T°RED Bike Concept Store Milano

Sono andato a visitare Il nuovo Bike Concept Store di  T°RED, azienda di Desenzano del Garda che ha aperto i battenti a Milano in Piazza Firenze al 19, ad agosto.

Mi ero ripromesso di andarci non appena fosse stato possibile e visto che non è troppo distante da dove vivo, a settembre, dopo aver contattato Luca ed essermi accordato per una chiacchierata informale, mi sono presentato un venerdì alle 10 del mattino.

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T°RED BIKE è un progetto tutto Italiano, che nasce da un centro di ricerca applicato, che unisce architettura e design e ha alla base del proprio core business, la ricerca e lo sviluppo sui materiali, la progettazione di oggetti a forte contenuto tecnologico, che trovano il loro impiego nei più disparati campi come quello aerospaziale, automotive, biomedicale etc. Immaginate cosa può venire fuori se tutta questa ricerca e innovazione viene messa al servizio di una passione come il ciclismo? Ecco che così, dopo la richiesta di un ciclista professionista, di realizzare un modello di bici unico dedicato, i ragazzi di T°RED capiscono che la strada dopo questo progetto è segnata.

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Le loro bici sono un concentrato di tecnologia sartoriale che passa da materiali come acciaio, titanio, carbonio, alluminio, il tutto unito ad un approccio diverso e singolare.

La progettazione delle bici passa dallo sviluppo di un software per il body scanning, che consente di analizzare le esigenze di chi andrà ad utilizzare il mezzo e in base ai dati assimilati, incrociandoli con le geometrie del mezzo da realizzare e del materiale utilizzato, definisce spessori, rigidità, sezioni, saldature etc.  Capite bene che vuol dire farsi realizzare tubazioni su misura, cosa molto diversa dal farsi mandare dei tubi standard dal produttore X e tagliere e saldare. C’è tutta una ricerca sui materiali che ha consentito di scoprire ad esempio che il Titanio, durissimo, fortissimo, soffre il calore delle saldature, quindi T°RED, per mantenere intatte le caratteristiche del materiale, ha studiato una tipologia di saldature che non altera la struttura dei materiali. Qua siamo a livelli di altissima eccellenza. L’elenco di ciclisti professionisti, che sono andati da T°RED per farsi realizzare la propria bici ideale che potesse rispondere ad una serie di caratteristiche specifiche è molto lungo, nel loro sito li potete trovare.

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Ora sapete anche che io adoro l’acciaio e ci pedalo anche molto volentieri, provate ad immaginare la mia faccia quando ho sollevato una loro bici in acciaio, la Aracnide nello specifico, abituato ad andare in giro con la mia bici in di fine anni ottanta. Sono rimasto sbalordito. Non solo perché quasi la proiettavo in aria per quanto fosse così leggera, ma perché i ragazzi di Desenzano del Garda sono riusciti a realizzare un prodotto che in termini di peso, se la gioca con le bici in carbonio più leggere presenti sul mercato, ma con la peculiarità che le loro bici sono realizzate per permettere di esprimere al meglio la potenza generata dal proprio corpo e tradurla in velocità. Capite ora la scelta di aprire solo negozi monomarca, il contenuto è talmente sartoriale e tecnologico che non può esserci paragoni. Provate ad indossare una camicia confezionata standard e a farvene realizzare una su misura, cominciando proprio dalla scelta dei materiali. La differenza è abissale.

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Andiamo allo store: accogliente, con molte bici a disposizione ai test, due vetrine al piano terreno e un piano -1 che sarà presto destinato a spazio eventi.

Pian piano che Luca con pazienza mi racconta, il mio interesse cresce e la smania di pedalare prende il sopravvento, in un attimo siamo già d’accordo e l’indomani ci troveremo per pedalare assieme, così potrò finalmente provare la Aracnide Acciaio, test che presto troverete on line del quale gira già una preview.

Se siete come me feticisti dei materiali come acciaio e titanio, amanti dei dettagli e vi piacciono le bici, andate a fare un giro nel Concept Bike Store di T°RED.

 

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Stay tuned.

IronMario

 

 

Test J-emm 5.Cinque alla 12h Cycling Marathon di Monza!

