Losa Aero 18, tradizione, passione e innovazione.

Losa Aero18. 

Mossi dalla passione siamo in grado di fare cose incredibili.

Senza andare troppo lontano e scomodare personaggi come Cristoforo Colombo o gli eroi del passato che hanno cambiato il corso della vita, ci sono eroi di tutti i giorni che con le loro mani, sanno creare e realizzare cose semplici. Cose semplici, ma uniche nella loro semplicità.

Questo è il caso di Vanni Losa, artigiano della bicicletta, dalle mani d’oro. Dalla sua officina sono usciti telai in acciaio di fattura unica, precisi nelle saldature che poi venivano verniciati e “brandizzati” con i nomi di molti marchi blasonati.

Tutto questo è andato avanti fino a quando nel 2008 un grave infortunio ha fatto cessare l’attività del Sig. Losa.  Nel 2016 Il figlio, l’Ing. Massimiliano Losa, mosso dalla passione che da sempre lo lega alle bici, decide di riaprire l’Azienda e comincia a far progettare e costruire telai in Carbonio, mantenendo quella filosofia che da sempre ha contraddistinto il Marchio. In questi due anni sono stati realizzati molti modelli e io ho avuto l’opportunità di provare l’Aero 18.

La Losa Aero 18 un pò come tutte le bici Losa è stata concepita dando priorità alle geometrie.

 

LOSA AERO18

COME VA.

La Losa Aero 18 è una bici Full Carbon in carbonio Torayca T800 misto T1000. Bici aero rigida e molto reattiva, si guida molto bene e in discesa è precisa come una spada. Nonostante la rigidità del telaio sembra realizzata per chi deve macinare chilometri. La leggerezza del telaio, circa 1,5 kg compreso di forcella e reggisella grezzi, la rendono adatta anche a percorsi con salite. La Losa Areo 18 evidentemente dà il suo meglio nei percorsi pianeggianti ed ondulati. È la bici ideale per chi fa Triathlon, sopratutto nelle distanze sprint e olimpico. I cavi sono tutti integrati, tranne il freno anteriore, questa pulizia esalta le linee e la bellezza del telaio, mentre nella versione AERO18D con i freni a disco, non c’è un cavo esposto.

Aero 18

Alla guida sembra quasi una bici da pista, l’impostazione è fantastica e il comfort di marcia notevole. Veloce e rapida nei cambi di direzione è molto divertente nei percorsi misti dove, se a guidare la Aero 18 è un rider con un pò di manico, la bici fa la differenza.

Le linee della Aero 18 esprimono dinamicità anche da ferma.

La versione da me testata montava un gruppo Shimano Ultegra 11V e delle Ruote Cosmic Pro Carbon. Montaggio e qualità eccellenti, come sempre sono i dettagli ad emergere.

Con la Losa Aero18 mi sono divertito molto, sarei curioso di provare la versione Disc e non escludo di fare un test. E voi, volete provarla? Scrivetemi e vedrò di accontentarvi magari per un’uscita assieme. Per tutte le altre info http://www.telailosa.com

Vi aspetto per il prossimo Ride Test.

                                    IronMario

Gallery

Test Muta – Zoot Wave 3

 

In tutte le competizioni che prevedono un cronometraggio, ogni secondo risparmiato può tradursi in una posizione guadagnata. Questo discorso non vale solo per gli sport motoristici dove la ricerca è spinta a livelli estremi, ma anche per il triathlon. Negli ultimi tempi tutte le aziende del settore si stanno concentrando nella ricerca di nuovi materiali e tecniche costruttive per migliorare le performance dei Triatleti.

