T°RED Bike Concept Store Milano

Sono andato a visitare Il nuovo Bike Concept Store di  T°RED, azienda di Desenzano del Garda che ha aperto i battenti a Milano in Piazza Firenze al 19, ad agosto.

Mi ero ripromesso di andarci non appena fosse stato possibile e visto che non è troppo distante da dove vivo, a settembre, dopo aver contattato Luca ed essermi accordato per una chiacchierata informale, mi sono presentato un venerdì alle 10 del mattino.

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T°RED BIKE è un progetto tutto Italiano, che nasce da un centro di ricerca applicato, che unisce architettura e design e ha alla base del proprio core business, la ricerca e lo sviluppo sui materiali, la progettazione di oggetti a forte contenuto tecnologico, che trovano il loro impiego nei più disparati campi come quello aerospaziale, automotive, biomedicale etc. Immaginate cosa può venire fuori se tutta questa ricerca e innovazione viene messa al servizio di una passione come il ciclismo? Ecco che così, dopo la richiesta di un ciclista professionista, di realizzare un modello di bici unico dedicato, i ragazzi di T°RED capiscono che la strada dopo questo progetto è segnata.

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Le loro bici sono un concentrato di tecnologia sartoriale che passa da materiali come acciaio, titanio, carbonio, alluminio, il tutto unito ad un approccio diverso e singolare.

La progettazione delle bici passa dallo sviluppo di un software per il body scanning, che consente di analizzare le esigenze di chi andrà ad utilizzare il mezzo e in base ai dati assimilati, incrociandoli con le geometrie del mezzo da realizzare e del materiale utilizzato, definisce spessori, rigidità, sezioni, saldature etc.  Capite bene che vuol dire farsi realizzare tubazioni su misura, cosa molto diversa dal farsi mandare dei tubi standard dal produttore X e tagliere e saldare. C’è tutta una ricerca sui materiali che ha consentito di scoprire ad esempio che il Titanio, durissimo, fortissimo, soffre il calore delle saldature, quindi T°RED, per mantenere intatte le caratteristiche del materiale, ha studiato una tipologia di saldature che non altera la struttura dei materiali. Qua siamo a livelli di altissima eccellenza. L’elenco di ciclisti professionisti, che sono andati da T°RED per farsi realizzare la propria bici ideale che potesse rispondere ad una serie di caratteristiche specifiche è molto lungo, nel loro sito li potete trovare.

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Ora sapete anche che io adoro l’acciaio e ci pedalo anche molto volentieri, provate ad immaginare la mia faccia quando ho sollevato una loro bici in acciaio, la Aracnide nello specifico, abituato ad andare in giro con la mia bici in di fine anni ottanta. Sono rimasto sbalordito. Non solo perché quasi la proiettavo in aria per quanto fosse così leggera, ma perché i ragazzi di Desenzano del Garda sono riusciti a realizzare un prodotto che in termini di peso, se la gioca con le bici in carbonio più leggere presenti sul mercato, ma con la peculiarità che le loro bici sono realizzate per permettere di esprimere al meglio la potenza generata dal proprio corpo e tradurla in velocità. Capite ora la scelta di aprire solo negozi monomarca, il contenuto è talmente sartoriale e tecnologico che non può esserci paragoni. Provate ad indossare una camicia confezionata standard e a farvene realizzare una su misura, cominciando proprio dalla scelta dei materiali. La differenza è abissale.

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Andiamo allo store: accogliente, con molte bici a disposizione ai test, due vetrine al piano terreno e un piano -1 che sarà presto destinato a spazio eventi.

Pian piano che Luca con pazienza mi racconta, il mio interesse cresce e la smania di pedalare prende il sopravvento, in un attimo siamo già d’accordo e l’indomani ci troveremo per pedalare assieme, così potrò finalmente provare la Aracnide Acciaio, test che presto troverete on line del quale gira già una preview.

Se siete come me feticisti dei materiali come acciaio e titanio, amanti dei dettagli e vi piacciono le bici, andate a fare un giro nel Concept Bike Store di T°RED.

 

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Stay tuned.

IronMario

 

 

Test J-emm 5.Cinque alla 12h Cycling Marathon di Monza!

Ormai sapete benissimo che non faccio fatica a fare conoscenza con le persone e devo dire che ne conosco veramente tante. Un giorno parlando con il mio amico Ivano, Run4food.it per intenderci, mi dice: sai Iron che ho un amico Claudio, con il quale facevo i raduni con il Burgman che ha un negozio di bici e ha un prodotto Italiano che secondo me dovresti provare.