Ormai sapete benissimo che non faccio fatica a fare conoscenza con le persone e devo dire che ne conosco veramente tante. Un giorno parlando con il mio amico Ivano, Run4food.it per intenderci, mi dice: sai Iron che ho un amico Claudio, con il quale facevo i raduni con il Burgman che ha un negozio di bici e ha un prodotto Italiano che secondo me dovresti provare.

Detto fatto, un anno dopo ecco l’occasione giusta, vengo coinvolto da Run and the City  con altri 9 amici e colleghi alla 12h Cycling Marathon di Monza, esperienza per la quale non smetterò mai di ringraziarli, penso quale migliore occasione per provare la Bici che ha Claudio? Quindi lo chiamo, gli racconto della 12h e che mi piacerebbe testare il prodotto.

La J-emm, bici totalmente Italiana realizzata nella terra motoristica italiana per eccellenza, Reggio Emilia.  Claudio immediatamente mi dice di si e di passare a prendere la bici.

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La J-eem 5.Cinque è una bici aero sartoriale!                                                                      Materiale Telai: 1K t1000, Honeycomb T4, Carbo-Ti, Carbo-Titanio. Bici top di gamma proposta e adatta a ciclisti professionisti che cercano rigidità torsionale e prestazioni fluide estreme, la 5.Cinque è perfetta per la velocità. Rigidità torsionale e fluidità grazie alla tecnologia CARBO-TITANIUM combinata con la struttura Honeycomb rende il telaio CARBO-TITANIO 5.CINQUE ideale per tutti gli usi di gara e per ciclisti esigenti, ottimizzando le prestazioni atletiche.

Telaio con reggisella aerodinamico

  • Forcelle J-emm su misura
  • Peso telaio 1050 gr
  • Freno: V-brake
  • Massima aerodinamica tra il tubo obliquo e la ruota
  • Misure standard: S-M-L-XL. * Anche su misura
  • Telaio certificato dall’Istituto Malignani ISO 4210-6
  • Garanzia a vita
  • Certificazione 100% MADE IN ITALY IT01

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Queste le note caratteristiche della 5.Cinque, una bici dotata di una incredibile rigidità strutturale che riesce a trasmettere un feeling immediato con il mezzo anche quando non lo si è mai provato prima.

Andiamo alla gara. E’ venerdì alle ore 16:00 mi avvio per l’Autodromo di Monza dove alle 19:30 partirà al 12h. Arrivato al parco, procedo fino al parcheggio dietro il paddock, devo dire che da sempre una sensazione adrenalinica arrivare in auto a Monza dentro l’autodromo. Una volta parcheggiato, scarico lo zaino con i viveri, i cambi e tutto quello che mi serve per affrontare in serenità questa gara. Mentre tiro giù la bici dall’auto, realizzo che sto per andare a fare un gara di 12h con una bici con la quale non ho mai pedalato. Sono un pazzo. Poi mi dico ma no dai se c’è qualcosa che non va me ne accorgerò subito dalle prime pedalate ho 12 ore per regolare tutto, sereno Mario.

In effetti alla fine non ho spostato di un centimetro ne la sella, ne il reggi sella, ne tantomeno l’attacco manubrio. La bici mi calzava a pennello. Una volta recuperati i pettorali ci dirigiamo verso il box numero 15 siamo due squadre da 5 miste 5 donne e 5 uomini.

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Decidiamo di cominciare a pedalare un’ora ciascuno, partirà Sergio a seguire Karen, poi Cristina, a me toccherà il 4° turno e chiuderà le prime Cinque ore Luca.

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Così Parte la gara e l’adrenalina è a mille, stare nei box dove in genere stanno le F1 o le superbike è incredibile, sembra una gara di endurance motoristica dove pero i motori sono i nostri corpi. Le altre squadre, quelle con il coltello fra i denti seguendo la regola che da quest’anno impone di poter rientrare ai box solo dopo due giri sul traguardo si danno cambi ravvicinati appunto ogni 3 giri, altre squadre decidono di darsi turni fissi ogni tot ore di pedalata noi optiamo per una strategia mista, dopo le prime cinque ore di gara cominciamo ad alternarci ogni tre giri. E la JEMM? La 5.Cinque è pronta, quando arriva il mio turno parto deciso vedo arrivare la mia compagna di squadra nella pit-lane e parto, da regolamento devo stare fermo e con il piede a terra, non tutti faranno così, e devono passare non meno di dieci secondi dall’ingresso all’uscita del compagno.

