Cocktail Esplosivo!

Tre bici da Triathlon a confronto.

Ingredienti:

  1. Una Pista chiusa al traffico.
  2. Due matti: uno legato con due macchine fotografiche dentro il portabagagli di una Jeep V8, l’altro alla guida.
  3. Tre amici Triatleti Pro con le bici che usano in gara.
  4. Shakerare con forza.

Le riviste di settore non fanno le comparative di bici. Dicono che non è semplice trovare bici con le stesse caratteristiche. Dicono che non è facile organizzarsi. Dicono che le case di produzione non ne sarebbero contente. Dicono che il reparto commerciale delle stesse riviste non ne vuole nemmeno sentire parlare, perché poi avrebbero difficoltà a vendere alle stesse case gli spazi pubblicitari. Dicono, dicono… dicono cazzate! La verità è che è molto più semplice parlare bene di tutti e non esporsi. Così sono tutti felici e nessuno si lamenta. Polemica finita. Oh, mi raccomando, da domani tutti a fare comparative!


Volevo fare un articolo in stile “Motociclismo”. Avete presente quelle belle comparative in pista con le “supersportive” oppure con le “endurone”? Ecco, ne volevo fare una così ed in parte ci sono riuscito. Certo, le bici non sono come le moto. Le bici sono su misura e devono adattarsi all’atleta. Quindi per carpire i segreti di un mezzo così particolare sono andato a chiedere consiglio a chi con le bici vince le gare spremendole al massimo. Un po’ come se fossi andato da Valentino o da Marquez a farmi raccontare qual è il dettaglio che fa la differenza.

I tre ai quali mi sono rivolto sono davvero forti: se sommassimo i Watt che riescono ad esprimere con i loro mezzi, probabilmente potremmo illuminare una qualsiasi piazza di una qualunque città.

Detto questo passo a raccontarvi il cocktail che sto per servirvi.

La pista di Brenno, Costa Masnaga, su gentile concessione dell’UC Costamasnaga. Io quella pista la conosco bene, sopratutto la durezza dell’asfalto :D. Non è un ovale e basta, c’è uno strappo in salita, c’è una discesa e ci sono delle belle curve. Ad ottobre del 2016, durante una gara a cronometro, avevo fatto un bel volo, rompendomi in due parti il capitello radiale del braccio sinistro. A giugno del 2017, dopo l’operazione per raddrizzare il braccio che non ve voleva sapere di tornare a posto, sono tornato sul “luogo del delitto” grazie alla disponibilità dei tre amici atleti e con il fotografo Alessandro Vona ho voluto che fosse sede di questo articolo!

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I ragazzi si sono divertiti001_VON6021.jpg

Le Bici

Trek Speed Concept 9.9003_VON7424

Ceepo Katana004_VON5319

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Dati Tecnici

Ivan Risti e Trek Speed Concept 

 

Telaio
Trek Speed Concept 9.9 taglia M colore nero
Gruppo
Shimano Dura Ace Di2
Pedivella 172.5
Guarnitura 53-39
Sella
Tritone Mistica carbon prototype
Ruote
Bontrager aeolus 7 TLR
Bontrager aeolus 9 TLR
Coperture
Michelin power clincher
Michelin PRO 4 tubular
Pedali
Speedplay
Peso bici completa taglia M 8,13kg
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Trek Speed Concept 9.9

Federica De Nicola e Ceepo Katana

 

Telaio
Ceepo Katana Misura S
Gruppo
Shimano Ultegra 11V Di2
Pedivella 172.5
Guarnitura 53-39
Sella
Adamo Attack
Ruote
Zipp 404 ant
Zipp 808 post
Coperture
Continental Competition
Continental Gatorskin
Peso telaio 1.080 g
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Ceepo Katana

 

Matteo Fontana e Kuota Kalibur

 

Telaio
Kuota Kalibur misura M
Gruppo
Sram Red 11V
Pedivella 172.5
Guarnitura 54-42
Sella
Selle Italia Iron Carbon
Ruote
Deda 80
Lenticolare Deda
Peso Telaio 1.320g
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Kuota Kalibur