Detto fatto, un anno dopo ecco l’occasione giusta, vengo coinvolto da Run and the City  con altri 9 amici e colleghi alla 12h Cycling Marathon di Monza, esperienza per la quale non smetterò mai di ringraziarli, penso quale migliore occasione per provare la Bici che ha Claudio? Quindi lo chiamo, gli racconto della 12h e che mi piacerebbe testare il prodotto.

La J-emm, bici totalmente Italiana realizzata nella terra motoristica italiana per eccellenza, Reggio Emilia.  Claudio immediatamente mi dice di si e di passare a prendere la bici.

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La J-eem 5.Cinque è una bici aero sartoriale!                                                                      Materiale Telai: 1K t1000, Honeycomb T4, Carbo-Ti, Carbo-Titanio. Bici top di gamma proposta e adatta a ciclisti professionisti che cercano rigidità torsionale e prestazioni fluide estreme, la 5.Cinque è perfetta per la velocità. Rigidità torsionale e fluidità grazie alla tecnologia CARBO-TITANIUM combinata con la struttura Honeycomb rende il telaio CARBO-TITANIO 5.CINQUE ideale per tutti gli usi di gara e per ciclisti esigenti, ottimizzando le prestazioni atletiche.

Telaio con reggisella aerodinamico

  • Forcelle J-emm su misura
  • Peso telaio 1050 gr
  • Freno: V-brake
  • Massima aerodinamica tra il tubo obliquo e la ruota
  • Misure standard: S-M-L-XL. * Anche su misura
  • Telaio certificato dall’Istituto Malignani ISO 4210-6
  • Garanzia a vita
  • Certificazione 100% MADE IN ITALY IT01

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Queste le note caratteristiche della 5.Cinque, una bici dotata di una incredibile rigidità strutturale che riesce a trasmettere un feeling immediato con il mezzo anche quando non lo si è mai provato prima.

Andiamo alla gara. E’ venerdì alle ore 16:00 mi avvio per l’Autodromo di Monza dove alle 19:30 partirà al 12h. Arrivato al parco, procedo fino al parcheggio dietro il paddock, devo dire che da sempre una sensazione adrenalinica arrivare in auto a Monza dentro l’autodromo. Una volta parcheggiato, scarico lo zaino con i viveri, i cambi e tutto quello che mi serve per affrontare in serenità questa gara. Mentre tiro giù la bici dall’auto, realizzo che sto per andare a fare un gara di 12h con una bici con la quale non ho mai pedalato. Sono un pazzo. Poi mi dico ma no dai se c’è qualcosa che non va me ne accorgerò subito dalle prime pedalate ho 12 ore per regolare tutto, sereno Mario.

In effetti alla fine non ho spostato di un centimetro ne la sella, ne il reggi sella, ne tantomeno l’attacco manubrio. La bici mi calzava a pennello. Una volta recuperati i pettorali ci dirigiamo verso il box numero 15 siamo due squadre da 5 miste 5 donne e 5 uomini.

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Decidiamo di cominciare a pedalare un’ora ciascuno, partirà Sergio a seguire Karen, poi Cristina, a me toccherà il 4° turno e chiuderà le prime Cinque ore Luca.

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Così Parte la gara e l’adrenalina è a mille, stare nei box dove in genere stanno le F1 o le superbike è incredibile, sembra una gara di endurance motoristica dove pero i motori sono i nostri corpi. Le altre squadre, quelle con il coltello fra i denti seguendo la regola che da quest’anno impone di poter rientrare ai box solo dopo due giri sul traguardo si danno cambi ravvicinati appunto ogni 3 giri, altre squadre decidono di darsi turni fissi ogni tot ore di pedalata noi optiamo per una strategia mista, dopo le prime cinque ore di gara cominciamo ad alternarci ogni tre giri. E la JEMM? La 5.Cinque è pronta, quando arriva il mio turno parto deciso vedo arrivare la mia compagna di squadra nella pit-lane e parto, da regolamento devo stare fermo e con il piede a terra, non tutti faranno così, e devono passare non meno di dieci secondi dall’ingresso all’uscita del compagno.

