Vi presento… Diego De Francesco!

Fra le cose che mi piacciono del Triathlon, c’è il suo essere inclusivo, atleti disabili e normodotati gareggiano insieme e sugli stessi percorsi. Più volte mi è successo di incontrarli in gara e rimanere affascinato dalla loro determinazione!

Ecco perché oggi Vi presento Diego De Francesco, triatleta e istruttore fitri, ci racconterà chi è, e la sua esperienza nell’allenare i ragazzi del paratriathlon.

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Chi è Diego?

La mia Bio dice di me “Triathlete & Coach. Landscapes & Geometries Lover”…sono uno sportivo da sempre e prima di ogni altra cosa. Praticare il triathlon come atleta non mi bastava ed ho iniziato a studiare per diventare Coach.

Amo profondamente quel senso di fatica mista a gioia che solo durante lo sforzo fisico, immersi nella natura o circondati da opere architettoniche, si può provare.IMG_2733

Come sei arrivato al triathlon?

Per caso e per sfida con me stesso, come del resto credo sia capitato a molte altre persone.  La mia storia di triathleta è forse la più comune, una tra tante; decido di fare uno sprint, sento accendersi qualcosa dentro, e in brevissimo tempo,

il valore che attribuivo a spazi e distanze, è stato messo in discussione. E da allora tutto è cambiato.

Ho sempre fatto sport nella mia vita, non ricordo un giorno preciso in cui ho iniziato o abbia smesso.  Lo sport è stato sempre parte integrante della mia vita e della mia educazione, con il Triathlon qualcosa è cambiato, non è solo un sport;  e per quanto possa essere scontata come affermazione, è esattamente cosi.

Quale idea avevi quando ti sei iscritto al corso per istruttori Fitri?

Più che altro ho sentito il bisogno di intraprendere un percorso di formazione,  per dare seguito e senso a cio che negli ultimi anni ha catalizzato l’attenzione di buona parte delle mie giornate.

Negli anni dal 2013 al 2016, quando ho iniziato a formarmi come Triatleta lavorando con un coach professionista, ad ogni allenamento sentivo il bisogno di capire il perché delle cose. Il perché “quel metodo è corretto e l’altro è discutibile”. Il come concepire l’allenamento e la crescità di  un atleta, non solo attraverso una qualunque  tabella, ma attraverso una gestione completa.Foto 01-05-17

Perché hai scelto di dedicarti alla preparazione di ragazzi per il para-triathlon?

In realtà è un’occasione che mi è stata offerta quando ancora studiavo per diventare Istruttore Federale, che ho cercato di cogliere e sfruttare al massimo.

Il Paratriathlon è un ambiente tecnicamente molto stimolante. Ho la possibilità innanzitutto di lavorare al fianco di tecnici ed atleti professionisti, per cui nulla è lasciato al caso.

Ogni atleta ha caratteristiche in funzione della propria disabilità, diverse dai propri avversari, per cui la crescita ed il percorso per arrivare a migliorarsi è sempre differente e nuovo.

Qual è stata la prima cosa che ti ha colpito nel vedere i tuoi ragazzi all’opera?

Nelle ultime due estati, durante i camp di allenamento in altura, da atleta ho avuto modo di allenarmi spesso con alcuni paratriathleti di alto profilo.

Scontato dire che l’esperienza è stata sportivamente ed umanamente unica.

Quando poi mi sono rapportato a loro come tecnico, la cosa che  immediatamente mi è balzata all’occhio, è stata l’assoluta professionalità con cui lavorano per raggiungere i propri obbiettivi.

In alcuni casi mi confronto con atleti che ambiscono a gareggiare e primeggiare nei circuiti internazionali, per cui a quel livello la differenza tra atleti normo e para diventa solo una convenzione. Chiunque ambisce ad esser li tra i migliori, lavora sodo per meritarlo.

