TEST: Lombardo Dolomiti WR

Testata a fondo per più di 1.200 km, percorsi nelle splendide strade della Sicilia, godendo ogni singolo saliscendi che le strisce di asfalto che corrono lungo la costa offrono, ho cercato di mettere, questa splendida creatura, alla prova con salite impegnative per un totale di +11.897 metri di dislivello. Non sono mancate nemmeno le volate, terra di conquista per la Dolomiti WR.

LOMBARDO DOLOMITI WR

Quando si pensa ad una bici aero, vengono in mente mezzi con caratteristiche studiate per andare forte solo in alcune situazioni, ad esempio la pianura. La prima grande sorpresa che la Dolomiti WR mi rivela è, che dopo +11.897m di dislivello e grazie alla versatilità del telaio con il quale è realizzata, questa bici può essere comodamente usata per gli allenamenti in salita, senza per questo essere eccessivamente penalizzati. L’altra sorpresa è del tutto personale, avete presente quelle piccole soddisfazioni che ogni tanto riusciamo a portarci a casa? Ecco, con questo mezzo sono riuscito a tenere 60km/h per circa 300 m. Pazzesco, non mi era mai successo prima con nessun’altra bicicletta. C’è chi dirà “poco”, sicuramente qualche amico con doti genetiche importanti si starà facendo una risata, chi invece penserà “tantissimo”. Poco importa, per le mie caratteristiche e capacità di atleta, vuol dire essere riuscito a spostare il limite, quell’asticella che si fa veramente fatica a spostare.

Dove ho pedalato.

La Sicilia per me è Casa. Quando sono in procinto di partire e racconto del mio imminente viaggio, non uso dire “parto per la Sicilia”, per me è “vado a Casa”. Dice un proverbio Cinese Per quanto un albero possa diventare alto, le sue foglie torneranno sempre alle radici”. Non è un fatto di campanilismo, la Terra ci è stata data senza confini, sorrido quando sento parlare di nord e sud e cose di questo tipo. Siamo figli della Terra, nessuno ha deciso la parte del mondo dov’è nato. La Sicilia rappresenta per me le mie radici e per quanto io mi possa essere allontanato, le origini, le radici, la famiglia, gli affetti, quello che viene definito imprinting, rimane in quei luoghi dove sono cresciuto e dove ho passato pomeriggi interi a scherzare e ridere con gli amici, bruciati dal sole che non ti dava tregua, cullati dalle onde del mare. Essendo nato nel 1976, inevitabilmente la mia infanzia, tutte le attività che hanno contribuito a formarmi caratterialmente, dai rapporti interpersonali, alle interazioni con gli amici, hanno un legame strettissimo con il territorio. Di virtuale fino alla fine degli anni 90 c’era ben poca roba. Quindi se volevi incontrare qualcuno, fare qualcosa, dovevi uscire, vederti in un posto e da lì partivano le scorribande in bici alla scoperta di lande sconosciute a noi adolescenti, che magari erano solo pochi km in là, rispetto ai posti dove andavamo di solito. Quella roba lì ti rimane attaccata addosso, magari ti ha lasciato anche qualche segno sulla pelle. Ecco che, quando sono a Casa e pedalo con i miei amici con i quale condivido questa passione, ogni curva ha un ricordo, ogni paesino un’avventura, e rivederli in sella alla mia bicicletta da “maturo”, ha un sapore differente, più profondo. La bici è inclusiva, non divide ma unisce, prova ne sia il fatto che il gruppo di amici che ho a Casa e con il quale condivido questa passione è talmente eterogeneo, che non si capisce come possa stare insieme. Di loro mi piace l’ironia, il non prendersi mai sul serio, la capacità di accogliere nel gruppo ospiti che vengono in vacanza e per una ragione o per l’altra pedalano con noi, presentandosi da perfetti sconosciuti il primo minuto e dopo un’uscita diventano parte della squadra, ogni anno è così. Nel gruppo si può trovare il finanziare, l’avvocato, il commercialista, l’impiegato in banca, l’impiegato all’aeroporto, il vigile, l’imprenditore, il libero professionista e il pensionato. Tutti uniti da una sola passione; la bicicletta, appunto. Anche se la premessa per dipingere lo scenario era dovuta, adesso concentriamoci su di lei… La Lombardo Dolomiti WR.