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Accendo le luci che mi ha prestato Marco esperto ciclista e ultraciclista, sono potenti e ben proporzionate, decido di non spingere a tutta sono freddo, non posso bruciarmi le gambe, in un batter d’occhio mi trovo fuori dai box e in pista sembro una moto da corsa con un faro che illumina tutta la pista e gli alberi, do un occhio alla velocità e sono già a 36km/h, ragazzo calma mi dico devi girare per un’ora e non hai mai pedalato nell’autodromo ne con questa bici, anche se tutto mi sembra così semplice. La 5.Cinque copia ogni tuo singolo movimento e ha la capacità di tradurre l’energia in velocità. L’asfalto drenante a trama grossa scorre via veloce e anche io comincio a superare nel silenzio della notte alcuni ciclisti che affrontano la gara in solitaria o a velocità inferiori.

Pedalare nella notte in sicurezza e nel silenzio è uno spettacolo, stranamente mi sento molto comodo su questa bici e riesco a stare in presa bassa a mio agio. La mia ora letteralmente vola, ed è già tempo di rientrare, imbocco la pit-lane, superato il tappeto con il cip noto che ci sono addetti delle altre squadre che con radio o telefoni avvisano i vari componenti delle proprie squadre dell’arrivo del compagno in modo da ottimizzare i tempi di transizione, quindi decido di affidare il mio segnale ad un fischio con le dita in bocca, fischio che rimbomba in tutto il paddock, Luca è già pronto e gli urlo VAI LUCA! Lui mi riconosce associa il fischio alla voce e parte, da li utilizzerò il fischio per il cambio e funzionerà alla grande. Mi fermo davanti al box, i compagni mi chiedono com’è andata e io riesco a dire solo è una figata, è una figata! Vado fino in fondo ai box pedalando agile e torno indietro per non fermarmi subito dopo questa bella pedalata intensa. Entro nel box in bici, la parcheggio e rimango li a guardarla. Cara J-emm sei una sorpresa, non mi aspettavo una pedalata così facile e un feeling così diretto.

Nel circuito subito dopo il rettilineo dietro i box c’è la parabolica, che porta sul rettilineo finale dove c’è il traguardo, ecco questo pezzo che va dalla parabolica a tutto il rettilineo, ha una leggera falsa pendenza in salita, poca roba, però si fa sentire nelle gambe, anche alle mie, dopo i primi giri noto con piacere che in termini di energia chi mi pedala attorno fa molta più fatica, io con la J-emm 5.Cinque, riesco ad ottimizzare la parabolica e uscire più forte, soffrendo meno il falso piano, di sicuro non è merito delle mie gambe.23798_01-parabolica-di-monza

C’è una salitina più decise in autodromo che si torva fra la Curva del Serraglio e La variante Ascari, quella che per intenderci passa sotto il ponte, ecco li con la 5.Cinque guadagnavo bene un pò perché la salita è preceduta da un discesa dove mi buttavo a 45/50 km/h, un pò perché se si affronta bene la variante Ascari, il rettilineo dietro i Box lo fai a bomba!

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Le prime cinque ore passano fra risate, focaccia, birra, caffè, bresaola, pasta party e commenti sulla Jemm tutti quelli che entravano ai box buttavano l’occhio sulla ragazza.

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In uno dei turni da 3 giri esco a notte fonda, nei box gli atleti non impegnati riposano nei sacchi a pelo, fanno i rulli perché da li a breve toccherà a loro, io pedalo sento il respiro e il faro illumina anche il bosco che fa da cornice alla pista, affronto due giri in totale desolazione solitaria, supero qualche concorrente, non una ruota buona sulla quale attaccarsi, all’inizio del giro di rientro sul rettilineo non faccio in tempo ad affrontare la  la prima curva che percepisco alle spalle qualcuno sta arrivando bello allegro, la sua luce si avvicina veloce, sono già sui 35 km/k tolgo un dente mi alzo sui pedali e mi metto a spingere per infilarmi in scia non appena mi passa, ha un body con su scritto Cinelli-Sis, mi attacco alla morte, sta andando sui 43/45 km/h facciamo un paio di curve assieme, cioè lui tira io modello zainetto, la facilità di pedalata che mi da questa bici mi fa imbizzarrire dalla gioia, arrivato ad un certo punto il mio traino si volta e con un accento marcatamente veneto mi fa ce la fai a darmi un cambio, 😀 io sorrido e gli dico Zio vai quando hai bisogno io ci provo vediamo cosa riesco a fare, 200 metri alla prima di Lesmo si sposta a sinistra e con un cenno del gomito mi dice vai, io mi fiondo mettendo qualche watt in più sul pedale, per fortuna riesco a tenere botta, siamo sui 42-45 all’ora, tutto questo fino alla discesa prima della variante ascari dove metto l’11 e raggiungiamo 55km/h, nella salitina mi supera di slancio e mi dice, dai dai dai che ne hai, seguimi, gli sto in scia per metà del rettilineo momento in cui gli do un cambio fino alla parabolica, poi gli dico io devo uscire qua, ma sei il primo? Lui risponde SI grazie!

