IRONMAN ITALY 2018 parte 2.

Scie Chimiche…

Tiro giù la zip della muta, tolgo le maniche e la posiziono in modo che io possa correre bene e che restino solo le gambe per sfilarla completamente, una volta in zona di transizione. Nel frattempo recupero il gel che avevo nell’avambraccio destro sotto la muta e lo uso prima di entrare in T1. Una volta dentro la zona cambio, recupero con sicurezza la sacca “Bike”, dentro ci sono il casco, il numero di gara e le calze. Entro nella tenda per il cambio, non ci si può cambiare in giro, tolgo la muta con decisione, indosso prima le calze e poi casco e numero in maniera tale che possa vedersi sulla schiena. Metto la muta dentro la sacca e la consegno allo staff. Corro a prendere la mia Kalibur che mi attende per i 180.2 km della seconda frazione.

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Fuori dalla zona di transizione, comincio a pedalare serenamente e seguendo le indicazioni che mi portano fuori Cervia e mi faranno passare in mezzo alle saline.  Il percorso è bellissimo, si articola su due giri da 90 km, con un giro di boa circa al 45°km dove c’è uno strappo di circa 350m in salita che dovrò ripetere due volte, da lì poi discesa e via per il secondo giro. Sul tratto di ritorno verso Cervia un fastidioso vento contrario rallenta la mia andatura, però ad onor del vero su 180 km di percorso non trovare vento sarebbe pretenzioso.

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La frazione di bici è quella più lunga e quindi è fondamentale idratarsi e alimentarsi bene, in modo da poter affrontare carichi delle energie necessarie la frazione di corsa. Con cadenza maniacale bevo un sorso d’acqua ogni 15 minuti, alternandolo ai sali. Ogni ora ho un piccolo panino integrale dolce, con del tacchino e della marmellata, (io mi sarei portato anche la pasta al forno, ma non ci stava in bici). Ho previsto di chiudere la frazione di bici in circa 6 ore, quindi ho 6 panini che ho posizionato con lo scotch, sulla bici e sull’apposito contenitore. Ogni 30 minuti dal panino, a seconda delle sensazioni, ho un gel a disposizione.

Pedalo molto bene, sono contento del ritmo che ho e non faccio troppa fatica, comincio a scalare posizioni, vedo e saluto molti amici che partecipano con me, poi a circa 30 km dall’inizio, vengo passato da un gruppetto, saranno stati fra gli 8 e 12 atleti, che se ne vanno tranquilli attaccati manco fossero in una gran fondo. Tutti in scia, da li “scie chimiche”. Scie chimiche perché questi signori, che furbescamente se ne stavano alla grande in scia, contravvenendo al regolamento IRONMAN che lo vieta, hanno rovinato l’essenza di questo sport. Non parlo dell’inevitabile traffico delle stradine strette o delle salite, parlo dei vialoni e delle tratte di statale a corsie enormi, che venivano affrontate in gruppo. Ecco non si fà, non è spirito IRONMAN questo.

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Il primo giro va liscio, sono sereno, pedalo come previsto e mi godo il paesaggio, al secondo giro ho un piccolo problema al 122° km e al 170° km. Dolori alle piante dei piedi che non mi fanno spingere come dovrei e mi costringono a togliere i piedi dalle scarpe e pedalare con i piedi fuori ma sulle scarpe per qualche km. Questo problema mi farà perdere velocità, ma non mi distoglierà dall’obiettivo finale. La frazione di bici passa molto in fretta e sto molto bene, la chiudo in 6h:03 e durante tutto il percorso ho sempre salutato e ringraziato tutti quelli che applaudivano e incitavano. I ristori sono ben presenti così come i penalty box affollati di sciatori chimici beccati dai giudici di gara.

Arrivo finalmente in T2 e sul rettilineo finale vedo i fotografi e decido di concedermi uno scatto giocoso. Ostento sicurezza e freschezza, ma appena messo piede a terra non sento più le gambe. Sono felice e sto molto bene, ripongo la bici e corro a recuperare la sacca, dentro ho una Coca-Cola in lattina, la apro, i ragazzi dello staff sentono e si girano, scherzo con loro, volete un cuba? Ridono Sei un grande, bevo solo un sorso, infilo le scarpe, cappellino, occhiali e recupero i gel che mi serviranno per la maratona. Lascio la Coca ai ragazzi dello staff assieme alla sacca e corro spedito per il mio primo giro di corsa…

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La Maratona per la sue essenza anche come gara singola è un’impresa difficile, portarla a termine in un IRONMAN ancora di più.

