IRONMAN FRANCE, dal racconto di chi l’ha vissuto e vinto. FEDERICA DE NICOLA!

Conosco Federica da qualche tempo, ci incrociamo spesso al mattino, molto presto, quando entrambi ci alleniamo. E’ una ragazza giovane, seria e determinata, ho avuto modo di scambiare con lei due parole, alla partenza della Maratona di Londra e devo dire che sono rimasto stupito per il suo modo di essere con i piedi ben piantati a terra e nonostante la giovane età con le idee ben chiare.

Le ho chiesto di raccontarci come ha vissuto questo viaggio incredibile dell’IRONMAN di Nizza, uno dei più duri del circuito Eurpe che Federica ha vinto nella categoria 18-24 in modo strepitoso e mi ha detto subito si, aggiungendo “mi mette a disagio tutto questo focus su di me in questo momento”….

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Ecco cosa ci ha Raccontato ….

“…..Caso vuole che ci sia una ricorrenza di date in questa occasione: io ho fatto la mia prima gara di triathlon a Rapperswil il primo week end di giugno del 2014. Un 70.3 preparato a caso in un mese, per scommessa, con lo scopo di finirlo e non avendo idea di cosa fosse davvero il mondo del triathlon. Due anni esatti dopo mi ritrovo a fare il mio secondo Ironman alla volta di Kona! Incredibile come in poco tempo le prospettive e le passioni possano cambiare!!

L’Ironman Nizza per me non era l’obiettivo stagionale, era una gara test in vista del Mondiale di kona. Siccome kona è conosciuta come la gara più impegnativa del circuito, mi sono iscritta a Nizza perché è rinomata per essere una delle gare più ardue in Europa, in modo da prepararmi psicologicamente (e fisicamente) al campionato del mondo. Questa volta conoscevo la distanza, sapevo la fatica che si prova in un Ironman e che la cosa fondamentale e riuscire a mantenere sempre quel 5% di energia come asso nella manica in caso di imprevisto. Il percorso bike è un giro unico con 2100m di dislivello, con una salita di 20km come difficoltà maggiore, ma ricco di discese tecniche e tratti mossi che richiedono continui cambi di ritmo. Ero già venuta a provare il percorso, quindi un’idea delle pendenze ce l’avevo già.

Dopo questa premessa, ecco la mia esperienza gara.

A me piacciono le sfide, penso che più sono ardue, più sono gratificanti. Questo percorso sarebbe stato mio, era la mia gara. I giorni prima non nascondo di essere stata tesa: il meteo non prometteva nulla di buono, pioggia, freddo, a volte persino grandine! In più vento e mare mosso, cosa che mi inquietava visto che non sono una grandissima nuotatrice.. Ma le condizioni avverse ci sono per tutti, sarebbe andata in un modo o nell’altro.

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La mattina della gara sono arrivata in zona cambio alle 5.30, concentrata, tenendo a mente tutta la strategia preparata i giorni prima con il mio allenatore e non sentendomi mai sola, pensando ai miei amici che mi avrebbero seguita durante la gara. Gonfiate le gomme (mi hanno pure rubato la pompa quella mattina!), attaccate le barrette e indossata la muta, mi sono infilata nel mio settore del rolling start, il più veloce, meglio avere intorno gente esperta anche più veloce di me in grado di spronarmi a dare il meglio.

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Via, partiti. I primi 500m ho preso tantissime botte in mezzo alla tonnara, ma il mare era calmo e riuscivo a mantenere una buona traiettoria, quindi preso il mio ritmo ho cominciato a nuotare con un gruppetto di persone e sono riuscita ad uscire senza tirarmi il collo in 1h secca.

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Il cambio è stato veloce, sono partita in bici forte perché sapevo di aver davanti una ragazza della mia categoria e non avevo intenzione di rallentare finché non l’avessi presa. Fortunatamente già al ventesimo km l’ho raggiunta, quindi poi mi sono assestata sul mio ritmo e ho affrontato il percorso. Sono riuscita a mangiare e bere bene, le condizioni atmosferiche erano fredde, ma sono stata abbastanza fortunata da non prendere neanche una goccia d’acqua. Ho sentito che gente che ci ha messo un po’ più di me che ha preso addirittura la grandine!! Non mi sono annoiata neanche un secondo per tutti i 180km: salite, discese, cambi di ritmo, strade strette e non sempre chiuse al traffico che richiedevano grandissima lucidità.

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Le gambe c’erano e la testa anche, stavo proprio bene. Il percorso è meno duro se ci si diverte in gara, Nizza è impegnativo perché spaventa molto psicologicamente! La seconda frazione è volata, quando ho cominciato a correre c’era il sole, mi sentivo bene e piena di energie.

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Ho visto una donna che correva e l’ho affiancata, salvo poi accorgermi che era la prima assoluta e che se avessi tenuto il suo ritmo probabilmente sarei morta, quindi ho rallentato un pochino e mi sono assestata sul mio passo, stando bene attenta a fermarmi qualche secondo a tutti i ristori. I primi due giri sono andati via agili, la promenade cominciava a riempirsi sempre di più, gli italiani a fare il tifo ed incitarmi erano tantissimi. Al terzo giro ha cominciato a piovere e la temperatura è scesa di netto, il che non è stata una gran cosa per il mio intestino, che mi ha costretta a 3 soste in bagno nel giro di 7km. È stata una prova di testa più che fisica, perché passi la sensazione sgradevole, ma non è facile continuare a correre così! Fortunatamente mi sono ripresa e sono riuscita a tornare ad un buon ritmo di corsa, però fermandomi a prendere sali e integrare il più spesso possibile, sapendo di aver perso energie e che la maratona non sarebbe finita finché non avessi tagliato il traguardo! Alla fine sono arrivata. 10h18′. Oltre ogni aspettativa! Non ci credevo!

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Questa gara mi ha lasciato tanta soddisfazione da tanti punti di vista: so che è la grinta la cosa fondamentale negli Ironman, che il tifo e il supporto sono fondamentali, che il triathlon è individuale solo nello svolgimento, ma sono le persone che ti accompagnano nella preparazione il vero segreto. Il successo è stato tale perché ho potuto condividerlo, la gioia solitaria non sarebbe stata così appagante! Ora sono pronta per avventurarmi nella preparazione del mondiale!

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Grazie Federica, ti ho seguita sull’app di IronMan e ho esultato per la tua vittoria. Ascoltare le tue parole mi fa rivivere le mie esperienze di gara e non ti nego che Nizza è uno degli obiettivi di IronMario.

Ragazzi avete preso appunti? Ricordatevi questo nome perché ne sentirete ancora parlare…..

Federica è l’esempio, studiare “medicina” e allenarsi seriamente avendo ottimi risultati in entrambi i campi, si può fare.

Rimani così perché a noi piaci tanto. Una vera DURA.

Grazie ancora Fede per l’emozionante racconto, faremo il tifo per te a Kona!

Sempre a tutta!

IronMario