Tutto soddisfatto rientro ai box supero il tappeto e fischio, Luca sa già e parte. Avrò per i prossimi 15 minuti il sorriso ebete di chi si è fatto un giro di pista con il primo, ne avrei avuto per continuare a stara con lui? No, però che figata.

Detto questo la 5.Cinque dovete provarla per capire quanto vi aiuta nell’azione, quando mettete giù il rapporto e spingete lei schizza in avanti senza pietà, quando non siete in scia grazie alla sua aerodinamica, riesce a farvi pedalare con il minimo dispendio energetico.  Sono contento che ci siano ancora persone in Italia che riescano, ancora, a realizzare prodotti frutto di passione e ricerca.

Grazie Claudio, grazie J-emm e grazie Run and the City per questa bellissima esperienza.

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Se volete provare la 5.Cinque scrivetemi!

IronMario

 

Garmin presenta i nuovi modelli FORERUNNER.

GARMIN leader di mercato nel settore degli smart sportwatch, allarga la famiglia dei Forerunner con tre nuovi modelli presentati alla stampa di settore nella location milanese dei Canottieri Olona.

Ecco i tre nuovi modelli:

 

 

Moltissime le novità che caratterizzano le tre nuove versioni

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Forerunne 45 e 45S.

Dedicati a chi si avvicina alla corsa per la prima volta. Facili e intuitivi, hanno, rispettivamente, una cassa da 42 millimetri e da 39 millimetri. Sono pensati per essere indossati 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per monitorare passi, distanze, calorie bruciate, qualità del sonno, e non solo. Infatti, grazie al monitoraggio dello stress e la registrazione dell’energia Body Battery™, gli utenti possono concentrarsi sulla propria salute e pianificare meglio la propria giornata per ottimizzare i tempi di attività, allenamento e riposo. Infine, integrando dodici profili di altrettanti sport diversi, Forerunner 45 è perfetto non solo per la corsa, ma anche per la bicicletta, l’ellittica, l’attività cardio, lo yoga e altro ancora. I nuovi Forerunner 45 e 45S hanno una batteria con autonomia fino a 7 giorni in modalità smartwacth e fino a 13 ore in modalità GPS e sono disponibili a un prezzo consigliato al pubblico di 199,99 euro.   

Forerunner 245 e 245 Music

245Pensati per chi ha sempre un obiettivo da raggiungere, e superare, i nuovi 245 prevedono nuove e innovative funzioni dedicate alla corsa. Tramite Garmin Coach sono in grado di fornire allenamenti personalizzati per portare a termine con successo e buoni risultati competizioni sulle distanze dei 5km, 10km, e della mezza maratona. Inoltre, In base ai dati registrati, il 245 è in grado di stimare il tempo di gara. Le innovative funzioni fisiologiche avanzate permettono di misurare il valore VO2 Max, il tempo di recupero, la tipologia, aerobico e anaerobico, e il carico di un allenamento e altro ancora. Sono naturalmente compatibili con le fasce cardio Garmin e con il Garmin Running Dynamics Pod, così da fornire indicazioni e dati ancora più dettagliati grazie alle dinamiche di corsa avanzate, tra cui cadenza, tempo di contatto con il suolo e oscillazione verticale. Molto interessante la funzione che prevede anche un sistema integrato di riconoscimento e rilevamento in caso di incidente durante l’attività sportiva, che invia, se connesso al proprio smartphone, in tempo reale un messaggio di allarme con la posizione in cui ci si trova a dei contatti preselezionati. Dotato di rilevazione cardiaca al polso con tecnologia Garmin Elevate, giunta alla terza generazione e quindi ancora più accurata, integra pulsossimetro Pulse Ox che permette agli utenti di rilevare e analizzare la saturazione di ossigeno nel sangue. Sempre grazie al cardio al polso consente inoltre di registrare e indicare i momenti di stress maggiore. La funzione Body Battery™invece permette di misurare in qualsiasi momento la quantità di energia del proprio corpo, così che l’utente sappia quando è il momento giusto per fare attività fisica o per riposare. Il solo modello Forerunner 245 Music prevede anche una memoria interna sulla quale è possibile caricare i propri brani musicali preferitida ascoltare con cuffie Bluetooth compatibili; la funzione Music è compatibile con i sevizi di streaming musicale di Spotify® e Deezer, scaricabili sul dispositivo tramite la piattaforma Garmin Connect IQ™ Store. Ha una batteria con autonomia fino a 7 giorni in modalità smartwatch e fino a 24 ore in modalità GPS.