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Oggi grazie a Zoot Italia abbiamo potuto testare la Muta Wave 3 che riteniamo un ottimo prodotto. Visto che ormai le gare sono iniziate e molti di voi si chiedono che muta comprare e quali parametri valutare, abbiamo chiesto all’Amico e ottimo Triatleta Riccardo Costagliola Di Polidoro, di testare per noi la muta e raccontarci le sue sensazioni. Lo abbiamo chiesto a Riccardo, perché è metodico, preciso, attento ai particolari. nel 2017, dopo moltissime gare in tutte le distanze, con risultati via via sempre più importanti anche per un age group, ha esordito nella massima distanza nell’ Ironman di Francoforte, forse lo ricorderete perché ne abbiamo parlato qui, sfiorando l’#under10 solo perché non ha voluto osare essendo all’esordio. Chi meglio di un Ingegnere può raccontarci le dinamiche di funzionamento di un prodotto?

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Riccardo Costagliola Di Polidoro – AG Triathlet

La qualità della muta Wave 3 la noti sin da subito. Quando l’ho ricevuta da Zoot Italia era nella sua confezione al rovescio e ho potuto apprezzare la cura delle finiture e la precisione con cui questo tipo di mute vengono prodotte. 

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La sensazione che ho avuto non appena indossata è stata quella di comodità, sembra esser fatta su misura rispetto alla muta con cui abitualmente mi alleno e gareggio.

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Si indossa come un guanto e si sfila senza nessuna fatica in particolare a livello delle spalle risulta “leggerissima”, quasi non la si sente.

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Per me, che concludo spesso le gare in acque libere con le spalle affaticate, e le sento soprattutto nei giorni seguenti, è sicuramente un punto a favore di questa muta.

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Come nella altre frazioni, anche nel nuoto credo che comodità sia sempre sinonimo di velocità.

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Ho avuto modo di utilizzarla per la prima volta in gara all’idorscalo di Milano in occasione delle gare “Eco Race” e la frazione nuoto, sebbene non sia il mio punto di forza, è andata molto bene.

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La muta mi ha permesso di nuotare con una bracciata sciolta e muovendo le gambe senza impedimenti.

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Sull’addome i mm di neoprene sono 5 e aiutano la galleggiabilità, correggendo l’assetto dei nuotatori non troppo “tecnici”. Su braccia e spalle si arriva a 1.5 e la differenza si sente tutta.

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Torno in vasca a fare due bracciate, voi correte a provarla!zoot_iNTERNE_1566

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Dati Tecnici:

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Per realizzare un prodotto così tecnico e renderlo alla portata di tutti Zoot Italia e Zoot Sport hanno lavorato tanto e si vede.

A me ora toccano i ringraziamenti, in primis Zoot Italia e Zoot Sport che si sono resi disponibili, come sempre, in un periodo intenso ed importante come questo.

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Riccardo , per l’estrema disponibilità dimostrata, ricordiamo a tutti che nessuno di noi fa questo di professione e quindi si cerca di organizzarsi mettendo assieme impegni professionali, allenamenti, famiglia etc. Grazie Ricky anche questa volta grasse risate.

Dulcis in fundo Alessandro Vona, cioè colui che con i sui scatti incredibili ha messo colore e sostanza ad un articolo che senza le sue foto non avrebbe avuto senso. Nonostante una schiena dolorante, le signore dell’acquagym, le mie richieste assurde, Riccardo che il tempo di chiedergli una cosa l’aveva già fatta sei volte, è riuscito a tirare furori il meglio da tutto. Tutte le foto e le realizzazioni grafiche di questo test sono sue, escluse quelle del dietro le quinte fatte da me ;). Grazie Ale metterti “i piedi addosso” è stato un piacere 😀 Godetevi adesso la Gallery e il divertente Dietro le quinte.

Al prossimo Test

IronMario

GALLERY

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DIETRO LE QUINTE

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Cocktail Esplosivo!

Tre bici da Triathlon a confronto.

Ingredienti:

  1. Una Pista chiusa al traffico.
  2. Due matti: uno legato con due macchine fotografiche dentro il portabagagli di una Jeep V8, l’altro alla guida.
  3. Tre amici Triatleti Pro con le bici che usano in gara.
  4. Shakerare con forza.