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Con il tempo e le gare ho imparato un solo metodo per portare a casa il risultato: ascoltare il mio corpo. La maratona è lunga, è difficile, va preparata bene. La maratona va goduta. Ho un trucco che mi aiuta a superare il tempo ed i chilometri nelle gare “multi lap”, a Cervia c’erano 4 giri ed il rischio di finire nel tunnel della stanchezza, sconforto, etc. è sempre dietro l’angolo. Io per evitare di finire down con la testa, gioco con il pubblico, cerco di tirarlo dentro incitandolo a farmi tifo, e devo dire che è servito allo scopo. Al primo giro di boa individuo un gruppetto fermi a fare il tifo e gli dico che per  guardare dovevano offrire la birra. Al secondo giro passo e sono in silenzio, li incito e gli  chiedo e la birra? Al terzo giro prima che arrivassi, sento c’è Mario, Dai Mario ti manca l’ultimo se ce la fai avrai la birra! Ebbene, all’ultimo giro mi corrono dietro con una birra, mi fermo tiro un sorso e riparto, il complessino lì di fianco ingaggiato per tenere ritmo, mi esalta mi urlano Rock and Roll Mario! Sono veramente felice, sto bene, non sto soffrendo, ed il merito è dell’allenamento fatto con Coach Diego De Francesco. Sì io sono forte di testa e ormai l’avete imparato, riesco a portare a casa gli obiettivi quasi sempre. Ma è l’allenamento e la preparazione mentale e fisica a fare la differenza.

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Detto questo la maratona non è stata solo gioco e gioia, ho dovuto stringere i denti, ho incontrato gli sguardi di amici che mi hanno sostenuto, Riccardo, Marco, Valentina, Mimma, tutti gli amici collegati da casa con il Traker. Ho anche condiviso tratti di corsa con sconosciuti, ricevendo e regalando forza. E poi avevo li la mia famiglia. La carica più grande che io potessi avere, l’energia più forte che un atleta possa desiderare, altro che doping.

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La passerella finale è stata bella ma non più emozionante della partenza.

“…Il Tricolore fra le mani che sventola sulla mia testa, il fragore delle mani degli astanti che battono sui tabelloni, le loro voci che mi incitano, la musica in sottofondo, la voce dello speaker, il traguardo che si avvicina, le gambe indolenzite da 12 ore di gara.  Niente…non sentivo nulla, ero totalmente immerso in un’enorme bolla d’aria, sentivo solo il mio respiro, come in quei film dove all’improvviso l’attore immerso nel caos del traffico della città, rimane da solo con il suo universo. Probabilmente è accaduto questo mentre percorrevo gli ultimi metri della passerella prima di tagliare il traguardo del mio primo IRONMAN.” Felice andavo a prendermi la mia prima medaglia da IRONMAN.

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Questo viaggio stupendo fatto di sudore, fatica, colori, amici, gioia, me lo dedico e lo auguro a chiunque. Affrontatelo con serenità e godendovela, magari facendovi consigliare da un coach la strada da seguire. Io l’indomani mattina dopo l’IRONMAN ho pedalato e il lunedì seguente ho corso senza troppi strascichi fisici. Aveva ragione il Presidente vedrai che sarà facile. Più facile della mia prima maratona per dirla tutta.

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MARIO YOU ARE AN IRONMAN

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Adesso tocca a voi!

Se avrete bisogno io ci sarò per sostenervi e incoraggiarvi.

IronMario

IRONMAN ITALY 2018 parte 1.

MARIO YOU ARE AN IRONMAN…

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Avrebbe dovuto dire lo speaker all’arrivo, ma solo lui sa perché non l’ha detto, oppure l’ha detto ma io ero talmente su un altro pianeta che non l’ho sentito, anzi non sentivo nulla…

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…Il Tricolore fra le mani che sventola sulla mia testa, il fragore delle mani degli astanti che battono sui tabelloni, le loro voci che mi incitano, la musica in sottofondo, la voce dello speaker, il traguardo che si avvicina, le gambe indolenzite da 12 ore di gara.    Niente… non sentivo nulla, ero totalmente immerso in un’enorme bolla d’aria, sentivo solo il mio respiro, come in quei film dove all’improvviso l’attore immerso nel caos del traffico della città, rimane da solo con il suo universo. Probabilmente è accaduto questo mentre percorrevo gli ultimi metri della passerella prima di tagliare il traguardo del mio primo IRONMAN. Vedevo le immagini scorrere intorno  a me, come un pugile suonato al tappeto, sentivo solo il mio respiro, ma ero li, stavo correndo, stavo benissimo e non ero al tappeto e non mi sono svegliato all’improvviso tutto sudato, non era un sogno, era un sogno che si realizzava. Stavo andando a prendere la mia medaglia all’arrivo, tagliando “il traguardo”.

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Che bellezza, che soddisfazione, che felicità, pensate che tagliare il traguardo non è stato il momento per me più emozionante.

Cervia 22 settembre 2018, ore 04:15 del mattino.

