Impariamo a darci i voti!

 

Credo sia capitato a tutti, subito dopo gli allenamenti o dopo qualche gara, di fermarsi a parlare con gli amici con i quali si condivide la stessa passione. Dopo qualche battuta, pacca sulla spalla o sorriso, inevitabilmente scatta l’analisi della prestazione sportiva.
E qui, credetemi, se ne sentono e vedono di ogni tipo e colore.
Cercherò di fare una piccola classifica degli utenti tipo.
Cominciamo con quello che più ci irrita e al quale daremmo volentieri una “testata”.
Il PESSIMISTA FALSO MODESTO:
Molto spesso è un atleta, anche se amatore, fortissimo, che si migliora ad ogni gara o allenamento.
Nonostante sia sotto gli occhi di tutti il suo impegno e la capacità di migliorarsi, riesce sempre a trovare frasi del tipo 
non sono soddisfatto, ho corso malissimo”, “non ce la farò mai”, “sono andato veramente piano” e magari il suo interlocutore è più lento di 10 minuti al km. Insomma, il pessimista falso modesto, trova sempre una ragione per “lagnarsi” ed è alla ricerca spasmodica di quello che, a suo avviso, non è andato bene, ma non lo fa per migliorarsi, lo fa solo per comunicarlo nel peggior modo possibile agli altri.
Questi individui li vedrete quasi sempre in solitaria, a caccia di qualche preda da addentare per scaricare loro addosso la propria negatività.
In genere, però, sono soliti collezionare una serie di vaffa muti, in modo totalmente inconsapevole.
Emarginiamoli 🙂
 
Poi c’è l’estremo opposto, quello che, personalmente, ammiro e che suscita estrema simpatia:
IL POSITIVO TRANQUILLO STRAFOTTENTE:
E’ un personaggio molto sorridente, con un seguito notevole di donne, sempre accerchiato da numerosi amici. Se ti confronti con lui prima della gara è molto ambizioso e seriamente convinto di potere togliere almeno 10 minuti dal personale, tuttavia, anche se con buona probabilità questo non accadrà, se ne frega, tanto è li per divertirsi, per il ristoro e per farsi quattro “ghigne” in compagnia.
Alla partenza delle gare è sempre sereno, manda baci a tutti e magari tira su qualche numero di telefono.
Compagnoni Instancabili ce ne vorrebbero di più …
 
Come non citare poi una categoria sempre presente.
 
L’ETERNO INFORTUNATO:
Abili mentitori, ipocondriaci, mentono  sapendo di mentire. Consapevoli del fatto che la scusa dell’infortunio può durare per un periodo limitato, sono sempre alla ricerca di nuovi infortuni da comunicare, dietro i quali nascondono la voglia di non allenarsi, le proprie paure, la non voglia di dare il massimo e la paura di essere giudicati dagli altri.
In genere, dispensano consigli su come evitare gli infortuni di cui sono vittime.
Li riconoscete perché chi gli sta attorno tiene le mani in tasca.
Se li vedete scappate, se li volete aiutare sopprimeteli 🙂
 
L’ultima categoria della quale vorrei parlarvi prima di ritornare serio è quella de
I SOFFERENTI:
Vivono nella sofferenza, l’allenamento per loro è sofferenza come del resto la gara. Precisi, sempre in tabella, se non soffrono non si divertono. La felicità per loro è una foto con lo sguardo sofferente all’arrivo.
Riescono molto bene in quello che fanno, sono seri, metodici e molto performanti.
Mai una gioia, fatevilla na risita ogni tanto….
Sperando di avere innescato il gioco dell’etichettare qualcuno che conosciamo, ho volutamente tralasciato alcune categorie.
I personaggi citati non sono obiettivi, nell’approccio alla gara e nella valutazione della stessa.
Per un retaggio culturale non siamo abituati a farci dei complimenti quando riconosciamo di meritarli, cosa che è assolutamente sbagliata.
Di recente ho partecipato ad una conferenza tenuta da due specialisti di settore sui “Riconoscimenti”, sulla valenza che possono avere se dati in modo corretto e sui danni che possono creare se dati in modo errato.
Ho tirato giù uno schema che voglio condividere con voi e che sicuramente ci potrà aiutare a essere più obiettivi con noi stessi dando il giusto riconoscimento, quindi i giusti voti, a quello che facciamo.
Tutti giornalmente cerchiamo e abbiamo bisogno di riconoscimenti, che ci fanno stare bene e sono il motore della motivazione.
Non è facile dare dei riconoscimenti agli altri, proprio perché non siamo abituati a darli nemmeno a noi stessi.
Se impariamo ad utilizzare in modo corretto questo strumento verso di noi, di sicuro sapremo poi utilizzare quest’arma motivazionale con tutti.
Cos’è il “riconoscimento”
DefinizioneSchermata 2015-12-02 alle 11.34.50

 

come possono essere:
Schermata 2015-12-02 alle 12.10.23
Schermata 2015-12-02 alle 12.18.57
Se proviamo a scrivere su un biglietto come è andata la nostra prestazione sportiva, onestamente e in modo obiettivo, noteremo che sarà una cosa difficile all’inizio, ma questo esercizio, magari con carta e penna, alla lunga ci darà una capacità di giudizio utile a migliorare le nostre prestazioni.
In buona sostanza, dato che l’essere umano è l’animale per eccellenza in continua evoluzione, figuriamoci uno sportivo. Se continuiamo a darci delle etichette negative assolute ci ritroveremo ad essere sempre dei “lenti”. Diamoci un riconoscimento in più su ciò che siamo riusciti a fare, ma contestualizziamolo alla gara, all’allenamento o al momento specifico: anche le nostre prestazioni miglioreranno.
Divertitevi
IronMario