Le riviste di settore non fanno le comparative di bici. Dicono che non è semplice trovare bici con le stesse caratteristiche. Dicono che non è facile organizzarsi. Dicono che le case di produzione non ne sarebbero contente. Dicono che il reparto commerciale delle stesse riviste non ne vuole nemmeno sentire parlare, perché poi avrebbero difficoltà a vendere alle stesse case gli spazi pubblicitari. Dicono, dicono… dicono cazzate! La verità è che è molto più semplice parlare bene di tutti e non esporsi. Così sono tutti felici e nessuno si lamenta. Polemica finita. Oh, mi raccomando, da domani tutti a fare comparative!


Volevo fare un articolo in stile “Motociclismo”. Avete presente quelle belle comparative in pista con le “supersportive” oppure con le “endurone”? Ecco, ne volevo fare una così ed in parte ci sono riuscito. Certo, le bici non sono come le moto. Le bici sono su misura e devono adattarsi all’atleta. Quindi per carpire i segreti di un mezzo così particolare sono andato a chiedere consiglio a chi con le bici vince le gare spremendole al massimo. Un po’ come se fossi andato da Valentino o da Marquez a farmi raccontare qual è il dettaglio che fa la differenza.

I tre ai quali mi sono rivolto sono davvero forti: se sommassimo i Watt che riescono ad esprimere con i loro mezzi, probabilmente potremmo illuminare una qualsiasi piazza di una qualunque città.

Detto questo passo a raccontarvi il cocktail che sto per servirvi.

La pista di Brenno, Costa Masnaga, su gentile concessione dell’UC Costamasnaga. Io quella pista la conosco bene, sopratutto la durezza dell’asfalto :D. Non è un ovale e basta, c’è uno strappo in salita, c’è una discesa e ci sono delle belle curve. Ad ottobre del 2016, durante una gara a cronometro, avevo fatto un bel volo, rompendomi in due parti il capitello radiale del braccio sinistro. A giugno del 2017, dopo l’operazione per raddrizzare il braccio che non ve voleva sapere di tornare a posto, sono tornato sul “luogo del delitto” grazie alla disponibilità dei tre amici atleti e con il fotografo Alessandro Vona ho voluto che fosse sede di questo articolo!

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I ragazzi si sono divertiti001_VON6021.jpg

Le Bici

Trek Speed Concept 9.9003_VON7424

Ceepo Katana004_VON5319

Kuota Kalibur005_VON5319.jpg

 

Dati Tecnici

Ivan Risti e Trek Speed Concept 

 

Telaio
Trek Speed Concept 9.9 taglia M colore nero
Gruppo
Shimano Dura Ace Di2
Pedivella 172.5
Guarnitura 53-39
Sella
Tritone Mistica carbon prototype
Ruote
Bontrager aeolus 7 TLR
Bontrager aeolus 9 TLR
Coperture
Michelin power clincher
Michelin PRO 4 tubular
Pedali
Speedplay
Peso bici completa taglia M 8,13kg

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Trek Speed Concept 9.9

Federica De Nicola e Ceepo Katana

 

Telaio
Ceepo Katana Misura S
Gruppo
Shimano Ultegra 11V Di2
Pedivella 172.5
Guarnitura 53-39
Sella
Adamo Attack
Ruote
Zipp 404 ant
Zipp 808 post
Coperture
Continental Competition
Continental Gatorskin
Peso telaio 1.080 g

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Ceepo Katana

 

Matteo Fontana e Kuota Kalibur

 

Telaio
Kuota Kalibur misura M
Gruppo
Sram Red 11V
Pedivella 172.5
Guarnitura 54-42
Sella
Selle Italia Iron Carbon
Ruote
Deda 80
Lenticolare Deda
Peso Telaio 1.320g