Suona la sveglia e la zittisco subito, l’aspettavo, l’aspettavo per alzarmi e andare a fare colazione con calma, non ho dormito benissimo e sono sveglio dalle 03:00 circa, ma sto bene, oggi niente può andare storto.  Alle 04:35 mi presento in sala colazione, non sono l’unico, altri come me sono lì per affrontare il mio stesso viaggio. C’è silenzio, non servono parole, basta uno sguardo e mezzo sorriso accennato, per ricevere e dare quel conforto che ha l’effetto di una pacca sulla spalla, dai ragazzone. Mangio il giusto, scelgo le cose che mi aiuteranno in questo viaggio,  con calma sempre in silenzio mi prendo il tempo che mi serve, alla ricerca di quella quiete esterna, che cela dentro però un mare in tempesta. Prendo tutto il necessario e vado in zona cambio, in questi momenti l’unica cosa che funziona per me, è comportarsi come un pilota d’aereo, faccio la mia check list e la smarco passo passo, anche mentalmente, dimenticare un dettaglio è facile, eppure l’ho già fatto in altre gare, si ma questo è un IRONMAN, non si può lasciare nulla al caso.

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Ore 05:30 è ancora buio apre la zona cambio, gli atleti cominciano a posizionare le sacche nelle rastrelliere con tutto il necessario, io come gli altri, sembra quasi un rito, poso le sacche in corrispondenza del mio numero e lo verifico più volte, quella della bici e quella della corsa, dentro c’è tutto l’essenziale che mi servirà per affrontare ciascuna frazione in modo adeguato. Posate le sacche mi reco alla bici, ho già focalizzato ieri l’ambiente intorno e ho ben presente i riferimenti che devo cercare per trovare la mia Kalibur senza stare a cercare fra i numeri, devi andare a colpo sicuro, sapendo che in corrispondenza di quel palo e quell’insegna lì c’è lei che ti aspetta e non devi sbagliarti perché sarai in assenza di ossigeno e in trance agonistica. La trovo li ad aspettarmi, metto le borracce al loro posto e comincio a posizionare, con l’aiuto del nastro di carta, il cibo che mi aiuterà ad affrontare i 180.2 km del percorso bike. Non sto improvvisando, anche questo l’avevo preparato, sapevo benissimo dove mettere tutto. Posiziono le scarpe sui pedali e con dei piccoli elastici li metto in posizione per essere più rapido. In ultimo gonfio i tubolari della bici, li porto alla pressione necessaria. Accanto a me c’è un ragazzo, vedo che sta tremando, ha il braccialetto verde fluo che identifica gli atleti al primo IRONMAN,    io non l’ho messo per scaramanzia, sopra c’è scritto diventerai uno di loro. Lo guardo e non dico nulla sono momenti delicati, non essere invadente è fondamentale in questi momenti dove la tensione è alle stelle, mi guarda e mi chiede balbettando sai come si gonfiano le gomme mi daresti una mano, gli dico certo finisco qua e ti aiuto gli si illumina lo sguardo, altri due colpi ed il mio tubolare è alla pressione giusta posso dedicare qualche minuto a lui. Il ragazzo è molto agitato, mi dice delle cose sai non sono capace non riesco a gonfiarle è il mio primo non l’ho mai fatto, gli do un pacca sulla spalla gli dico Tranquillo sono anche io al primo IRONMAN e gli sorrido. Gli passo la mia pompa, lui stava usando quella in dotazione della zona cambio e per farlo uscire da sta situazione di crisi gli dico dai fallo tu così impari ti dico io cosa fare. Gli do gli input e lui esegue, si rasserena, porta le gomme in pressione e poi si distende, mi sorride. Fai una cosa per volta pensando solo a quello che stai facendo, io farò così e vedrai che taglieremo il traguardo. Mentre glielo dicevo con tono pacato e rassicurante, me lo ripetevo come un mantra.

Lo speaker da le info di giornata in inglese e in italiano, all’improvviso, mentre parla in inglese capisco che la muta è facoltativa per via delle meduse solo per gli age group, i pro andranno senza, dalla zona cambio si alza un boato tipo goal, è ora di indossare la muta e andare a prendere confidenza con il mare. Lascio la mia Kalibur pronta alla battaglia.

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Ore 07:15 Il sole è ormai all’orizzonte ho circa 10 minuti per prendere confidenza con l’acqua e abituare il mio corpo alla muta. La sabbia è fredda, sono tutti in spiaggia, tiro su le maniche e indosso la mia zoot che ormai dopo molte gare è una seconda pelle. Sono nato al mare ed il momento un cui metto piede in acqua è sempre speciale, è come tornare a casa, anche se come i grandi marinai insegnano e anche per esperienza diretta, ci vuole un grande rispetto e un pò di timore per il mare, credetemi è così anche per affrontare un IRONMAN, ci vuole preparazione e rispetto per questa distanza. l’acqua è calda comincio a nuotare, sento la presenza di qualche medusa, non me ne curo, dovrebbero essere quelle innocue. comincio a nuotare lentamente è una bella sensazione, il mare è piatto è molto bello, alzo il ritmo qualche bracciata per scaldarmi bene, appena in tempo prima di sentire la speaker richiamare tutti gli atleti fuori dall’acqua per la partenza.