I nuovi Forerunner 245 e Forerunner 245 Music sono disponibili rispettivamente a un prezzo consigliato al pubblico di 299,99 euro e di 349,99 euro.

Forerunner 945

945.pngTriatleti, questo il mondo al quale è destinato il nuovo Forerunner 945. Il  mondo della multi-disciplina da sempre richiede strumenti molto specializzati, ed è per questo che Garmin ha progettato questo nuovo 945  con ricezione GPS, GLONASS e Galileo. Per aiutare gli atleti a spostare sempre più in alto l’asticella delle proprie prestazioni, Forerunner 945 prevede innovative e ancora più specifiche funzioni, come il calcolo del valore VO2 Max e quello del carico di allenamento che suddivide la cronologia degli allenamenti svolti in categorie relative al grado di intensità e di sforzo effettuato. Traccia inoltre i tempi di recupero e fornisce indicazioni su dinamiche avanzate di corsa, tra cui cadenza, tempo di contatto con il suolo, oscillazione verticale ed altri dati fondamentali. Inoltre, l’innovativa nuova analisi del Training Load consente, con un colpo d’occhio, di studiare graficamente l’andamento dei tuoi progressi e quali zone di lavoro sono ancora da migliorare. Forerunner 945 offrirà un target da raggiungere basato sul trend delle tue sessioni con un semplice suggerimento sul display direttamente dal widget del Training Status.  Forerunner 945 prevede un sistema integrato di riconoscimento e rilevamento in caso di incidente durante l’attività sportiva, che invia, se connesso al proprio smartphone, in tempo reale un messaggio di allarme con la posizione in cui ci si trova a dei contatti preselezionati. Compatibile anche con le fasce cardio Garmin HRM-Dual, Garmin HRM-Swim, Garmin HRM-Tri e Garmin HRM-Run, ha rilevazione cardiaca al polso con tecnologia Garmin Elevate, giunta alla terza generazione e quindi ancora più accurata. Novità è il pulsossimetro Pulse Ox che permette agli utenti di rilevare e analizzare la saturazione di ossigeno nel sangue. Con cartografia integrata, Forerunner 945 prevede anche una memoria interna sulla quale è possibile caricare i propri brani musicali preferiti da ascoltare con cuffie Bluetooth compatibili, o di ascoltarle tramite i sevizi di streaming musicale di Spotify®e Deezer, scaricabili sul dispositivo tramite la piattaforma Garmin Connect IQ™ Store. Inoltre, prevede pagamenti contactless direttamente dall’orologio grazie alla funzione Garmin Pay™. La batteria ha un’autonomia fino a due settimane in modalità smartwatch, fino a 36 ore in modalità GPS e fino a 10 in modalità GPS con musica.

Il nuovo Garmin Forerunner 945 è disponibile a un prezzo consigliato al pubblico di 599,99 euro. Prevista anche una versione triathlon, con fasce cardio HRM – Swim™ e HRM – Tri™ e un kit a sgancio rapido, ad un prezzo consigliato al pubblico di 799,99 euro.

Che ne pensate se lo testiamo?

IRONMARIO

 

Contest con quattro pettorali in palio!

Grazie alla collaborazione con l’Organizzazione della GranFondo Firenze De Rosa, abbiamo a disposizione 4 pettorali per la partecipazione alla splendida manifestazione che Avrà luogo il 14 Aprile.
Come?
Contest sulla massima distanza percorsa nel mese di Marzo solo su in outdoor.
Scadenza 31/03/19
Iscrizione sulla pagina Facebook IRONMARIO.
Cliccare “partecipo” all’evento.
Condividere tutte le ride di marzo usando gli hashtag ufficiali:
#derosagrandfondofirenze #gfi2019 #ridethroughhistroy

#IronMario #IRM #ironcontest

Saranno prese in considerazione solo ride in outdoor documentate con Strava.
Iscriversi la ClubStrava Ironclub.
Le prime due donne e i primi due uomini che realizzeranno la massima distanza percorsa in bici in outdoor, avranno diritto al solo pettorale per la partecipazione alla gara.
Restano a carico dei partecipanti trasporti e iscrizione giornaliera con visita medica in caso di mancata di tessera dedicata.