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Accendo le luci che mi ha prestato Marco esperto ciclista e ultraciclista, sono potenti e ben proporzionate, decido di non spingere a tutta sono freddo, non posso bruciarmi le gambe, in un batter d’occhio mi trovo fuori dai box e in pista sembro una moto da corsa con un faro che illumina tutta la pista e gli alberi, do un occhio alla velocità e sono già a 36km/h, ragazzo calma mi dico devi girare per un’ora e non hai mai pedalato nell’autodromo ne con questa bici, anche se tutto mi sembra così semplice. La 5.Cinque copia ogni tuo singolo movimento e ha la capacità di tradurre l’energia in velocità. L’asfalto drenante a trama grossa scorre via veloce e anche io comincio a superare nel silenzio della notte alcuni ciclisti che affrontano la gara in solitaria o a velocità inferiori.

Pedalare nella notte in sicurezza e nel silenzio è uno spettacolo, stranamente mi sento molto comodo su questa bici e riesco a stare in presa bassa a mio agio. La mia ora letteralmente vola, ed è già tempo di rientrare, imbocco la pit-lane, superato il tappeto con il cip noto che ci sono addetti delle altre squadre che con radio o telefoni avvisano i vari componenti delle proprie squadre dell’arrivo del compagno in modo da ottimizzare i tempi di transizione, quindi decido di affidare il mio segnale ad un fischio con le dita in bocca, fischio che rimbomba in tutto il paddock, Luca è già pronto e gli urlo VAI LUCA! Lui mi riconosce associa il fischio alla voce e parte, da li utilizzerò il fischio per il cambio e funzionerà alla grande. Mi fermo davanti al box, i compagni mi chiedono com’è andata e io riesco a dire solo è una figata, è una figata! Vado fino in fondo ai box pedalando agile e torno indietro per non fermarmi subito dopo questa bella pedalata intensa. Entro nel box in bici, la parcheggio e rimango li a guardarla. Cara J-emm sei una sorpresa, non mi aspettavo una pedalata così facile e un feeling così diretto.

Nel circuito subito dopo il rettilineo dietro i box c’è la parabolica, che porta sul rettilineo finale dove c’è il traguardo, ecco questo pezzo che va dalla parabolica a tutto il rettilineo, ha una leggera falsa pendenza in salita, poca roba, però si fa sentire nelle gambe, anche alle mie, dopo i primi giri noto con piacere che in termini di energia chi mi pedala attorno fa molta più fatica, io con la J-emm 5.Cinque, riesco ad ottimizzare la parabolica e uscire più forte, soffrendo meno il falso piano, di sicuro non è merito delle mie gambe.23798_01-parabolica-di-monza

C’è una salitina più decise in autodromo che si torva fra la Curva del Serraglio e La variante Ascari, quella che per intenderci passa sotto il ponte, ecco li con la 5.Cinque guadagnavo bene un pò perché la salita è preceduta da un discesa dove mi buttavo a 45/50 km/h, un pò perché se si affronta bene la variante Ascari, il rettilineo dietro i Box lo fai a bomba!

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Le prime cinque ore passano fra risate, focaccia, birra, caffè, bresaola, pasta party e commenti sulla Jemm tutti quelli che entravano ai box buttavano l’occhio sulla ragazza.

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In uno dei turni da 3 giri esco a notte fonda, nei box gli atleti non impegnati riposano nei sacchi a pelo, fanno i rulli perché da li a breve toccherà a loro, io pedalo sento il respiro e il faro illumina anche il bosco che fa da cornice alla pista, affronto due giri in totale desolazione solitaria, supero qualche concorrente, non una ruota buona sulla quale attaccarsi, all’inizio del giro di rientro sul rettilineo non faccio in tempo ad affrontare la  la prima curva che percepisco alle spalle qualcuno sta arrivando bello allegro, la sua luce si avvicina veloce, sono già sui 35 km/k tolgo un dente mi alzo sui pedali e mi metto a spingere per infilarmi in scia non appena mi passa, ha un body con su scritto Cinelli-Sis, mi attacco alla morte, sta andando sui 43/45 km/h facciamo un paio di curve assieme, cioè lui tira io modello zainetto, la facilità di pedalata che mi da questa bici mi fa imbizzarrire dalla gioia, arrivato ad un certo punto il mio traino si volta e con un accento marcatamente veneto mi fa ce la fai a darmi un cambio, 😀 io sorrido e gli dico Zio vai quando hai bisogno io ci provo vediamo cosa riesco a fare, 200 metri alla prima di Lesmo si sposta a sinistra e con un cenno del gomito mi dice vai, io mi fiondo mettendo qualche watt in più sul pedale, per fortuna riesco a tenere botta, siamo sui 42-45 all’ora, tutto questo fino alla discesa prima della variante ascari dove metto l’11 e raggiungiamo 55km/h, nella salitina mi supera di slancio e mi dice, dai dai dai che ne hai, seguimi, gli sto in scia per metà del rettilineo momento in cui gli do un cambio fino alla parabolica, poi gli dico io devo uscire qua, ma sei il primo? Lui risponde SI grazie!