Esco vado verso la partenza, che sarà rolling start, alle 7:30 gli Elite Pro Maschi, dopo 5 minuti le Elite Pro Ragazze e poi tutti gli Age Group, 6 ogni 5 secondi. Ci sono diversi cancelli ognuno con un tempo di percorrenza differente, mi piazzo fra l’1h20 e 1h30 che dovrebbe essere il  mio tempo per fare i 3.8 km di nuoto della prima frazione. Questo è il momento più emozionante c’è tensione nell’aria, è giunto il momento dell’Inno di Mameli, mi emoziono molto guardo il cielo, canto l’inno, come me pochissimi nonostante ci fossero attorno a me moltissimi Italiani non cantano, non gliel’hanno insegnato a scuola, forse l’emozione gioca brutti scherzi ma non so ci rimango male e continuo a cantare, finisce l’inno un applauso sono carico ed emozionato mi scorrono in mente tutte le fatiche fatte per arrivare a questa partenza, un atleta straniero forse Finlandese mi vede emozionato mi da la mano e ci diamo una pacca reciproca sulle spalle. Countdown e sirena I Pro SONO PARTITI. I minuti sembrano interminabili, finalmente la mia fila comincia a sgranarsi sono davanti al semaforo 5 secondi, le boe sembrano lontanissime  dalla battigia, so che dovrò superarle solo una alla volta. Rosso e Verde via… corro mi butto in mare con ritmo comincio a nuotare e mi metto al mio passo, bracciata dopo bracciata noto con piacere che il mare è limpido si vede il fondo e anche le meduse, arrivano le prime boe di delimitazione del percorso, sono sereno e sto molto bene, poco prima della prima boa di direzione raggiungo un gruppetto partito prima di me, uno di loro mi accoglie con un bel calcio sull’occhialino destro che mi si attacca a ventosa, non mi sono fatto male niente panico fuori la testa e con un gesto rapido lo stacco, riprendo sereno viro e mi rimetto a ritmo manca un’altra boa di virata e poi ci sarà l’uscita all’australiana in spiaggia che divide in due il percorso, ho già percorso 2.200 m, continuo tirando fuori la testa ogni 6/8 bracciate per mirare con precisione la boa e non zigzagare. Ci siamo, sono a riva, esco e rientro al volo, vedo dei volti noti che mi incitano, sorrido, saluto, e via 1.600m con due virate volano via, esco dall’acqua e in 1h17. Molto meglio di quanto avevo previsto. Respiro… e corro in T1

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Continua mercoledì….

IronMario

MATTEO FONTANA VINCE ICON 2018

Livigno 31 agosto 2018 – Matteo Fontana vince l’Icon Extreme Triathlon 2018IMG_9909

Mi sono preso del tempo per metabolizzare quanto accaduto.

Matteo ha fatto una cosa pazzesca! Ci vogliono i contro attributi per decidere di rientrare alle gare, scegliendo ICON. Serve determinazione, sacrifico, pazzia, incoscienza. Matteo è un ragazzo dal carattere deciso e con un talento incredibile. Spesso il suo essere deciso e determinato nelle scelte, lo ha messo in situazioni che non sempre gli sono tornate utili, ma in situazioni estreme, dove serve il coraggio di rischiare, la determinazione di portare a termine ad ogni costo il proprio obiettivo, un carattere forte e deciso fa la differenza. Venerdì a Livigno, Matteo Fontana ha dimostrato che prima di essere atleta è un Uomo, che sa cosa vuole e sa come ottenerlo senza paura di mettere in campo le sue emozioni. Emozioni che riesce a trasmettere in modo unico.

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Fin dalle prima ore dell’alba sono in contatto con Diego (De Francesco), suo coach e amico che lo ha accompagnato in questa preparazione e affronterà con lui gli ultimi 10 km di corsa che porteranno l’atleta al traguardo di Carosello 3000. Lo scambio di info è veloce, Matteo esce dall’acqua in terza posizione, attaccato ai primi due e distate solo un minuto dal primo. Mentre guido per arrivare sullo Stelvio dove incontrerò la carovana, penso: bene è determinato! dopo pochi minuti dalla partenza mi arriva il primo messaggio: è secondonon faccio in tempo a mettere via il telefono che dopo qualche minuto arriva un altro messaggio, è sempre Diego, SIAMO PRIMIMi esalto, so che in questo momento Matteo sta divorando tornanti e salendo ad un ritmo importante. Non vedo l’ora di arrivare sul passo dello Stelvio.  Avevo chiesto a Diego di inviarmi delle foto per aggiornare i social, “in questa avventura Matteo, presa la decisione di tornare a gareggiare, mi aveva chiesto se avevo voglia di dargli una mano dal punto di vista della comunicazione, se volete chiamatelo pure ufficio stampa”. In realtà, e credo che questo valga anche per Diego che l’ha seguito come Coach, non è stato un lavoro da “ufficio stampa” e nemmeno un lavoro da “Coach” per Diego.