DOLOMITI WR

Pulizia delle linee e semplicità del progetto, rendono questa bici efficiente ed efficace. “Less is more”: la bilancia ha fatto segnare 7,5 kg così come la vedete, a dispetto dei 7,9 dichiarati. Se mettiamo due porta borraccia e i pedali siamo aderenti al peso dichiarato. Trovo che questo progetto risulti equilibrato e coerente in tutti i suoi aspetti. Geometrie, scelta dei componenti, posizionamento di prezzo. Alla Lombardo hanno fatto un ottimo lavoro. Questa bici vale quello che costa perché è equilibrata, è uno strumento che, senza paventare inutili giochi pirotecnici, fa quello che paventano e non fanno altri brand blasonati. Chiunque mi abbia incontrato o visto pedalare con la Dolomiti WR per le strade, le stesse protagoniste del il Giro d’Italia 2020, ne ha apprezzato la bellezza e l’essenzialità delle linee, rimanendo a bocca aperta e spesso anche dietro ;).

L’efficienza che la Dolomiti ha nel trasferire l’energia immessa nel telaio direttamente a terra è sorprendente. Posiamo parlare di quello che vogliamo, di quanto possa o debba pesare una bici, di quanto è gradevole esteticamente e molto altro. Quello che conta di più in una bicicletta è quanta energia venga dissipata durante la pedalata. Cosa vuol dire? Entriamo nel dettaglio senza però diventare nerd, tanto alla fine per noi umani conta solo venire bene in foto durante le gare :). Quando il ciclista pedala sviluppa e immette sulla bici dell’energia, ovvero, spingendo sui pedali immette una quantità “x” di energia muscolare. Questa quantità “x” viene trasferita dai muscoli alla bici. Compito della bici è trasformare l’energia muscolare in energia cinetica. Meno scarti, meno energia sarà dissipata, quindi persa dalla bici, in soldoni più forte si andrà. Ci sono moltissime variabili che interferisco in queste dinamiche, e per quest’approccio semplicistico mi scuso già con ingegneri e tecnici della NASA, però alla fine ci concentriamo sempre e solo sul peso della bici, cosa importante ma non sempre fondamentale.

Specifiche Tecniche

La scelta dei componenti è azzeccata e adeguata al tipo di bici, ho apprezzato molto le ruote a profilo alto, anche se in alcune situazioni come in lunghe salite e con raffiche di vento laterali risultano un po’ penalizzanti. Però che goduria sopra tutto sopra i 40 km/h è uno spettacolo.

COME SI COMPORTA

In generale il comportamento della Dolomiti WR è molto sincero, è precisa e intuitiva, nelle curve predilige linee pulite ed è molto veloce. Le geometrie, se pur comode, denotano marcatamente una natura votata al “Racing”, che le conferiscono un carattere ben marcato. Il telaio, “Full Carbon UD unidirezionale, trasmette il feeling necessario ed utile ad essere sempre consapevole in che situazione ci si trova in termini di aderenza e angoli di curva, ha una rigidezza torsionale tale da essere molto reattivo quando ci si alza sui pedali per uscire fuori dal gruppo, specie se in modo esplosivo, lei ti segue in tutto. Occhio però, “la Ragazza” è sensibile in ogni direzione, andare forte è molto facile, in poche parole prima di pretendere di sbatterla in curva in maniera brusca, come potrebbe fare un professionista esperto, prendete bene le misure, andare forte come detto è facile ma serve anche esperienza di guida.

IN PIANURA

Fila via dritta senza esitazioni, la scelta delle coperture Schwalbe è azzeccata perché unitamente alle DT SWISS da 62 le conferiscono un rotolamento eccellente. L’intero pacchetto da il meglio di sé su andature che vanno sopra i 38 km/h, dove l’effetto volano e l’aerodinamica fanno la differenza, la Dolomiti morde l’asfalto e vi catapulta in avanti. Al di sotto di queste velocità quando si pedala sui 30km/h, si apprezza l’assenza di inutili attriti e resistenze, la facilità con il quale si tiene questa velocità di crociera è sorprendente.