Lo sport da questo punto di vista è “genuinamente spietato”  e non fa sconti a nessuno, che tu abbia una gamba in meno  o no, se vuoi essere il migliore tra i migliori devi dimostrarlo.

Quali sono le differenze in termini di regolamento?

Ci sono tante differenze ovvimente, soprattutto nel Paratriathlon che è una multidisciplina è tutto un po più articolato. A cominciare dalle categorie, che non sono in funzione dell’età ma seguono criteri di disabilità. Le attrezzature consentite, il loro utilizzo e la personalizzazione, variano anche questi in funzione della disabilità, o del grado di disabilità. Le gare si svolgono su due distanze (sprint e super sprint) e sono sempre caratterizzate dalla formula NoDraft, per cui a Chronometro. Il Paratriathlon è una disciplina talmente giovane che lo stesso regolamento è in continua evoluzione, proprio per dare sempre maggiori possibilità a diversi disabili, e permettere loro di poter gareggiare ai massimi livelli ed essere per questo più competitivi. Non dimentichiamolo mai.. si corre per competere!Foto 27-04-17, 21 03 46

Raccontateci le sensazioni dopo una vostra sessione di allenamento. 

Di solito durante i Training Camp ci sono momenti dove si lavora tutti insieme ed altri dove invece ci si divide per fare lavori specifici in funzione delle esigenze degli atleti.

In quei casi quando lavoro più direttamente con un gruppo di loro, per me ogni sessione è sempre una emozione nuova,  Essere a bordo vasca, ad esempio, e dare indicazioni, dettare tempi e modi ad atleti Paralimpici che vantano già presenze ad Olimpiadi e Mondiali,  è una grandissima emozione e soddisfazione professionale che meno di un anno fa non immaginavo di poter vivere.

 

Qual è stata la lezione più importate che hai imparato dalla vita fino ad oggi?

Se in corsa ti fermi stremato e poi riprendi la tua gara non è una sconfitta, la sconfitta è arrendersi.

La vita attraverso la disciplina sportiva mi ha insegnato e mi insegna tutt’ora tanto.

 

Se dovessi lanciare un messaggio per stimolare chi è disabile e non pratica sport?

Per tanti Atleti che ho conosciuto, anche se può sembrare paradossale, la disabilità ha offerto loro una possibilità di vivere la propria vita in un modo che forse da normodotati non avrebbero avuto.

Se dovessi lanciare un messaggio alle istituzioni cosa chiederesti per questi ragazzi?

Sono domande che non sta a me rispondere, come atleta prima e come tecnico oggi, ho imparato e sto continuando a imparare a lavorare tirando fuori,  sul campo,  il meglio con quello che si ha, senza pensare a cosa si potrebbe fare se si avesse questo quello ecc.

 

Prossimi obiettivi?

Dopo l’esordio nello staff tecnico della Nazionale Italiana Paratriathlon, in occasione della ITU WORLD PARATRIATHLON CUP di Besancon in Francia; il prossimo obiettivo è il Campionato Europeo di Paratriathlon che si terrà a Kitzbuhel in Austria il 16 Giugno.

 

Sogno nel cassetto?

Continuare a sognare. I sogni sono il modo migliore per guardare al futuro.

 

Dacci uno motivazionale che ci stimoli  a migliorare

Provo a fare qualcosa di più, Vi invito ad Iseo il weekend del  8e 9 Luglio, ci sarà tappa del circuito ITU WORLD PARATRIATHLON CUP. Li avrete modo di motivarvi, e capire che “NON CE LA FACCIO” è la cosa più stupida che si possa pensare.

 

Grazie Diego, oggi ci hai accompagnato per mano in un mondo particolare dove il coraggio e la forza di volontà fanno la differenza in silenzio.

Vogliamo farti il nostro più grande in bocca la lupo, perché proprio oggi esordisci come Guida di un nostro Campione Italiano nel Campionato Europeo di Paratriathlon a Kitzbuhel in Austria.

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Forza Diego noi facciamo il tifo per te…

IronMario

 

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