nelle case degli appassionati il loro messaggio. Anche se focalizzati su categorie decisamente diverse, i valori di entrambi gli imprenditori sono strettamente correlati. Classicismo e innovazione sono le caratteristiche che hanno portato Adolf ed Ernesto dove sono ora.

La collezione Adidas Originals x size? x Colnago sarà disponibile sul sito e nei negozi size? dal 29 dicembre.

Trimm Star: 110,00 €

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Kamanda: 150,00 €

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Sarà l’acciaio che adoro, sarà il gusto per il vintage o l’estremo moderno, ma questa cosa mi piace molto avanti così!

IronMario

 

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