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Kuota Kalibur

Come vanno, la parola di chi le spreme in gara

Ivan Risti006_VON8015

“La Speed Concept è una bici molto prestante, in particolar modo nei tratti pianeggianti e vallonati, molto veloce e aerodinamica, ha una notevole risposta agli alti vattaggi: quando inizi a spingere in pianura risulta molto lineare e molto veloce. Rispetto alla mia precedente bicicletta c’è un fattore in comune, ed è l’adattabilità alla posizione. La Speed ti permette di raggiungere nella parte frontale posizioni migliori, posizioni più aerodinamiche e più confortevoli.  Naturalmente io cerco più la prestazione, ma per chi volesse una posizione più comoda, per affrontare percorsi di 180 km o più lunghi la Speed dà anche questa possibilità. Se dovessi pensare ad un aspetto negativo sicuramente questa bici così estrema non è adatta a percorsi altimetricamente più impegnativi, quindi sui tratti in salita, del resto un po’ come tutte le bici da crono.

 

 

Federica De Nicola008_VON8145

“La Katana è una bici facile, per natura è adatta sia ai tratti pianeggianti che a quelli vallonati, anche quando le pendenze aumentano è una bici che sa essere efficace, prova ne sia il fatto che mi ha consentito di vincere, nella categoria 18-24, l’IRONMAN France dove il percorso bici ha una bella altimetria + 2000m. La seconda frazione è il mio punto di forza e non vi nego che spesso mi diverto un sacco a pedalare sulla Katana anche in gara. Fra i punti di forza oltre alla velocità e all’adattabilità della posizione, io in una bici cerco la possibilità di smontarla, metterla in valigia e poterla rimontare senza fatica.  Per me è fondamentale non dovere impazzire ogni volta che parto per una gara. La Katana si è dimostrata un’ottima compagna di avventura.”

 

Matteo Fontana010_VON8250

“La Kalibur è una bici sorprendente, è molto adattabile sia al percorso, si riesce ad allungare o accorciare a seconda delle caratteristiche, che alla persona, consentendo di raggiungere la posizione ideale che possa consentire una pedalata efficace e confortevole allo stesso tempo. Personalmente io ci faccio anche le ripetute in salita. Pedalo da quando ero piccolo e sono molto esigente quando si tratta di bici, per me il feeling dev’essere totale. La Kalibur è una lama affilata, riesce a farti mettere a terra tutto quello che hai nelle gambe. Ha detenuto il record del percorso di Kona per molto tempo. Io la sento come una seconda pelle, quando sono in sella mi diverto un mondo. Oltre ad essere dinamicamente efficace è anche bella.”

 

DETTAGLI

 

 

QUALE SCEGLIERE

TREK
La Speed, essendo top di gamma, anche a livello di componentistica è decisamente un gradino sopra le altre. La pulizia delle linee e la scelta dei materiali la rendono punta di diamante della casa americana. Anche se il prezzo è impegnativo, ricordiamoci che stiamo parlando di top di gamma e che sul mercato esistono bici anche più care.

Perché sceglierla: se si vuole avere una bici top di gamma, estrema e studiata per la velocità, bella esteticamente e dedicata alle distanze “Full o Half” dove conta la velocità in pianura e l’aspetto aerodinamico.


CEEPO
La Katana è un gradino sotto la Viper-R, top di gamma della casa, dalla quale differisce per geometrie e peso. Risulta più adatta a percorsi misti dove i vallonati e le salite si fanno sentire e la maneggevolezza della guida in discesa viene premiata.

Perché sceglierla: se si vuole un mezzo unico per tutte le gare, affidabile ed essenziale, che vi conduca al traguardo.

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KUOTA
La Kalibur è un must nel Triathlon: la sua essenzialità la rende adattabile a tutti i tipi di percorso. Anch’essa non è la top di gamma della casa (che è la KT-05), ma ha detenuto il record del percorso di Kona per un lungo periodo ed è sul campo da molti anni proprio perché il progetto è vincente. Nel tempo ha saputo evolversi, migliorandosi senza per questo perdere la caratteristica di bici accessibile a tutti!