E’ andata così mi chiama un amico, Matteo, mi dice ciao Iron, ci daresti una mano a fare questa cosa? E quando un amico ti chiede una cosa così, non ci pensi nemmeno due volte, il SI e li pronto ancora prima che lui ti finisca il discorso.

Arrivano le prime foto.

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Piove e lo vedo infreddolito, capisco subito che le condizioni climatiche non sono quelle che mi immaginavo, messaggio altra foto.

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lo vedo bene e so che si sta impegnando al massimo, forzo l’andatura e non vedo l’ora di arrivare allo Stelvio. Mentre scalo i tornanti che mi portano al passo, la temperatura scende vertiginosamente, arrivato in cima toccherà i 2ºC, e la pioggia mista a nevischio è incessante. Parcheggio e scendo dall’auto sono in short e maglietta e fa un freddo che sono costretto a coprirmi con più strati, dei pantaloni tecnici, una termica, una felpa e un anti pioggia. Continuano ad arrivare foto.

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Va su forte e Diego mi avvisa che fra poco ci sarà un pit-stop programmato con l’auto di scorta tecnica obbligatoria al seguito degli atleti, per cambiare gli indumenti fradici.

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Cambio veloce e si riprende ancor più velocemente, dietro di lui il nulla, davanti ancora molti tornanti da scalare.

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Sullo Stelvio fa talmente freddo che non c’è nessuno. tutti chiusi nei bar e nei negozi, tutti chiusi li tranne io e 4 persone, due uomini e due donne, mi avvicino chiedo, siete qua per la gara? Mi rispondono, Si, anch’io dico, ho notizie dalla prima auto, dovrebbero arrivare qua dopo le 12:15. Chi aspettate chiedo, mi rispondono con un sorriso grande, Il Primo! Sono la mamma e il papà di Matteo, in apprensione per le condizioni meteo estreme e per il loro figlio. Scambiamo due chiacchiere e poi li lascio nella loro concentrazione, intanto, cominciano ad allestire l’area ristoro prevista sul passo dello Stelvio.

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Con puntualità incredibile arriva prima la moto apri pista e poi dopo nemmeno 30″ nel silenzio vedo Matteo che con pedalata brillante ma in stato di evidente ipotermia scollina e si ferma.

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Nemmeno il tempo di cambiarsi, bere qualcosa di caldo, ll team di Matteo è coordinato alla perfezione, lo aiutano a mettere i guanti ha le mani congelate, trema e batte i denti, ha lo sguardo perso nel vuoto, penso è in trans agonistica. Molti con quel clima hanno abbandonato la gara, alcuni non sono proprio partiti, lui è li, fa quello per cui si è preparato. Riparte.

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Penso come farà a scendere a Bormio con tutta quest’acqua, con questa scarsa visibilità e con la strada aperta al traffico.. Mi accodo come spettatore, nemmeno il tempo di correre in auto è l’ho già perso, non riesco a raggiungerlo, dopo un pò lo vedo, rivoli d’acqua come piccoli ruscelli tagliano la  carreggiata, Matteo incurante e forte di un controllo del la bici incredibile, danza sui tornati a velocità assurde, io mi sarei spalmato a terra anche sul dritto e invece lui, su alcuni rettilinei in discesa raggiunge punte di 84km/h, non riesco  a stargli dietro, in un tornante incontra una Porsche bianca che procede a rilento, Matteo affronta il tornante con lei e poi mette la freccia e la supera! Finita la discesa è tempo di affrontare l’ultimo passo e ai piedi della salita è previsto un nuovo Pit-stop, ma questa volta è un cambio borraccia al volo.

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Giusto il tempo di dargli un ragguaglio cronometrico sugli avversari e sparisce fra le nuvole basse. In macchina di corsa per l’ultimo scollinamento.

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Lo scenario durante la tappa in bici lunga 195 km con un dislivello di +5000m è incredibile. Finalmente arriva la fine della salita, da li 2km di discesa a tutta e ci sarà la zona cambio prevista a “Treppale”.

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l’arrivo in T2 è in solitaria degli avversari nemmeno l’ombra, il vantaggio è di più di un’ora sul secondo ma Matteo spinge!

Matteo comincia la maratona, l’appuntamento è a 10 km dall’arrivo al “Bivio” a Livigno, dove incontrerà Diego e da li si salirà fino a Carosello 3000.

Quando Matteo arriva al Bivio è stanco, ma ha un bel passo, si prende il tempo di bere qualcosa, effettua il check degli zaini con l’attrezzatura necessaria per affrontare la scalata e quando, effettuate le verifiche, la direzione gara da il via libera per gli ultimi 10 km riparte nel tripudio della folla di Livigno. Matteo è sempre primo con un distacco abissale. Tutto il gruppo il comitato d’arriva e noi del team ci spostiamo all’ovovia per accogliere Matteo e vederlo tagliare il traguardo, girano voci che è capitato che il primo venisse ripreso e superato negli ultimi 10 chilometri  durissimi resi ancora più duri dalla pioggia e dal fango. Noi incrociamo le dita. Arrivati su lo scenario è incredibile, dà perfettamente l’idea dell’impresa agonistica che l’atleta sta realizzando.