Come vanno, la parola di chi le spreme in gara

Ivan Risti006_VON8015

“La Speed Concept è una bici molto prestante, in particolar modo nei tratti pianeggianti e vallonati, molto veloce e aerodinamica, ha una notevole risposta agli alti vattaggi: quando inizi a spingere in pianura risulta molto lineare e molto veloce. Rispetto alla mia precedente bicicletta c’è un fattore in comune, ed è l’adattabilità alla posizione. La Speed ti permette di raggiungere nella parte frontale posizioni migliori, posizioni più aerodinamiche e più confortevoli.  Naturalmente io cerco più la prestazione, ma per chi volesse una posizione più comoda, per affrontare percorsi di 180 km o più lunghi la Speed dà anche questa possibilità. Se dovessi pensare ad un aspetto negativo sicuramente questa bici così estrema non è adatta a percorsi altimetricamente più impegnativi, quindi sui tratti in salita, del resto un po’ come tutte le bici da crono.

 

 

Federica De Nicola008_VON8145

“La Katana è una bici facile, per natura è adatta sia ai tratti pianeggianti che a quelli vallonati, anche quando le pendenze aumentano è una bici che sa essere efficace, prova ne sia il fatto che mi ha consentito di vincere, nella categoria 18-24, l’IRONMAN France dove il percorso bici ha una bella altimetria + 2000m. La seconda frazione è il mio punto di forza e non vi nego che spesso mi diverto un sacco a pedalare sulla Katana anche in gara. Fra i punti di forza oltre alla velocità e all’adattabilità della posizione, io in una bici cerco la possibilità di smontarla, metterla in valigia e poterla rimontare senza fatica.  Per me è fondamentale non dovere impazzire ogni volta che parto per una gara. La Katana si è dimostrata un’ottima compagna di avventura.”

 

Matteo Fontana010_VON8250

“La Kalibur è una bici sorprendente, è molto adattabile sia al percorso, si riesce ad allungare o accorciare a seconda delle caratteristiche, che alla persona, consentendo di raggiungere la posizione ideale che possa consentire una pedalata efficace e confortevole allo stesso tempo. Personalmente io ci faccio anche le ripetute in salita. Pedalo da quando ero piccolo e sono molto esigente quando si tratta di bici, per me il feeling dev’essere totale. La Kalibur è una lama affilata, riesce a farti mettere a terra tutto quello che hai nelle gambe. Ha detenuto il record del percorso di Kona per molto tempo. Io la sento come una seconda pelle, quando sono in sella mi diverto un mondo. Oltre ad essere dinamicamente efficace è anche bella.”

 

DETTAGLI

 

 

QUALE SCEGLIERE

TREK
La Speed, essendo top di gamma, anche a livello di componentistica è decisamente un gradino sopra le altre. La pulizia delle linee e la scelta dei materiali la rendono punta di diamante della casa americana. Anche se il prezzo è impegnativo, ricordiamoci che stiamo parlando di top di gamma e che sul mercato esistono bici anche più care.

Perché sceglierla: se si vuole avere una bici top di gamma, estrema e studiata per la velocità, bella esteticamente e dedicata alle distanze “Full o Half” dove conta la velocità in pianura e l’aspetto aerodinamico.


CEEPO
La Katana è un gradino sotto la Viper-R, top di gamma della casa, dalla quale differisce per geometrie e peso. Risulta più adatta a percorsi misti dove i vallonati e le salite si fanno sentire e la maneggevolezza della guida in discesa viene premiata.

Perché sceglierla: se si vuole un mezzo unico per tutte le gare, affidabile ed essenziale, che vi conduca al traguardo.