Perché sceglierla: Perché è un mezzo affidabile, solido e concreto, senza fronzoli, per gente che bada solo a menare! Non da meno, il prezzo la rende appetibile e alla portata di tutti.


PREZZI

Trek Speed Concept  Prezzo: € 11.299,00

Ceepo Katana 2017 Prezzo KIT SOLO TELAIO: € 2.790,00 

Kuota Kalibur 2017 Ultegra 11V (53/39, 11-28) € 4.299,00

GALLERY

 

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Testi: Mario Giaquinta
Foto: Alessandro Vona

IronMario

 

Il Dietro le quinte….

 

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Dietro, dietro le quinte… 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Z Alpha Mips! Il nuovo casco di Zerorh+ che unisce sicurezza e aerodinamicità.

Abbiamo visto in questo periodo quanto sia fondamentale non lasciare nulla al caso quando si tratta della sicurezza di chi va in bici, non a caso abbiamo deciso di testare il nuovo casco di zerorh+, azienda specializzata di settore, che fa della ricerca e della qualità di realizzazione i suoi punti di forza.

Il Casco

Z Alpha Mips, è il casco di Zerorh+ che unisce sicurezza e aerodinamicità. Progettato e perfezionato in galleria del vento, con lo scopo di realizzare un prodotto efficiente dal punto di vista aerodinamico. Lo studio specifico e stato fatto sui volumi d’aria che si concentrano nella parte frontale e che entrano nel casco o scorrono sopra la superficie. Per questo è stata realizzata una cover amovibile che migliora il coefficiente aerodinamico, consentendo allo stesso tempo un’ottima aerazione all’interno, generando un effetto “Venturi”.

Il video sullo studio in galleria del vento

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Indossando lo Z Alpha è molto confortevole, l’imbottitura interna anallergica removibile e lavibele è adeguata, realizzata in tessuto rh+ Fire Dry a cellule aperte 3D, assicura una rapida dispersione del sudore.

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La regolazione posteriore avviene tramite un classico quanto efficiente sistema a rotella, inoltre il sistema di ritenzione si allunga permettendo  alla calotta in EPS a bassa frizione di ruotare indipendentemente attorno al cranio, così da ridurre la quantità di energia rotazionale trasferita al cervello.Multi-Directional-Impact-Prmips1

Durante la marcia abbiamo potuto apprezzare il sistema di aerazione, la temperatura durante il nostro test era di 29° quindi non certo fresca.GPTempDownload_1.jpg

Non abbiamo mai avuto la necessità di togliere la cover per incrementare il flusso di aerazione interna. Spingendoci in alcune discese abbiamo superato abbondantemente i 60 km/h e abbiamo notato un’effettiva efficenza aerodinamica, che possiamo tradurre in un comportamento molto stabile del casco, in quelle situazioni in cui in genere il casco incontra l’aria e crea movimenti innaturali per la testa tipo “sbacchettamento”, proprio perché più penetrante e fluido nell’aria. Abbiamo trovato questo casco oltre che efficace e ben studiato, anche bello esteticamente. La versione da noi testata presentava una parte nera lucida dove erano presenti delle lamelle catarifrangenti creando un bell’effetto a contrasto con la parte nera opaca.

Dati Tecnici

Taglie: XS/M – L/XL

Colori disponibili:

Peso: 365g

Prezzo: Euro 199,90

Questo casco è adatto a coloro che vogliono unire le caratteristiche di un prodotto tradizionale ma di nuova generazione, ad un casco con delle caratteristiche aerodinamiche specifiche. Tutti gli amici che praticando triathlon e che usualmente svolgono allenamenti in salita e prove sulla distanza dove il coefficiente CX è importante sono il suo target.IMG_0736

Al prossimo Test

IRONMARIO

 

K-allroad Race, la gravel di Kuota

La primavera è alle porte e bussa forte!

