T°RED Bike Concept Store Milano

Sono andato a visitare Il nuovo Bike Concept Store di  T°RED, azienda di Desenzano del Garda che ha aperto i battenti a Milano in Piazza Firenze al 19, ad agosto.

Mi ero ripromesso di andarci non appena fosse stato possibile e visto che non è troppo distante da dove vivo, a settembre, dopo aver contattato Luca ed essermi accordato per una chiacchierata informale, mi sono presentato un venerdì alle 10 del mattino.

IMG_8684

T°RED BIKE è un progetto tutto Italiano, che nasce da un centro di ricerca applicato, che unisce architettura e design e ha alla base del proprio core business, la ricerca e lo sviluppo sui materiali, la progettazione di oggetti a forte contenuto tecnologico, che trovano il loro impiego nei più disparati campi come quello aerospaziale, automotive, biomedicale etc. Immaginate cosa può venire fuori se tutta questa ricerca e innovazione viene messa al servizio di una passione come il ciclismo? Ecco che così, dopo la richiesta di un ciclista professionista, di realizzare un modello di bici unico dedicato, i ragazzi di T°RED capiscono che la strada dopo questo progetto è segnata.

IMG_8688

Le loro bici sono un concentrato di tecnologia sartoriale che passa da materiali come acciaio, titanio, carbonio, alluminio, il tutto unito ad un approccio diverso e singolare.

La progettazione delle bici passa dallo sviluppo di un software per il body scanning, che consente di analizzare le esigenze di chi andrà ad utilizzare il mezzo e in base ai dati assimilati, incrociandoli con le geometrie del mezzo da realizzare e del materiale utilizzato, definisce spessori, rigidità, sezioni, saldature etc.  Capite bene che vuol dire farsi realizzare tubazioni su misura, cosa molto diversa dal farsi mandare dei tubi standard dal produttore X e tagliere e saldare. C’è tutta una ricerca sui materiali che ha consentito di scoprire ad esempio che il Titanio, durissimo, fortissimo, soffre il calore delle saldature, quindi T°RED, per mantenere intatte le caratteristiche del materiale, ha studiato una tipologia di saldature che non altera la struttura dei materiali. Qua siamo a livelli di altissima eccellenza. L’elenco di ciclisti professionisti, che sono andati da T°RED per farsi realizzare la propria bici ideale che potesse rispondere ad una serie di caratteristiche specifiche è molto lungo, nel loro sito li potete trovare.

IMG_8692

Ora sapete anche che io adoro l’acciaio e ci pedalo anche molto volentieri, provate ad immaginare la mia faccia quando ho sollevato una loro bici in acciaio, la Aracnide nello specifico, abituato ad andare in giro con la mia bici in di fine anni ottanta. Sono rimasto sbalordito. Non solo perché quasi la proiettavo in aria per quanto fosse così leggera, ma perché i ragazzi di Desenzano del Garda sono riusciti a realizzare un prodotto che in termini di peso, se la gioca con le bici in carbonio più leggere presenti sul mercato, ma con la peculiarità che le loro bici sono realizzate per permettere di esprimere al meglio la potenza generata dal proprio corpo e tradurla in velocità. Capite ora la scelta di aprire solo negozi monomarca, il contenuto è talmente sartoriale e tecnologico che non può esserci paragoni. Provate ad indossare una camicia confezionata standard e a farvene realizzare una su misura, cominciando proprio dalla scelta dei materiali. La differenza è abissale.

IMG_8680

Andiamo allo store: accogliente, con molte bici a disposizione ai test, due vetrine al piano terreno e un piano -1 che sarà presto destinato a spazio eventi.

Pian piano che Luca con pazienza mi racconta, il mio interesse cresce e la smania di pedalare prende il sopravvento, in un attimo siamo già d’accordo e l’indomani ci troveremo per pedalare assieme, così potrò finalmente provare la Aracnide Acciaio, test che presto troverete on line del quale gira già una preview.

Se siete come me feticisti dei materiali come acciaio e titanio, amanti dei dettagli e vi piacciono le bici, andate a fare un giro nel Concept Bike Store di T°RED.

 

GPTempDownload 30

Stay tuned.