Tutto soddisfatto rientro ai box supero il tappeto e fischio, Luca sa già e parte. Avrò per i prossimi 15 minuti il sorriso ebete di chi si è fatto un giro di pista con il primo, ne avrei avuto per continuare a stara con lui? No, però che figata.

Detto questo la 5.Cinque dovete provarla per capire quanto vi aiuta nell’azione, quando mettete giù il rapporto e spingete lei schizza in avanti senza pietà, quando non siete in scia grazie alla sua aerodinamica, riesce a farvi pedalare con il minimo dispendio energetico.  Sono contento che ci siano ancora persone in Italia che riescano, ancora, a realizzare prodotti frutto di passione e ricerca.

Grazie Claudio, grazie J-emm e grazie Run and the City per questa bellissima esperienza.

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Se volete provare la 5.Cinque scrivetemi!

IronMario

 

Z Alpha Mips! Il nuovo casco di Zerorh+ che unisce sicurezza e aerodinamicità.

Abbiamo visto in questo periodo quanto sia fondamentale non lasciare nulla al caso quando si tratta della sicurezza di chi va in bici, non a caso abbiamo deciso di testare il nuovo casco di zerorh+, azienda specializzata di settore, che fa della ricerca e della qualità di realizzazione i suoi punti di forza.

Il Casco

Z Alpha Mips, è il casco di Zerorh+ che unisce sicurezza e aerodinamicità. Progettato e perfezionato in galleria del vento, con lo scopo di realizzare un prodotto efficiente dal punto di vista aerodinamico. Lo studio specifico e stato fatto sui volumi d’aria che si concentrano nella parte frontale e che entrano nel casco o scorrono sopra la superficie. Per questo è stata realizzata una cover amovibile che migliora il coefficiente aerodinamico, consentendo allo stesso tempo un’ottima aerazione all’interno, generando un effetto “Venturi”.

Il video sullo studio in galleria del vento

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Indossando lo Z Alpha è molto confortevole, l’imbottitura interna anallergica removibile e lavibele è adeguata, realizzata in tessuto rh+ Fire Dry a cellule aperte 3D, assicura una rapida dispersione del sudore.

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La regolazione posteriore avviene tramite un classico quanto efficiente sistema a rotella, inoltre il sistema di ritenzione si allunga permettendo  alla calotta in EPS a bassa frizione di ruotare indipendentemente attorno al cranio, così da ridurre la quantità di energia rotazionale trasferita al cervello.Multi-Directional-Impact-Prmips1

Durante la marcia abbiamo potuto apprezzare il sistema di aerazione, la temperatura durante il nostro test era di 29° quindi non certo fresca.GPTempDownload_1.jpg

Non abbiamo mai avuto la necessità di togliere la cover per incrementare il flusso di aerazione interna. Spingendoci in alcune discese abbiamo superato abbondantemente i 60 km/h e abbiamo notato un’effettiva efficenza aerodinamica, che possiamo tradurre in un comportamento molto stabile del casco, in quelle situazioni in cui in genere il casco incontra l’aria e crea movimenti innaturali per la testa tipo “sbacchettamento”, proprio perché più penetrante e fluido nell’aria. Abbiamo trovato questo casco oltre che efficace e ben studiato, anche bello esteticamente. La versione da noi testata presentava una parte nera lucida dove erano presenti delle lamelle catarifrangenti creando un bell’effetto a contrasto con la parte nera opaca.