Quale miglior modo di accoglierla se non quello di uscire di casa con una bici che possa portarci agilmente in ufficio, superando la giungla del traffico e degli ostacoli cittadini e che ci consenta una sgambata in pausa pranzo fra asfalto e sterrato nella campagna più vicina?

K-ALLROAD RACE LA RISPOSTA

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La gravel di casa Kuota è dotata di una versatilità unica. Adatta a superare binari, pavè e le buche della città, dove si divincola con estrema facilità e velocità. Capace di accompagnarvi fino alle stradine di montagna sterrate più lontane e a contatto con la natura, dove spesso non si può arrivare con le normali bici da corsa.

Godetevi il video del mio”#urbanridetest”

 

Le specifiche tecniche, versioni e prezzi per quelli più attenti

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La Gallery

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SENSAZIONI

La K-ALLROAD è agile e maneggevole, dotata di una potente frenata grazie ai due freni a disco. Il cambio, io ho provato la versione con l’Ultegra, adeguato e prefetto per questa tipologia di mezzo. I cerchi  Fulcrum Racing 5 disc, consentono di ospitare gomme in grado di affrontare tutti i tipi di percorso e asperità. La K-ALLROAD ti invita a spingere ad osare, molto divertente e concreta in off-road ed efficace in città, occhio che il monoruota da teenager è sempre dietro l’angolo! IO MI SONO DIVERTITO UN MONDO.

QUI potete trovare tutte le info necessarie ed il contatto diretto con Kuota

Cos’altro aggiungere? Non dimenticate di godere del panorama che vi circonda visto che riuscirete a raggiungere posti mai visti prima grazie alla vostra Gravel K-ALLROAD Race.

Buone Pedalate!

IronMario

KUOTA KOUGAR, la bici da corsa che strizza l’occhio al Triathlon!

IMG_5243Vi avevo parlato di Kuota e delle sue bici, nell’articolo sulla “corretta posizione in sella nella bici da corsa e nel triathlon”, promettendovi che ne avreste sentito ancora parlare.

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Grazie all’ufficio stampa di Kuota, eccomi pronto a parlarvi della KOUGAR e del Test Ride fatto.

L’appuntamento è fissato per venerdì alle ore 14,00. Non perdo tempo mi preparo e mi dirigo presso gli stabilimenti kuota di Villasanta. All’arrivo vengo accolto da Pietro Responsabile Comunicazione, dopo due parole mi porta subito in officina. Maschero a fatica il sorriso.

I meccanici di Kuota la stanno preparando, è li, ed è molto bella.

Scambio due parole con il meccanico mi dice che la nostra Kougar è equipaggiata con cambio Shimano Ultrega Di2 11V, che per i non addetti ai lavori vuol dire, Cambio Elettronico. Mentre con mani sapienti i meccanici regolano il cambio, noto le pulizie delle linee di questa “Ragazza“.

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Ad un certo punto mi chiedono che ruote mettiamo? La mia risposta è stata: “aggressive”, alla fine quando è pronta noto con piacere che mi hanno preso alla lettera, La nostra Kougar monta delle ruote Dedaelementi Full Carbon ad altissimo profilo da 88mm.

Ci Siamo è tutto pronto, non mi resta che pedalare.

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Sapere di andare negli stabilimenti Kuota ed uscire con una kougar ti fa venire tanta voglia di pedalare e così ho fatto!

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Non perdo tempo l’indomani mattina già dalle 6:00 sono pronto a far girare le gambe.

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Fin dalle primissime pedalate la Kougar mi da un bel feeling positivo, come se l’avessi sempre cavalcata, nonostante i cerchi Dedaelementi dal profilo importate, è molto agile, anche nei cambi di ritmo, grazie ad una leggerezza strutturale che il carbonio utilizzato le dona  e che fermano la bilancia così come la vedete a soli 7,620 kg, con le prolunghe e il portaborracce. Anche se con qualche piccolo accorgimento sicuramente si può risparmiare qualcosa in termini di peso, a noi non importa. La ragazza si comporta bene anche in salita, nonostante le ruote da 88 mm non siano pensate proprio per arrampicarsi.