Buone Pedalate!

IronMario

Losa Aero 18, tradizione, passione e innovazione.

Losa Aero18. 

Mossi dalla passione siamo in grado di fare cose incredibili.

Senza andare troppo lontano e scomodare personaggi come Cristoforo Colombo o gli eroi del passato che hanno cambiato il corso della vita, ci sono eroi di tutti i giorni che con le loro mani, sanno creare e realizzare cose semplici. Cose semplici, ma uniche nella loro semplicità.

Questo è il caso di Vanni Losa, artigiano della bicicletta, dalle mani d’oro. Dalla sua officina sono usciti telai in acciaio di fattura unica, precisi nelle saldature che poi venivano verniciati e “brandizzati” con i nomi di molti marchi blasonati.

Tutto questo è andato avanti fino a quando nel 2008 un grave infortunio ha fatto cessare l’attività del Sig. Losa.  Nel 2016 Il figlio, l’Ing. Massimiliano Losa, mosso dalla passione che da sempre lo lega alle bici, decide di riaprire l’Azienda e comincia a far progettare e costruire telai in Carbonio, mantenendo quella filosofia che da sempre ha contraddistinto il Marchio. In questi due anni sono stati realizzati molti modelli e io ho avuto l’opportunità di provare l’Aero 18.

La Losa Aero 18 un pò come tutte le bici Losa è stata concepita dando priorità alle geometrie.

 

LOSA AERO18

COME VA.

La Losa Aero 18 è una bici Full Carbon in carbonio Torayca T800 misto T1000. Bici aero rigida e molto reattiva, si guida molto bene e in discesa è precisa come una spada. Nonostante la rigidità del telaio sembra realizzata per chi deve macinare chilometri. La leggerezza del telaio, circa 1,5 kg compreso di forcella e reggisella grezzi, la rendono adatta anche a percorsi con salite. La Losa Areo 18 evidentemente dà il suo meglio nei percorsi pianeggianti ed ondulati. È la bici ideale per chi fa Triathlon, sopratutto nelle distanze sprint e olimpico. I cavi sono tutti integrati, tranne il freno anteriore, questa pulizia esalta le linee e la bellezza del telaio, mentre nella versione AERO18D con i freni a disco, non c’è un cavo esposto.

Aero 18

Alla guida sembra quasi una bici da pista, l’impostazione è fantastica e il comfort di marcia notevole. Veloce e rapida nei cambi di direzione è molto divertente nei percorsi misti dove, se a guidare la Aero 18 è un rider con un pò di manico, la bici fa la differenza.

Le linee della Aero 18 esprimono dinamicità anche da ferma.

La versione da me testata montava un gruppo Shimano Ultegra 11V e delle Ruote Cosmic Pro Carbon. Montaggio e qualità eccellenti, come sempre sono i dettagli ad emergere.

Con la Losa Aero18 mi sono divertito molto, sarei curioso di provare la versione Disc e non escludo di fare un test. E voi, volete provarla? Scrivetemi e vedrò di accontentarvi magari per un’uscita assieme. Per tutte le altre info http://www.telailosa.com

Vi aspetto per il prossimo Ride Test.

                                    IronMario

Gallery

EKOI 2018 IRON CONTEST!

Ekoi e IronMario vi regalano un paio di occhiali Guerra e un Perfolinea Trisuit della linea Ekoi!

ECCO COME:

  1. Dal 1° gennaio carica una sola foto come commento a questo post, dove ti si riconosca e che ti ritrae mentre nuoti, corri o pedali!
  2. Metti il like alla pagina facebook di IroMario e condividi il post per ricevere i like sulla tua foto.
  3. Vinceranno le due foto più belle che entro Domenica 7 Gennaio alle ore 10:00, riceveranno più like sulla foto pubblicata come commento al post del contest.
  4. il 1°  posto si aggiudicherà il Perfolinea Trisuit taglia L
  5. il 2° posto si aggiudicherà l’occhiale Guerra.

 

Quindi ragazzi buona fortuna e forza con i Like!