IronMario

 

 

Test J-emm 5.Cinque alla 12h Cycling Marathon di Monza!

Ormai sapete benissimo che non faccio fatica a fare conoscenza con le persone e devo dire che ne conosco veramente tante. Un giorno parlando con il mio amico Ivano, Run4food.it per intenderci, mi dice: sai Iron che ho un amico Claudio, con il quale facevo i raduni con il Burgman che ha un negozio di bici e ha un prodotto Italiano che secondo me dovresti provare.

Detto fatto, un anno dopo ecco l’occasione giusta, vengo coinvolto da Run and the City  con altri 9 amici e colleghi alla 12h Cycling Marathon di Monza, esperienza per la quale non smetterò mai di ringraziarli, penso quale migliore occasione per provare la Bici che ha Claudio? Quindi lo chiamo, gli racconto della 12h e che mi piacerebbe testare il prodotto.

La J-emm, bici totalmente Italiana realizzata nella terra motoristica italiana per eccellenza, Reggio Emilia.  Claudio immediatamente mi dice di si e di passare a prendere la bici.

IMG_8531

La J-eem 5.Cinque è una bici aero sartoriale!                                                                      Materiale Telai: 1K t1000, Honeycomb T4, Carbo-Ti, Carbo-Titanio. Bici top di gamma proposta e adatta a ciclisti professionisti che cercano rigidità torsionale e prestazioni fluide estreme, la 5.Cinque è perfetta per la velocità. Rigidità torsionale e fluidità grazie alla tecnologia CARBO-TITANIUM combinata con la struttura Honeycomb rende il telaio CARBO-TITANIO 5.CINQUE ideale per tutti gli usi di gara e per ciclisti esigenti, ottimizzando le prestazioni atletiche.

Telaio con reggisella aerodinamico

  • Forcelle J-emm su misura
  • Peso telaio 1050 gr
  • Freno: V-brake
  • Massima aerodinamica tra il tubo obliquo e la ruota
  • Misure standard: S-M-L-XL. * Anche su misura
  • Telaio certificato dall’Istituto Malignani ISO 4210-6
  • Garanzia a vita
  • Certificazione 100% MADE IN ITALY IT01

IMG_8553

Queste le note caratteristiche della 5.Cinque, una bici dotata di una incredibile rigidità strutturale che riesce a trasmettere un feeling immediato con il mezzo anche quando non lo si è mai provato prima.

Andiamo alla gara. E’ venerdì alle ore 16:00 mi avvio per l’Autodromo di Monza dove alle 19:30 partirà al 12h. Arrivato al parco, procedo fino al parcheggio dietro il paddock, devo dire che da sempre una sensazione adrenalinica arrivare in auto a Monza dentro l’autodromo. Una volta parcheggiato, scarico lo zaino con i viveri, i cambi e tutto quello che mi serve per affrontare in serenità questa gara. Mentre tiro giù la bici dall’auto, realizzo che sto per andare a fare un gara di 12h con una bici con la quale non ho mai pedalato. Sono un pazzo. Poi mi dico ma no dai se c’è qualcosa che non va me ne accorgerò subito dalle prime pedalate ho 12 ore per regolare tutto, sereno Mario.

In effetti alla fine non ho spostato di un centimetro ne la sella, ne il reggi sella, ne tantomeno l’attacco manubrio. La bici mi calzava a pennello. Una volta recuperati i pettorali ci dirigiamo verso il box numero 15 siamo due squadre da 5 miste 5 donne e 5 uomini.

70243259_10217941422680736_8275965640779497472_n

Decidiamo di cominciare a pedalare un’ora ciascuno, partirà Sergio a seguire Karen, poi Cristina, a me toccherà il 4° turno e chiuderà le prime Cinque ore Luca.