IN DISCESA

Una lama affilatissima, l’impianto frenante, il pacchetto ruote e coperture consentono di andare giù veramente forte. Si arriva in curva in staccata in un attimo e grazie ai potenti freni a disco si può staccare molto in fondo. L’inserimento in curva è velocissimo, grazie alle coperture e alle qualità del telaio si piega come in moto. Fuori dalla curva il grip e la rigidità consento di catapultarsi nel rettilineo successivo in un batter d’occhio. Ci si rende conto che si va veramente forte, perché non è necessario esagerare per “sbatterla dentro in curva”, La Dolomiti WR vi ripaga con velocità d’ingresso e rapidità d’uscita dalla curva se impostate linee pulite e precise. Come quando si ha una moto di grossa cilindrata, basta poco per andar forte.

FRENATA

Sorprendente, modulare e sicura. Quando si raggiungono velocità elevate è importante tenere il manubrio ben saldo in mano per far fronte a possibili asperità dell’asfalto. Con i freni a disco, si riesce a fermare la bici e a modulare la frenata, utilizzando solo il dito indice. Questo ci dà l’opportunità di tenere saldamente le altre quattro dita ancorate al manubrio. Mi raccomando se andate forte, sempre in presa bassa.

IN SALITA

Bhe è una bici aero, non votata alle salite, eppure io ho accumulato +11.897 metri di dislivello e non mi sono mai sentito svantaggiato per il fatto di avere una bici aero creata per la velocità.

IN VOLATA

Un proiettile, veloce, difficile poterle stare in scia, nata per le volate.

PREGI

Veloce e intuitiva.

Qualità delle rifiniture.

Ottimo rapporto prezzo qualità.

Versatile nell’utilizzo.

DIFETTI

Difficile trovare dei difetti. Vorrei vederne di più in giro, la Lombardo ha tutti i mezzi per deliziarci con bei prodotti come questo. Magari sulla prossima Dolomiti pensare ad un passaggio dei cavi integrati potrebbe essere la giusta evoluzione.

CONCLUSIONI

Lombardo DOLOMITI WR, 4.999,00 € di listino è il prezzo giusto per un prodotto che andrebbe fatto provare e testare a molte presone che ne apprezzerebbero il valore. Voglio tirare le orecchie però al Lombardo, il ciclismo ha bisogno di più prodotti così, capisco perfettamente la scelta del posizionamento di marchio, però… La butto li quando un prodotto dedicato al triathlon io lo aspetto magari per fare il prossimo Ironman!

Godetevi qualche foto va!

GALLERY

Al prossimo Test.

IronMario

PS: Piccolo vocabolario e frasi utili da conoscere per pedalare in Sicilia.

CANE MORTO. Dicesi di ciclista che non ha la forza di pedalare e stare a ritmo del gruppo, si usa apostrofare in genere, chi si vuole deridere, rispetto alle reali capacità atletiche dell’individuo.

Spargnatilli sti due euro e cinquanta chi hai, ca poi ti trovi. Esortazione a non strafare, ed eccedere nell’andatura, rivolta a ciclista che normalmente non ha gambe. Letteralmente “risparmia questi due euro e cinquanta centesimi di energia, quindi esigua, che più avanti potrebbero servirti.

SAFATEY CAR. Dicesi di ciclista che si mette in testa al gruppo con l’intento di tirare e fare il passo, ma in realtà rallenta l’andatura come la safety car della F1.

NE CINNI LEVU, NE CINNI METTU. Incipit che il narratore di un episodio suole fare, per dire che la narrazione sarà realmente riportata come da fatti accaduti. In realtà poi la narrazione dell’accaduto è totalmente stravolta.

C’APPIZZAU CANI E BARRACANI: Espressione volta a descrivere chi ha preso iniziativa, ad esempio una volata per vincerla, ed è arrivato ultimo rimettendoci tutto. Esempio esultanza di Julian alla Liegi.

PURU TU, DUCU ‘MMENZU FACISSI FIURA. Espressione rivolta ad un ciclista con modeste capacità atletiche, con l’intento di sfottere, quando si incrocia un gruppo di ciclisti molto anziani dal passo lento. letteralmente, anche tu che non hai gambe faresti figura in quel gruppo.

IronMario

Great amateur triathlete

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