BUON TRI 2018

Si ringazia  Ekoi e  Vitamina C che hanno reso possibile questo contest!

IRONMARIO

 

Cocktail Esplosivo!

Tre bici da Triathlon a confronto.

Ingredienti:

  1. Una Pista chiusa al traffico.
  2. Due matti: uno legato con due macchine fotografiche dentro il portabagagli di una Jeep V8, l’altro alla guida.
  3. Tre amici Triatleti Pro con le bici che usano in gara.
  4. Shakerare con forza.

Le riviste di settore non fanno le comparative di bici. Dicono che non è semplice trovare bici con le stesse caratteristiche. Dicono che non è facile organizzarsi. Dicono che le case di produzione non ne sarebbero contente. Dicono che il reparto commerciale delle stesse riviste non ne vuole nemmeno sentire parlare, perché poi avrebbero difficoltà a vendere alle stesse case gli spazi pubblicitari. Dicono, dicono… dicono cazzate! La verità è che è molto più semplice parlare bene di tutti e non esporsi. Così sono tutti felici e nessuno si lamenta. Polemica finita. Oh, mi raccomando, da domani tutti a fare comparative!


Volevo fare un articolo in stile “Motociclismo”. Avete presente quelle belle comparative in pista con le “supersportive” oppure con le “endurone”? Ecco, ne volevo fare una così ed in parte ci sono riuscito. Certo, le bici non sono come le moto. Le bici sono su misura e devono adattarsi all’atleta. Quindi per carpire i segreti di un mezzo così particolare sono andato a chiedere consiglio a chi con le bici vince le gare spremendole al massimo. Un po’ come se fossi andato da Valentino o da Marquez a farmi raccontare qual è il dettaglio che fa la differenza.

I tre ai quali mi sono rivolto sono davvero forti: se sommassimo i Watt che riescono ad esprimere con i loro mezzi, probabilmente potremmo illuminare una qualsiasi piazza di una qualunque città.

Detto questo passo a raccontarvi il cocktail che sto per servirvi.

La pista di Brenno, Costa Masnaga, su gentile concessione dell’UC Costamasnaga. Io quella pista la conosco bene, sopratutto la durezza dell’asfalto :D. Non è un ovale e basta, c’è uno strappo in salita, c’è una discesa e ci sono delle belle curve. Ad ottobre del 2016, durante una gara a cronometro, avevo fatto un bel volo, rompendomi in due parti il capitello radiale del braccio sinistro. A giugno del 2017, dopo l’operazione per raddrizzare il braccio che non ve voleva sapere di tornare a posto, sono tornato sul “luogo del delitto” grazie alla disponibilità dei tre amici atleti e con il fotografo Alessandro Vona ho voluto che fosse sede di questo articolo!

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Le Bici

Trek Speed Concept 9.9003_VON7424

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Dati Tecnici

Ivan Risti e Trek Speed Concept 

 

Telaio
Trek Speed Concept 9.9 taglia M colore nero
Gruppo
Shimano Dura Ace Di2
Pedivella 172.5
Guarnitura 53-39
Sella
Tritone Mistica carbon prototype
Ruote
Bontrager aeolus 7 TLR
Bontrager aeolus 9 TLR
Coperture
Michelin power clincher
Michelin PRO 4 tubular
Pedali
Speedplay
Peso bici completa taglia M 8,13kg

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Trek Speed Concept 9.9

Federica De Nicola e Ceepo Katana

 

Telaio
Ceepo Katana Misura S
Gruppo
Shimano Ultegra 11V Di2
Pedivella 172.5
Guarnitura 53-39
Sella
Adamo Attack
Ruote
Zipp 404 ant
Zipp 808 post
Coperture
Continental Competition
Continental Gatorskin
Peso telaio 1.080 g

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Ceepo Katana

 

Matteo Fontana e Kuota Kalibur

 

Telaio
Kuota Kalibur misura M
Gruppo
Sram Red 11V
Pedivella 172.5
Guarnitura 54-42
Sella
Selle Italia Iron Carbon
Ruote
Deda 80
Lenticolare Deda
Peso Telaio 1.320g

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Kuota Kalibur

Come vanno, la parola di chi le spreme in gara

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“La Speed Concept è una bici molto prestante, in particolar modo nei tratti pianeggianti e vallonati, molto veloce e aerodinamica, ha una notevole risposta agli alti vattaggi: quando inizi a spingere in pianura risulta molto lineare e molto veloce. Rispetto alla mia precedente bicicletta c’è un fattore in comune, ed è l’adattabilità alla posizione. La Speed ti permette di raggiungere nella parte frontale posizioni migliori, posizioni più aerodinamiche e più confortevoli.  Naturalmente io cerco più la prestazione, ma per chi volesse una posizione più comoda, per affrontare percorsi di 180 km o più lunghi la Speed dà anche questa possibilità. Se dovessi pensare ad un aspetto negativo sicuramente questa bici così estrema non è adatta a percorsi altimetricamente più impegnativi, quindi sui tratti in salita, del resto un po’ come tutte le bici da crono.