IMG_8568

Così Parte la gara e l’adrenalina è a mille, stare nei box dove in genere stanno le F1 o le superbike è incredibile, sembra una gara di endurance motoristica dove pero i motori sono i nostri corpi. Le altre squadre, quelle con il coltello fra i denti seguendo la regola che da quest’anno impone di poter rientrare ai box solo dopo due giri sul traguardo si danno cambi ravvicinati appunto ogni 3 giri, altre squadre decidono di darsi turni fissi ogni tot ore di pedalata noi optiamo per una strategia mista, dopo le prime cinque ore di gara cominciamo ad alternarci ogni tre giri. E la JEMM? La 5.Cinque è pronta, quando arriva il mio turno parto deciso vedo arrivare la mia compagna di squadra nella pit-lane e parto, da regolamento devo stare fermo e con il piede a terra, non tutti faranno così, e devono passare non meno di dieci secondi dall’ingresso all’uscita del compagno.

fc9a1cc3-3cde-4ec1-bfad-71d0785689b3

Accendo le luci che mi ha prestato Marco esperto ciclista e ultraciclista, sono potenti e ben proporzionate, decido di non spingere a tutta sono freddo, non posso bruciarmi le gambe, in un batter d’occhio mi trovo fuori dai box e in pista sembro una moto da corsa con un faro che illumina tutta la pista e gli alberi, do un occhio alla velocità e sono già a 36km/h, ragazzo calma mi dico devi girare per un’ora e non hai mai pedalato nell’autodromo ne con questa bici, anche se tutto mi sembra così semplice. La 5.Cinque copia ogni tuo singolo movimento e ha la capacità di tradurre l’energia in velocità. L’asfalto drenante a trama grossa scorre via veloce e anche io comincio a superare nel silenzio della notte alcuni ciclisti che affrontano la gara in solitaria o a velocità inferiori.

Pedalare nella notte in sicurezza e nel silenzio è uno spettacolo, stranamente mi sento molto comodo su questa bici e riesco a stare in presa bassa a mio agio. La mia ora letteralmente vola, ed è già tempo di rientrare, imbocco la pit-lane, superato il tappeto con il cip noto che ci sono addetti delle altre squadre che con radio o telefoni avvisano i vari componenti delle proprie squadre dell’arrivo del compagno in modo da ottimizzare i tempi di transizione, quindi decido di affidare il mio segnale ad un fischio con le dita in bocca, fischio che rimbomba in tutto il paddock, Luca è già pronto e gli urlo VAI LUCA! Lui mi riconosce associa il fischio alla voce e parte, da li utilizzerò il fischio per il cambio e funzionerà alla grande. Mi fermo davanti al box, i compagni mi chiedono com’è andata e io riesco a dire solo è una figata, è una figata! Vado fino in fondo ai box pedalando agile e torno indietro per non fermarmi subito dopo questa bella pedalata intensa. Entro nel box in bici, la parcheggio e rimango li a guardarla. Cara J-emm sei una sorpresa, non mi aspettavo una pedalata così facile e un feeling così diretto.

Nel circuito subito dopo il rettilineo dietro i box c’è la parabolica, che porta sul rettilineo finale dove c’è il traguardo, ecco questo pezzo che va dalla parabolica a tutto il rettilineo, ha una leggera falsa pendenza in salita, poca roba, però si fa sentire nelle gambe, anche alle mie, dopo i primi giri noto con piacere che in termini di energia chi mi pedala attorno fa molta più fatica, io con la J-emm 5.Cinque, riesco ad ottimizzare la parabolica e uscire più forte, soffrendo meno il falso piano, di sicuro non è merito delle mie gambe.23798_01-parabolica-di-monza

C’è una salitina più decise in autodromo che si torva fra la Curva del Serraglio e La variante Ascari, quella che per intenderci passa sotto il ponte, ecco li con la 5.Cinque guadagnavo bene un pò perché la salita è preceduta da un discesa dove mi buttavo a 45/50 km/h, un pò perché se si affronta bene la variante Ascari, il rettilineo dietro i Box lo fai a bomba!

autodromo-monza-JCE2qxs6d7kVRl1.jpg

Le prime cinque ore passano fra risate, focaccia, birra, caffè, bresaola, pasta party e commenti sulla Jemm tutti quelli che entravano ai box buttavano l’occhio sulla ragazza.