La Kougar in questa configurazione è fatta per “tirare”, dalla prima all’ultima pedalata. Mi sono divertito parecchio a spingere sui pedali e la sensazione che più mia ha stupito è quella che ogni singolo watt messo dalle mie gambe sui pedali, venga trasferito dalla Kougar senza alcuna dispersione di energia sull’afalto. Proprio una bella sensazione. Del resto è proprio nel triathlon che il risparmio di forze si traduce in una performance migliore….

Gli ingegneri di Kuota conoscono molto bene questi argomenti, ed è proprio con questo concetto che la kougar è stata realizzata, por portarvi veloci e sicuri alla terza frazione, senza dispersione di forze e inerzie e nel migliore modo possibile.

Non vi nego che più volte ho cercato di mettere in difficoltà la Kougar, anzi a dire il vero, ci ho provato in tutti i modi. Risultato? IronMario orecchie basse e pedalare…..

Sul dritto, mentre sudavo per spingerla da solo e senza scia a circa 47 km/h, lei era stabile come se stesse passeggiando, sembrava volesse dirmi “allora giovane tutto qua?” Però con che facilità si raggiungono certe velocità, non vi nego che con la mia Kharma faccio molta più fatica.

In salita, in tutta onestà non ho avuto modo di approfondire con salite impegnative, per la configurazione scelta in origine, ruote ad altissimo profilo e tubo sella girato in posizione avanzata per il Triathlon. La Kuota Kougar ha la possibilità di girare il tubo sella e sdoppiare l’utilizzo della bici, arretrato e in posizione più stradale o da gran fondo, oppure, posizionato in avanti rispetto all’asse quindi più da triathlon, in modo da potersi distendere sulle prolunghe. Nonostante ciò per le salite affrontate si è dimostrata agile e maneggevole anche pedalando sui pedali, chissà come vuole con un profilo più basso…

In discesapensavo che la musica sarebbe stata differente, sono un po’ spericolato e grazie alla stazza e all’esplosività che ho, ero sicuro di metterla ai ferri corti. La “Ragazza” invece si è dimostrata sincera, precisa e rotonda nell’approccio ai tornanti e nelle curve più strette, dove arriva come una rasoiata dal rettilineo e si ferma molto molto bene, grazie al sistema di freni aero integrati dietro la forcella anteriore e sotto la scatola del movimento. Anche qui nulla da fare ci vuole ben altro per metterla in crisi, ora capisco perché gli Atleti PRO la scelgono per gareggiare….. Chissà cosa potrei combinare se provassi una TT o se la portassi in gara…..

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Alla fine del nostro test, dopo aver pedalato solo con il sorriso, non mi resta che fermami, metterla li e godermela come un quadro nella natura.

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Cara kougar mi hai stregato, è così che ti vorrei, con questi cerchi estremi, non cambierei nulla.

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 Dati Tecnici:

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Ruote DedalementiSchermata 2016-05-26 alle 21.02.54Schermata 2016-05-26 alle 21.03.30

Prima di lasciarvi alla gallery con le foto dove vedrete la ragazza in tutto il suo splendore, vi invito a fare un giro nello STORE UFFICIALE di Kuota, dove potrete trovare moltissimo materiale, come ad esempio il completo da me utilizzato durante la prova quindi l’abbigliamento, i componenti, gli occhiali e l’usato ufficiale.

Kuota Kougar Gallery

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Se cercate un prodotto unico che con poche mosse sdoppi la sua natura, Kuota Kougar è la risposta.

Non mi resta che ringraziare tutto lo staff Kuotacycle per l’estrema disponibilità.

Io mi sono divertito molto, speriamo che leggendo questo articolo vi venga un po’ voglia di pedalare, al prossimo test ride.

Sempre a tutta!

IronMario