 

 

Federica De Nicola008_VON8145

“La Katana è una bici facile, per natura è adatta sia ai tratti pianeggianti che a quelli vallonati, anche quando le pendenze aumentano è una bici che sa essere efficace, prova ne sia il fatto che mi ha consentito di vincere, nella categoria 18-24, l’IRONMAN France dove il percorso bici ha una bella altimetria + 2000m. La seconda frazione è il mio punto di forza e non vi nego che spesso mi diverto un sacco a pedalare sulla Katana anche in gara. Fra i punti di forza oltre alla velocità e all’adattabilità della posizione, io in una bici cerco la possibilità di smontarla, metterla in valigia e poterla rimontare senza fatica.  Per me è fondamentale non dovere impazzire ogni volta che parto per una gara. La Katana si è dimostrata un’ottima compagna di avventura.”

 

Matteo Fontana010_VON8250

“La Kalibur è una bici sorprendente, è molto adattabile sia al percorso, si riesce ad allungare o accorciare a seconda delle caratteristiche, che alla persona, consentendo di raggiungere la posizione ideale che possa consentire una pedalata efficace e confortevole allo stesso tempo. Personalmente io ci faccio anche le ripetute in salita. Pedalo da quando ero piccolo e sono molto esigente quando si tratta di bici, per me il feeling dev’essere totale. La Kalibur è una lama affilata, riesce a farti mettere a terra tutto quello che hai nelle gambe. Ha detenuto il record del percorso di Kona per molto tempo. Io la sento come una seconda pelle, quando sono in sella mi diverto un mondo. Oltre ad essere dinamicamente efficace è anche bella.”

 

DETTAGLI

 

 

QUALE SCEGLIERE

TREK
La Speed, essendo top di gamma, anche a livello di componentistica è decisamente un gradino sopra le altre. La pulizia delle linee e la scelta dei materiali la rendono punta di diamante della casa americana. Anche se il prezzo è impegnativo, ricordiamoci che stiamo parlando di top di gamma e che sul mercato esistono bici anche più care.

Perché sceglierla: se si vuole avere una bici top di gamma, estrema e studiata per la velocità, bella esteticamente e dedicata alle distanze “Full o Half” dove conta la velocità in pianura e l’aspetto aerodinamico.


CEEPO
La Katana è un gradino sotto la Viper-R, top di gamma della casa, dalla quale differisce per geometrie e peso. Risulta più adatta a percorsi misti dove i vallonati e le salite si fanno sentire e la maneggevolezza della guida in discesa viene premiata.

Perché sceglierla: se si vuole un mezzo unico per tutte le gare, affidabile ed essenziale, che vi conduca al traguardo.

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KUOTA
La Kalibur è un must nel Triathlon: la sua essenzialità la rende adattabile a tutti i tipi di percorso. Anch’essa non è la top di gamma della casa (che è la KT-05), ma ha detenuto il record del percorso di Kona per un lungo periodo ed è sul campo da molti anni proprio perché il progetto è vincente. Nel tempo ha saputo evolversi, migliorandosi senza per questo perdere la caratteristica di bici accessibile a tutti!

Perché sceglierla: Perché è un mezzo affidabile, solido e concreto, senza fronzoli, per gente che bada solo a menare! Non da meno, il prezzo la rende appetibile e alla portata di tutti.


PREZZI

Trek Speed Concept  Prezzo: € 11.299,00

Ceepo Katana 2017 Prezzo KIT SOLO TELAIO: € 2.790,00 

Kuota Kalibur 2017 Ultegra 11V (53/39, 11-28) € 4.299,00

GALLERY

 

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Testi: Mario Giaquinta
Foto: Alessandro Vona

IronMario

 

Il Dietro le quinte….

 

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Dietro, dietro le quinte… 🙂