8A369EDE-BC41-4296-BE9F-E8336425A8B2

In uno dei turni da 3 giri esco a notte fonda, nei box gli atleti non impegnati riposano nei sacchi a pelo, fanno i rulli perché da li a breve toccherà a loro, io pedalo sento il respiro e il faro illumina anche il bosco che fa da cornice alla pista, affronto due giri in totale desolazione solitaria, supero qualche concorrente, non una ruota buona sulla quale attaccarsi, all’inizio del giro di rientro sul rettilineo non faccio in tempo ad affrontare la  la prima curva che percepisco alle spalle qualcuno sta arrivando bello allegro, la sua luce si avvicina veloce, sono già sui 35 km/k tolgo un dente mi alzo sui pedali e mi metto a spingere per infilarmi in scia non appena mi passa, ha un body con su scritto Cinelli-Sis, mi attacco alla morte, sta andando sui 43/45 km/h facciamo un paio di curve assieme, cioè lui tira io modello zainetto, la facilità di pedalata che mi da questa bici mi fa imbizzarrire dalla gioia, arrivato ad un certo punto il mio traino si volta e con un accento marcatamente veneto mi fa ce la fai a darmi un cambio, 😀 io sorrido e gli dico Zio vai quando hai bisogno io ci provo vediamo cosa riesco a fare, 200 metri alla prima di Lesmo si sposta a sinistra e con un cenno del gomito mi dice vai, io mi fiondo mettendo qualche watt in più sul pedale, per fortuna riesco a tenere botta, siamo sui 42-45 all’ora, tutto questo fino alla discesa prima della variante ascari dove metto l’11 e raggiungiamo 55km/h, nella salitina mi supera di slancio e mi dice, dai dai dai che ne hai, seguimi, gli sto in scia per metà del rettilineo momento in cui gli do un cambio fino alla parabolica, poi gli dico io devo uscire qua, ma sei il primo? Lui risponde SI grazie!

Tutto soddisfatto rientro ai box supero il tappeto e fischio, Luca sa già e parte. Avrò per i prossimi 15 minuti il sorriso ebete di chi si è fatto un giro di pista con il primo, ne avrei avuto per continuare a stara con lui? No, però che figata.

Detto questo la 5.Cinque dovete provarla per capire quanto vi aiuta nell’azione, quando mettete giù il rapporto e spingete lei schizza in avanti senza pietà, quando non siete in scia grazie alla sua aerodinamica, riesce a farvi pedalare con il minimo dispendio energetico.  Sono contento che ci siano ancora persone in Italia che riescano, ancora, a realizzare prodotti frutto di passione e ricerca.

Grazie Claudio, grazie J-emm e grazie Run and the City per questa bellissima esperienza.

IMG_8597

Se volete provare la 5.Cinque scrivetemi!

IronMario

 

Garmin presenta i nuovi modelli FORERUNNER.

GARMIN leader di mercato nel settore degli smart sportwatch, allarga la famiglia dei Forerunner con tre nuovi modelli presentati alla stampa di settore nella location milanese dei Canottieri Olona.

Ecco i tre nuovi modelli:

 

 

Moltissime le novità che caratterizzano le tre nuove versioni

45

Forerunne 45 e 45S.

Dedicati a chi si avvicina alla corsa per la prima volta. Facili e intuitivi, hanno, rispettivamente, una cassa da 42 millimetri e da 39 millimetri. Sono pensati per essere indossati 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per monitorare passi, distanze, calorie bruciate, qualità del sonno, e non solo. Infatti, grazie al monitoraggio dello stress e la registrazione dell’energia Body Battery™, gli utenti possono concentrarsi sulla propria salute e pianificare meglio la propria giornata per ottimizzare i tempi di attività, allenamento e riposo. Infine, integrando dodici profili di altrettanti sport diversi, Forerunner 45 è perfetto non solo per la corsa, ma anche per la bicicletta, l’ellittica, l’attività cardio, lo yoga e altro ancora. I nuovi Forerunner 45 e 45S hanno una batteria con autonomia fino a 7 giorni in modalità smartwacth e fino a 13 ore in modalità GPS e sono disponibili a un prezzo consigliato al pubblico di 199,99 euro.   