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Passa il tempo siamo nervosi lo attendiamo e finalmente dopo un tempo che sembra eterno, in realtà Matteo ha divorato la salita, eccoli!

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Due pintini sotto il nevischio in uno scenario quasi lunare. Ormai nulla e nessuno può togliere la vittoria a Matteo, gli urliamo da lontano per incitarlo, lui ci sente, gioca con noi, prende il braccio di Diego e se lo mette attorno al collo, come se fingesse di portarlo su in spalla, Matteo c’è e sta arrivando alla grande.

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A circa venti metri dall’arrivo, Diego che l’ha accompagnato per 10 km, chissà cosa si saranno datti in quei chilometri che li separavano dall’arrivo, esce dal percorso di gara e lascia che Matteo liberi le sue emozioni scoppiando  in un pianto liberatorio alla vista del nastro d’arrivo.

MATTEO FONTANA VINCE CON PIU’ DI TRE ORE DI VANTAGGIO SUL SUO PRIMO INSEGUITORE ICON EXTREME TRIATHLON 2018.

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Hai regalato emozioni uniche, grazie per quello che sei riuscito a fare, a Carosello 3000 piangevano tutti!

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Grazie Matteo e bentornato!

IronMario

 

La cronaca per gli amanti dei numeri

Al suo ritorno ufficiale alle gare dopo il grave infortunio, Matteo Fontana centra l’obiettivo e tagliaper primo il traguardo di Carosello 3000 con un tempo ufficiale di 13h 00’30, “fonte Endu”.

La gara, molto dura, è stata caratterizzata da condizioni climatiche estreme per tutta la sua durata, pioggia e temperature molto basse che hanno toccando anche 3°C con nevischio, non hanno mai lasciato gli atleti.
Il via alle ore 5:15 del mattino con la frazione di 3.8 km di nuoto, svolta nelle acque del lago Gallo. Matteo ha da subito messo in chiaro che non avrebbe concesso nulla agli avversari impegnandosi fin dalla prima frazione e concludendola in 3ª posizione in 1h:01’45”a circa 1’00” dalla testa dellagara.

In zona cambio T1, i primi tre atleti si sono trovati praticamente assieme e sono partiti a pocadistanza l’uno dall’altro per la frazione di bici.

La Frazione di bici caratterizzata da 195 km con un dislivello di +5000m ha visto Matteo Fontana dettare un passo impossibile da seguire. Dopo i primi 500 metri dalla T1 era già in 2ª posizione e dopo circa 4km prendeva il comando per non lasciarlo più fino al traguardo. Al passo dello Stelviopassava con quasi un’ora di vantaggio sul secondo, Matteo ha concluso la frazione di bici al 1o posto in 7h28’23”

La terza frazione di corsa, 42km e 300m con un dislivello di +3000, Matteo Fontana determinato a consolidare la posizione l’ha affrontata senza riserve presentandosi in T3, dove l’attendeva Diego De Francesco che come da regolamento ha accompagnato l’atleta per i restanti 10 km di scalata al traguardo, chiudendo la maratona con un tempo di 4h15’14”.

Matteo Fontana taglia il traguardo di ICON al 1º posto con un tempo finale di 13h00’30”.
Matteo Fontana e tutto il suo staff tecnico, ringraziano per l’opportunità e il supporto dimostrato, tutto lo staff di ICON EXTREME TRIATHLON, L’APT DI LIVIGNO e gli Sponsor che hanno permesso di realizzare questa vittoria.

 

Cocktail Esplosivo!

Tre bici da Triathlon a confronto.

Ingredienti:

  1. Una Pista chiusa al traffico.
  2. Due matti: uno legato con due macchine fotografiche dentro il portabagagli di una Jeep V8, l’altro alla guida.
  3. Tre amici Triatleti Pro con le bici che usano in gara.
  4. Shakerare con forza.

Le riviste di settore non fanno le comparative di bici. Dicono che non è semplice trovare bici con le stesse caratteristiche. Dicono che non è facile organizzarsi. Dicono che le case di produzione non ne sarebbero contente. Dicono che il reparto commerciale delle stesse riviste non ne vuole nemmeno sentire parlare, perché poi avrebbero difficoltà a vendere alle stesse case gli spazi pubblicitari. Dicono, dicono… dicono cazzate! La verità è che è molto più semplice parlare bene di tutti e non esporsi. Così sono tutti felici e nessuno si lamenta. Polemica finita. Oh, mi raccomando, da domani tutti a fare comparative!