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KUOTA
La Kalibur è un must nel Triathlon: la sua essenzialità la rende adattabile a tutti i tipi di percorso. Anch’essa non è la top di gamma della casa (che è la KT-05), ma ha detenuto il record del percorso di Kona per un lungo periodo ed è sul campo da molti anni proprio perché il progetto è vincente. Nel tempo ha saputo evolversi, migliorandosi senza per questo perdere la caratteristica di bici accessibile a tutti!

Perché sceglierla: Perché è un mezzo affidabile, solido e concreto, senza fronzoli, per gente che bada solo a menare! Non da meno, il prezzo la rende appetibile e alla portata di tutti.


PREZZI

Trek Speed Concept  Prezzo: € 11.299,00

Ceepo Katana 2017 Prezzo KIT SOLO TELAIO: € 2.790,00 

Kuota Kalibur 2017 Ultegra 11V (53/39, 11-28) € 4.299,00

GALLERY

 

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Testi: Mario Giaquinta
Foto: Alessandro Vona

IronMario

 

Il Dietro le quinte….

 

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Dietro, dietro le quinte… 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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 IronMario 

IRONMAN FRANCE, dal racconto di chi l’ha vissuto e vinto. FEDERICA DE NICOLA!

Conosco Federica da qualche tempo, ci incrociamo spesso al mattino, molto presto, quando entrambi ci alleniamo. E’ una ragazza giovane, seria e determinata, ho avuto modo di scambiare con lei due parole, alla partenza della Maratona di Londra e devo dire che sono rimasto stupito per il suo modo di essere con i piedi ben piantati a terra e nonostante la giovane età con le idee ben chiare.

Le ho chiesto di raccontarci come ha vissuto questo viaggio incredibile dell’IRONMAN di Nizza, uno dei più duri del circuito Eurpe che Federica ha vinto nella categoria 18-24 in modo strepitoso e mi ha detto subito si, aggiungendo “mi mette a disagio tutto questo focus su di me in questo momento”….

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Ecco cosa ci ha Raccontato ….

“…..Caso vuole che ci sia una ricorrenza di date in questa occasione: io ho fatto la mia prima gara di triathlon a Rapperswil il primo week end di giugno del 2014. Un 70.3 preparato a caso in un mese, per scommessa, con lo scopo di finirlo e non avendo idea di cosa fosse davvero il mondo del triathlon. Due anni esatti dopo mi ritrovo a fare il mio secondo Ironman alla volta di Kona! Incredibile come in poco tempo le prospettive e le passioni possano cambiare!!

L’Ironman Nizza per me non era l’obiettivo stagionale, era una gara test in vista del Mondiale di kona. Siccome kona è conosciuta come la gara più impegnativa del circuito, mi sono iscritta a Nizza perché è rinomata per essere una delle gare più ardue in Europa, in modo da prepararmi psicologicamente (e fisicamente) al campionato del mondo. Questa volta conoscevo la distanza, sapevo la fatica che si prova in un Ironman e che la cosa fondamentale e riuscire a mantenere sempre quel 5% di energia come asso nella manica in caso di imprevisto. Il percorso bike è un giro unico con 2100m di dislivello, con una salita di 20km come difficoltà maggiore, ma ricco di discese tecniche e tratti mossi che richiedono continui cambi di ritmo. Ero già venuta a provare il percorso, quindi un’idea delle pendenze ce l’avevo già.

Dopo questa premessa, ecco la mia esperienza gara.

A me piacciono le sfide, penso che più sono ardue, più sono gratificanti. Questo percorso sarebbe stato mio, era la mia gara. I giorni prima non nascondo di essere stata tesa: il meteo non prometteva nulla di buono, pioggia, freddo, a volte persino grandine! In più vento e mare mosso, cosa che mi inquietava visto che non sono una grandissima nuotatrice.. Ma le condizioni avverse ci sono per tutti, sarebbe andata in un modo o nell’altro.