Forerunner 245 e 245 Music

245Pensati per chi ha sempre un obiettivo da raggiungere, e superare, i nuovi 245 prevedono nuove e innovative funzioni dedicate alla corsa. Tramite Garmin Coach sono in grado di fornire allenamenti personalizzati per portare a termine con successo e buoni risultati competizioni sulle distanze dei 5km, 10km, e della mezza maratona. Inoltre, In base ai dati registrati, il 245 è in grado di stimare il tempo di gara. Le innovative funzioni fisiologiche avanzate permettono di misurare il valore VO2 Max, il tempo di recupero, la tipologia, aerobico e anaerobico, e il carico di un allenamento e altro ancora. Sono naturalmente compatibili con le fasce cardio Garmin e con il Garmin Running Dynamics Pod, così da fornire indicazioni e dati ancora più dettagliati grazie alle dinamiche di corsa avanzate, tra cui cadenza, tempo di contatto con il suolo e oscillazione verticale. Molto interessante la funzione che prevede anche un sistema integrato di riconoscimento e rilevamento in caso di incidente durante l’attività sportiva, che invia, se connesso al proprio smartphone, in tempo reale un messaggio di allarme con la posizione in cui ci si trova a dei contatti preselezionati. Dotato di rilevazione cardiaca al polso con tecnologia Garmin Elevate, giunta alla terza generazione e quindi ancora più accurata, integra pulsossimetro Pulse Ox che permette agli utenti di rilevare e analizzare la saturazione di ossigeno nel sangue. Sempre grazie al cardio al polso consente inoltre di registrare e indicare i momenti di stress maggiore. La funzione Body Battery™invece permette di misurare in qualsiasi momento la quantità di energia del proprio corpo, così che l’utente sappia quando è il momento giusto per fare attività fisica o per riposare. Il solo modello Forerunner 245 Music prevede anche una memoria interna sulla quale è possibile caricare i propri brani musicali preferitida ascoltare con cuffie Bluetooth compatibili; la funzione Music è compatibile con i sevizi di streaming musicale di Spotify® e Deezer, scaricabili sul dispositivo tramite la piattaforma Garmin Connect IQ™ Store. Ha una batteria con autonomia fino a 7 giorni in modalità smartwatch e fino a 24 ore in modalità GPS.

I nuovi Forerunner 245 e Forerunner 245 Music sono disponibili rispettivamente a un prezzo consigliato al pubblico di 299,99 euro e di 349,99 euro.

Forerunner 945

945.pngTriatleti, questo il mondo al quale è destinato il nuovo Forerunner 945. Il  mondo della multi-disciplina da sempre richiede strumenti molto specializzati, ed è per questo che Garmin ha progettato questo nuovo 945  con ricezione GPS, GLONASS e Galileo. Per aiutare gli atleti a spostare sempre più in alto l’asticella delle proprie prestazioni, Forerunner 945 prevede innovative e ancora più specifiche funzioni, come il calcolo del valore VO2 Max e quello del carico di allenamento che suddivide la cronologia degli allenamenti svolti in categorie relative al grado di intensità e di sforzo effettuato. Traccia inoltre i tempi di recupero e fornisce indicazioni su dinamiche avanzate di corsa, tra cui cadenza, tempo di contatto con il suolo, oscillazione verticale ed altri dati fondamentali. Inoltre, l’innovativa nuova analisi del Training Load consente, con un colpo d’occhio, di studiare graficamente l’andamento dei tuoi progressi e quali zone di lavoro sono ancora da migliorare. Forerunner 945 offrirà un target da raggiungere basato sul trend delle tue sessioni con un semplice suggerimento sul display direttamente dal widget del Training Status.  Forerunner 945 prevede un sistema integrato di riconoscimento e rilevamento in caso di incidente durante l’attività sportiva, che invia, se connesso al proprio smartphone, in tempo reale un messaggio di allarme con la posizione in cui ci si trova a dei contatti preselezionati. Compatibile anche con le fasce cardio Garmin HRM-Dual, Garmin HRM-Swim, Garmin HRM-Tri e Garmin HRM-Run, ha rilevazione cardiaca al polso con tecnologia Garmin Elevate, giunta alla terza generazione e quindi ancora più accurata. Novità è il pulsossimetro Pulse Ox che permette agli utenti di rilevare e analizzare la saturazione di ossigeno nel sangue. Con cartografia integrata, Forerunner 945 prevede anche una memoria interna sulla quale è possibile caricare i propri brani musicali preferiti da ascoltare con cuffie Bluetooth compatibili, o di ascoltarle tramite i sevizi di streaming musicale di Spotify®e Deezer, scaricabili sul dispositivo tramite la piattaforma Garmin Connect IQ™ Store. Inoltre, prevede pagamenti contactless direttamente dall’orologio grazie alla funzione Garmin Pay™. La batteria ha un’autonomia fino a due settimane in modalità smartwatch, fino a 36 ore in modalità GPS e fino a 10 in modalità GPS con musica.