Volevo fare un articolo in stile “Motociclismo”. Avete presente quelle belle comparative in pista con le “supersportive” oppure con le “endurone”? Ecco, ne volevo fare una così ed in parte ci sono riuscito. Certo, le bici non sono come le moto. Le bici sono su misura e devono adattarsi all’atleta. Quindi per carpire i segreti di un mezzo così particolare sono andato a chiedere consiglio a chi con le bici vince le gare spremendole al massimo. Un po’ come se fossi andato da Valentino o da Marquez a farmi raccontare qual è il dettaglio che fa la differenza.

I tre ai quali mi sono rivolto sono davvero forti: se sommassimo i Watt che riescono ad esprimere con i loro mezzi, probabilmente potremmo illuminare una qualsiasi piazza di una qualunque città.

Detto questo passo a raccontarvi il cocktail che sto per servirvi.

La pista di Brenno, Costa Masnaga, su gentile concessione dell’UC Costamasnaga. Io quella pista la conosco bene, sopratutto la durezza dell’asfalto :D. Non è un ovale e basta, c’è uno strappo in salita, c’è una discesa e ci sono delle belle curve. Ad ottobre del 2016, durante una gara a cronometro, avevo fatto un bel volo, rompendomi in due parti il capitello radiale del braccio sinistro. A giugno del 2017, dopo l’operazione per raddrizzare il braccio che non ve voleva sapere di tornare a posto, sono tornato sul “luogo del delitto” grazie alla disponibilità dei tre amici atleti e con il fotografo Alessandro Vona ho voluto che fosse sede di questo articolo!

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Le Bici

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Ceepo Katana004_VON5319

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Dati Tecnici

Ivan Risti e Trek Speed Concept 

 

Telaio
Trek Speed Concept 9.9 taglia M colore nero
Gruppo
Shimano Dura Ace Di2
Pedivella 172.5
Guarnitura 53-39
Sella
Tritone Mistica carbon prototype
Ruote
Bontrager aeolus 7 TLR
Bontrager aeolus 9 TLR
Coperture
Michelin power clincher
Michelin PRO 4 tubular
Pedali
Speedplay
Peso bici completa taglia M 8,13kg
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Trek Speed Concept 9.9

Federica De Nicola e Ceepo Katana

 

Telaio
Ceepo Katana Misura S
Gruppo
Shimano Ultegra 11V Di2
Pedivella 172.5
Guarnitura 53-39
Sella
Adamo Attack
Ruote
Zipp 404 ant
Zipp 808 post
Coperture
Continental Competition
Continental Gatorskin
Peso telaio 1.080 g
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Ceepo Katana

 

Matteo Fontana e Kuota Kalibur

 

Telaio
Kuota Kalibur misura M
Gruppo
Sram Red 11V
Pedivella 172.5
Guarnitura 54-42
Sella
Selle Italia Iron Carbon
Ruote
Deda 80
Lenticolare Deda
Peso Telaio 1.320g
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Kuota Kalibur

Come vanno, la parola di chi le spreme in gara

Ivan Risti006_VON8015

“La Speed Concept è una bici molto prestante, in particolar modo nei tratti pianeggianti e vallonati, molto veloce e aerodinamica, ha una notevole risposta agli alti vattaggi: quando inizi a spingere in pianura risulta molto lineare e molto veloce. Rispetto alla mia precedente bicicletta c’è un fattore in comune, ed è l’adattabilità alla posizione. La Speed ti permette di raggiungere nella parte frontale posizioni migliori, posizioni più aerodinamiche e più confortevoli.  Naturalmente io cerco più la prestazione, ma per chi volesse una posizione più comoda, per affrontare percorsi di 180 km o più lunghi la Speed dà anche questa possibilità. Se dovessi pensare ad un aspetto negativo sicuramente questa bici così estrema non è adatta a percorsi altimetricamente più impegnativi, quindi sui tratti in salita, del resto un po’ come tutte le bici da crono.

 

 

Federica De Nicola008_VON8145

“La Katana è una bici facile, per natura è adatta sia ai tratti pianeggianti che a quelli vallonati, anche quando le pendenze aumentano è una bici che sa essere efficace, prova ne sia il fatto che mi ha consentito di vincere, nella categoria 18-24, l’IRONMAN France dove il percorso bici ha una bella altimetria + 2000m. La seconda frazione è il mio punto di forza e non vi nego che spesso mi diverto un sacco a pedalare sulla Katana anche in gara. Fra i punti di forza oltre alla velocità e all’adattabilità della posizione, io in una bici cerco la possibilità di smontarla, metterla in valigia e poterla rimontare senza fatica.  Per me è fondamentale non dovere impazzire ogni volta che parto per una gara. La Katana si è dimostrata un’ottima compagna di avventura.”