Dati Tecnici

Taglie: XS/M – L/XL

Colori disponibili:

Peso: 365g

Prezzo: Euro 199,90

Questo casco è adatto a coloro che vogliono unire le caratteristiche di un prodotto tradizionale ma di nuova generazione, ad un casco con delle caratteristiche aerodinamiche specifiche. Tutti gli amici che praticando triathlon e che usualmente svolgono allenamenti in salita e prove sulla distanza dove il coefficiente CX è importante sono il suo target.IMG_0736

Al prossimo Test

IRONMARIO

 

Cervélo P5X, è già futuro?

La P5X di Cervélo sta facendo discutere parecchio nell’ambiente triathlon e del ciclismo in generale dalla sua presentazione alla stampa e apparizione a Kona.front-head-tube

Gli ingegneri di Cervélo dicono di aver realizzato la bici pensando a chi fa triathlon e sono sicuri di aver realizzato curando ogni dettaglio, “La bicicletta da triathlon più veloce e tecnologicamente avanzata mai esistita”, testo riportato sia sulla cartella stampa che sul sito dedicato. Parole pensanti o pesate?

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Di certo non si può dire che la P5X passi inosservata, sembra quasi una moto. Freni a disco su entrambe le ruote, zona manubrio completamente regolabile, e moltissimi vani dove poter mettere tutto il necessario senza per questo essere costretti a montare porta accessori supplementari.

Due le possibili configurazioni:

Quella più “economica” se così si può definire con Shimano Ultrega Di2.

E il top di gamma con Sram Red.

Bhe i prezzi non ve li dico, se avete curiosità andate a cercare, vi aggiungo però che c’è anche la possibilità di acquistare come accessorio la sua valigia da viaggio appositamente realizzata. Eccola

Gli elementi per incuriosire ci sono tutti, incluso il comportamento reale della P5X con vento trasversale. Noi questa domanda l’abbiamo fatta e abbiamo ricevuto questa risposta: “We have done extensive testing with the P5X in crosswinds and found negative effects on handling due to frame shapes. As with all bikes the depth of the front wheel is what mostly affects handling in crosswinds.” 

Di seguito troverete il video che fa vedere bene tutte le caratteristiche tecniche della P5X

Le foto seguenti sono del manuale di montaggio che, a parer mio, danno una precisa idea del pensiero costruttivo che c’è dietro la PX5.

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In questi giorni La P5X è in road show per l’Italia e sarà disponibile per la vendita da Dicembre. Noi invece vi diamo appuntamento alla prossima, lasciandovi con il video emozionale e non vi neghiamo che siamo molto curiosi di provarla per voi, per raccontarvi bene quelle che saranno le nostre sensazioni alla guida.

IronMario

Il Lombardia, Red Hook e Rapha. Week end all’insegna della bicicletta.

Per gli appassionati della bici che vivono a Milano e in Lombardia questo è un week end da non perdere.

Tre sono gli appuntamenti ai quali non si può assolutamente mancare.

Oggi parte da Como con arrivo a Bergamo, quella che a detta di tutti è una delle classiche più belle. “Il Lombardia”. Lunghe salite fino al 15%. Diretta si Rai sport 1 dalle 14.10

Gli altri due eventi si svolgono a Milano.

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Sempre oggi parte la Finale della Red Hook Criterium, gara che si svolge su circuiti cittadini delle più belle città del mondo come New York, Barcellona e Londra.

Oltre 350 atleti si sfidano su bici a scatto fisso, le stesse che si utilizzano in pista, a velocità pazzesche, tutto questo avrà luogo alla Bovisa. Ecco il circuito.

 

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Ingresso gratuito e gare di qualifiche già dal mattino. Via Raffaele Lambruschini, 7, 20156 Milano, Italy #redhookcrit #rhcm7

L’ultimo appuntamento è con gli ultimi due giorni di apertura del “Pop Up”, negozio temporaneo, di Rapha in Corso Garibaldi al 117 a Milano.

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Aperto dal 3 settembre in questo mese di apertura è stato un vero e proprio punto di ritrovo per tutti i bikers milanesi, organizzando uscite all’alba e after work.

Siamo andati a fare un giro e la prima cosa che ci siamo detti è stata: Un posto così figo merita di rimanere aperto! 

A voi la Gallery e Buon week end IronMario