Il nuovo Garmin Forerunner 945 è disponibile a un prezzo consigliato al pubblico di 599,99 euro. Prevista anche una versione triathlon, con fasce cardio HRM – Swim™ e HRM – Tri™ e un kit a sgancio rapido, ad un prezzo consigliato al pubblico di 799,99 euro.

Che ne pensate se lo testiamo?

IRONMARIO

 

Linus e Deejay Ten, Intervista Esclusiva.

Manca poco alla Deejay Ten 2018. Ho chiesto a Linus come ci si sente ad essere l’artefice di moltissimi esordi sportivi.

Foto e copertina di Alessandro Vona.

IronLinus 2_alta.jpg

Anche io ho esordito come runner alla Deejay Ten. Il ricordo che ho della mia prima Deejay Ten, è quello di una festa, di una corsa spensierata con gli amici fra le vie di Milano. Da lì in poi i passi successivi sono stati tanti e questo blog ne è la testimonianza. Ho chiesto a Linus, come ci si sente ad essere l’artefice di moltissimi esordi sportivi e molto altro. Buona lettura.

IMG_5147
M.
Sono passate molte edizioni dalla prima Deejay Ten Milano. Negli anni sono cambiati il percorso e gli sponsor, ma immutato è rimasto lo spirito di questa gara. Come si fà a mantenere integra l’essenza di un evento che nel corso degli anni inevitabilmente subisce dei cambiamenti?
L.
Sono cambiate tante cose in questi 14 anni (percorso e numero dei partecipanti, per esempio) ma siamo sempre gli stessi a gestire il tutto, e abbiamo sempre ben chiaro il concept, che è quello di un evento che faccia tornare a casa la gente col sorriso. E quindi deve essere bella ma soprattutto bene organizzata. E su questo credo nessuno possa competere, almeno qui in Italia. 
IronLinus 3_alta.jpg
La Deejay Ten per molti runners, rappresenta la prima gara di corsa della vita, lo è stato anche per me. Molti iniziano a correre in vacanza o subito dopo e inevitabilmente la Deejay Ten diventa il primo obiettivo stagionale, creando così, con i neofiti, un legame indissolubile. E’ stata una cosa pensata posizionare la data dell’evento ad ottobre oppure il tutto è avvenuto per caso?
No, la scelta del periodo è proprio legata a questo legame inevitabile tra la scoperta della corsa durante le vacanze e la messa in pratica una volta tornati in città. Aggiungo che l’inizio dell’autunno è per tutti il periodo più bello per correre.
Come ci si sente ad aver dato i “natali sportivi” a moltissimi atleti che, come me, non solo sono andati avanti con la corsa, ma hanno seguito un’evoluzione che li ha portati a raggiungere traguardi diversi e ben più duri.
Io quest’anno ad esempio ho tagliato il traguardo del mio primo IRONMAN e non ti nego che dentro c’è un po’ di Deejay Ten, Aldo Rock e Linus.
E’ quello che si chiama circolo virtuoso, io ho iniziato “per colpa” di Aldo, tanti (come te) hanno iniziato per colpa mia. E’ un contagio “buono”, basato sull’entusiasmo di chi te ne parla. Quindi ne sono felice, molto.
IMG_1422
Sembra che tutto quello che ruoti attorno alla Deejay Ten, abbia lo scopo di promuovere lo sport. Nel 2016 mentre giravo con mia figlia, di poco più di tre anni, per il Deejay Village, mi è capitato di partecipare ad un Contest in uno stand, ed essere scelto come Ambassador per gareggiare alla London Virgin Marathon. Promuovere lo sport è una cosa che chiedete in qualche modo ai vostri sponsor, oltre alle classiche attività di marketing previste per loro?
A chi sposa la nostra causa chiediamo di essere coerente, in questo il messaggio della Deejay Ten è molto chiaro. Ed è quello di uno sport democratico, socializzante e sorridente.
IronLinus 7_alta.jpg