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La mattina della gara sono arrivata in zona cambio alle 5.30, concentrata, tenendo a mente tutta la strategia preparata i giorni prima con il mio allenatore e non sentendomi mai sola, pensando ai miei amici che mi avrebbero seguita durante la gara. Gonfiate le gomme (mi hanno pure rubato la pompa quella mattina!), attaccate le barrette e indossata la muta, mi sono infilata nel mio settore del rolling start, il più veloce, meglio avere intorno gente esperta anche più veloce di me in grado di spronarmi a dare il meglio.

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Via, partiti. I primi 500m ho preso tantissime botte in mezzo alla tonnara, ma il mare era calmo e riuscivo a mantenere una buona traiettoria, quindi preso il mio ritmo ho cominciato a nuotare con un gruppetto di persone e sono riuscita ad uscire senza tirarmi il collo in 1h secca.

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Il cambio è stato veloce, sono partita in bici forte perché sapevo di aver davanti una ragazza della mia categoria e non avevo intenzione di rallentare finché non l’avessi presa. Fortunatamente già al ventesimo km l’ho raggiunta, quindi poi mi sono assestata sul mio ritmo e ho affrontato il percorso. Sono riuscita a mangiare e bere bene, le condizioni atmosferiche erano fredde, ma sono stata abbastanza fortunata da non prendere neanche una goccia d’acqua. Ho sentito che gente che ci ha messo un po’ più di me che ha preso addirittura la grandine!! Non mi sono annoiata neanche un secondo per tutti i 180km: salite, discese, cambi di ritmo, strade strette e non sempre chiuse al traffico che richiedevano grandissima lucidità.

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Le gambe c’erano e la testa anche, stavo proprio bene. Il percorso è meno duro se ci si diverte in gara, Nizza è impegnativo perché spaventa molto psicologicamente! La seconda frazione è volata, quando ho cominciato a correre c’era il sole, mi sentivo bene e piena di energie.

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Ho visto una donna che correva e l’ho affiancata, salvo poi accorgermi che era la prima assoluta e che se avessi tenuto il suo ritmo probabilmente sarei morta, quindi ho rallentato un pochino e mi sono assestata sul mio passo, stando bene attenta a fermarmi qualche secondo a tutti i ristori. I primi due giri sono andati via agili, la promenade cominciava a riempirsi sempre di più, gli italiani a fare il tifo ed incitarmi erano tantissimi. Al terzo giro ha cominciato a piovere e la temperatura è scesa di netto, il che non è stata una gran cosa per il mio intestino, che mi ha costretta a 3 soste in bagno nel giro di 7km. È stata una prova di testa più che fisica, perché passi la sensazione sgradevole, ma non è facile continuare a correre così! Fortunatamente mi sono ripresa e sono riuscita a tornare ad un buon ritmo di corsa, però fermandomi a prendere sali e integrare il più spesso possibile, sapendo di aver perso energie e che la maratona non sarebbe finita finché non avessi tagliato il traguardo! Alla fine sono arrivata. 10h18′. Oltre ogni aspettativa! Non ci credevo!

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Questa gara mi ha lasciato tanta soddisfazione da tanti punti di vista: so che è la grinta la cosa fondamentale negli Ironman, che il tifo e il supporto sono fondamentali, che il triathlon è individuale solo nello svolgimento, ma sono le persone che ti accompagnano nella preparazione il vero segreto. Il successo è stato tale perché ho potuto condividerlo, la gioia solitaria non sarebbe stata così appagante! Ora sono pronta per avventurarmi nella preparazione del mondiale!

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Grazie Federica, ti ho seguita sull’app di IronMan e ho esultato per la tua vittoria. Ascoltare le tue parole mi fa rivivere le mie esperienze di gara e non ti nego che Nizza è uno degli obiettivi di IronMario.

Ragazzi avete preso appunti? Ricordatevi questo nome perché ne sentirete ancora parlare…..

Federica è l’esempio, studiare “medicina” e allenarsi seriamente avendo ottimi risultati in entrambi i campi, si può fare.

Rimani così perché a noi piaci tanto. Una vera DURA.

Grazie ancora Fede per l’emozionante racconto, faremo il tifo per te a Kona!

Sempre a tutta!

IronMario