Parlavamo di evoluzione dei runners, pochi giorni fa si è conclusa la seconda edizione della Deejay 100, la gran fondo di ciclismo che ha visto numerosissimi partecipanti e un bel successo per la manifestazione. La Deejay 100, assieme alla Deejay Tri e alle varie Deejay Ten, ormai sono diventati dei capisaldi nei calendari delle manifestazioni nazionali. Quale sarà la trasformazione, ci saranno altre nuove manifestazioni, dobbiamo aspettarci anche una Deejay Trail o Obstacole Race?
No, no, tranquilli, al momento dovrebbero essere sufficienti quelle che organizziamo. Oddio, prima o poi mi toccherà mettere in piedi una Deejay Dog, vista la presenza invadente del mio cane nella mia vita (e quindi anche in quella degli ascoltatori) o un bel Golf Like a Deejay, che magari mi aiuta a conservarmi un po’ meglio.
IronLinus 4_alta.jpg
Parlando di “spirito sportivo”. Ho avuto la fortuna di correre all’estero e ho notato uno spirito differente rispetto a quello che vedo a Milano, nelle persone e nei quartieri che vengono interessati dalla manifestazioni sportive. Sembra che all’estero sia l’occasione per fare festa, scendere in strada e partecipare, in qualche modo è visto come un’opportunità. A Milano invece, sembra quasi che si dia fastidio. Lasciando da parte le polemiche, quale potrebbe essere, a parer tuo, la chiave di volta per far cambiare questo meccanismo?
I due grossi problemi delle corse in città (in particolare a Milano) sono la comunicazione e l’affollamento. Troppo spesso manca un po’ d’informazione, ma soprattutto ci sono troppe corse sugli stessi percorsi. A New York solo la Maratona occupa una parte delle strade cittadine, la Mezza Maratona parte alle sette di mattina e le altre sono tutte dentro il perimetro di Central Park.
Qualche anno fa c’è stata la scelta di non fare più la competitiva. È stata una scelta dettata dal numero sempre crescente di partecipanti o semplicemente non si sposava più con lo spirito della manifestazione?
Diciamo che c’era troppa distanza tra i cento duri e puri super competitivi e super cavillosi e gli altri trentamila. A noi piace l’idea di una festa, se lo scopo è fare il tempo o vincere un prosciutto ci sono mille altre gare.
Cosa diresti a chi non ha mai provato l’adrenalina di partecipare ad una gara, pur avendone le possibilità fisiche, per invogliarlo a correre?
Che non c’è occasione migliore della Deejay Ten. A volte mettersi un numero sulla maglietta sembra sottintendere chissà quale aspettativa, ma qui nessuno vi guarderà male se non volate come un keniano.
Lo sport per Linus, dal punto di vista personale, cosa rappresenta?
La cosa più mia in assoluto. Di quello che faccio correndo, pedalando o nuotando sono responsabile solo io. In più è una dimensione parallela e alternativa in cui a volte mi trovo proprio a rifugiarmi. E’ il collegamento con il mio IO più profondo.
Mi piacerebbe in qualche modo ricambiare la spinta motivazionale che ci dai con le manifestazioni, con i programmi e gli argomenti che tratti alla radio. Da moltissimi anni, corri, pedali e nuoti. Lo sport è parte della tua vita. Cosa può fare “IronMario” per farti esordire in un triathlon?
Ci sono andato vicino un sacco di volte, all’inizio il limite era l’acqua, poi ho risolto i problemi col nuoto e sono cominciati quelli con la corsa. Ora sto abbastanza bene, ma sono troppo vecchio…
Caro Linus,
anche Charles Bukowski, pur avendo pubblicato racconti e articoli in varie riviste letterarie durante la sua vita, ha pubblicato il suo primo romanzo “Post Office” all’età di cinquantuno anni. Quindi, quando e se deciderai di esordire in un gara di Triathlon di qualunque distanza, faccelo sapere perché io ci sarò!
Grazie per l’estrema disponibilità, ci vediamo alla partenza!
IronLinus 8_alta

IronMario