 

Matteo Fontana010_VON8250

“La Kalibur è una bici sorprendente, è molto adattabile sia al percorso, si riesce ad allungare o accorciare a seconda delle caratteristiche, che alla persona, consentendo di raggiungere la posizione ideale che possa consentire una pedalata efficace e confortevole allo stesso tempo. Personalmente io ci faccio anche le ripetute in salita. Pedalo da quando ero piccolo e sono molto esigente quando si tratta di bici, per me il feeling dev’essere totale. La Kalibur è una lama affilata, riesce a farti mettere a terra tutto quello che hai nelle gambe. Ha detenuto il record del percorso di Kona per molto tempo. Io la sento come una seconda pelle, quando sono in sella mi diverto un mondo. Oltre ad essere dinamicamente efficace è anche bella.”

 

DETTAGLI

 

 

QUALE SCEGLIERE

TREK
La Speed, essendo top di gamma, anche a livello di componentistica è decisamente un gradino sopra le altre. La pulizia delle linee e la scelta dei materiali la rendono punta di diamante della casa americana. Anche se il prezzo è impegnativo, ricordiamoci che stiamo parlando di top di gamma e che sul mercato esistono bici anche più care.

Perché sceglierla: se si vuole avere una bici top di gamma, estrema e studiata per la velocità, bella esteticamente e dedicata alle distanze “Full o Half” dove conta la velocità in pianura e l’aspetto aerodinamico.


CEEPO
La Katana è un gradino sotto la Viper-R, top di gamma della casa, dalla quale differisce per geometrie e peso. Risulta più adatta a percorsi misti dove i vallonati e le salite si fanno sentire e la maneggevolezza della guida in discesa viene premiata.

Perché sceglierla: se si vuole un mezzo unico per tutte le gare, affidabile ed essenziale, che vi conduca al traguardo.

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KUOTA
La Kalibur è un must nel Triathlon: la sua essenzialità la rende adattabile a tutti i tipi di percorso. Anch’essa non è la top di gamma della casa (che è la KT-05), ma ha detenuto il record del percorso di Kona per un lungo periodo ed è sul campo da molti anni proprio perché il progetto è vincente. Nel tempo ha saputo evolversi, migliorandosi senza per questo perdere la caratteristica di bici accessibile a tutti!

Perché sceglierla: Perché è un mezzo affidabile, solido e concreto, senza fronzoli, per gente che bada solo a menare! Non da meno, il prezzo la rende appetibile e alla portata di tutti.


PREZZI

Trek Speed Concept  Prezzo: € 11.299,00

Ceepo Katana 2017 Prezzo KIT SOLO TELAIO: € 2.790,00 

Kuota Kalibur 2017 Ultegra 11V (53/39, 11-28) € 4.299,00

GALLERY

 

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Testi: Mario Giaquinta
Foto: Alessandro Vona

IronMario

 

Il Dietro le quinte….

 

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Dietro, dietro le quinte… 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fatelo con “Stile”


Sono andato a trovare Matteo Fontana, visto che è ancora a casa in convalescenza e in attesa di ricominciare con gli allenamenti, ne abbiamo approfittato per fare una chiacchierata che andasse al di là del Triathlon. Guardate cosa è uscito fuori…


Di cosa abbiamo parlato? Alla fine si sa, noi uomini parliamo sempre delle solite cose, le nostre passioni…

DONNEMOTORINatura

BICI
Foto By Alessandro Vona

cerimonia BW GLAMOUR


Come potete vedere i temi erano molti ma in tutti c’era un unico filo conduttore, lo “Stile”.

Matteo è giovane e come tutti gli atleti professionisti è attento ai dettegli. Adora la sua moto e gli piace molto metterci le mani, personalizzarla e regolarsela a piacimento. “Il profumo della benzina è qualcosa di particolare”. Chiacchierando è emersa una vera e propria passione per il “ferro”.

 

Dalle auto, alla moto, rigorosamente di ferro, con la quale zaino in spalla, va alla ricerca di nuovi spot dove potersi allenare per esempio i laghetti nascosti della Brianza.

 

“Concedersi un allenamento in posti poco frequentati della Brianza è un privilegio per pochi, ho scelto di fare questo nella vita anche per il contatto con angoli della natura incredibili. Anche in gara quando sono concentrato, non posso non godermi per un istante gli scorci incredibili che mi si presentano.”

 

Anche nel suo modo di andare in bici ho notato una certa ricercatezza nello stile, lui sorride e mi dice: “si quello fa la differenza, come usare la lenticolare con 1000 m di dislivello e la pioggia, oppure la ricerca della perfetta posizione in bici, del resto è il mio lavoro”… Come dargli torto il ragazzo quando è in bici fa tutto facile!

E la Bici?

“Il rapporto con le bici poi è importante, prima di tutto deve piacerti, devi rispettarla, un po’ come fa Valentino “Rossi” con la sua moto, prima di ogni cosa è un mezzo straordinario che può condurti in posti unici, unire il lavoro, la fatica e momenti di recupero ammirando una vallata non ha prezzo, anche per i miei trascorsi nel ciclismo su strada è decisamente la frazione che amo di più nel Triathlon.”

 

E poi c’è quella passione per il “Glamour”, Il Triatleta non veste solo body o mute, e a Matteo piace essere impeccabile in ogni occasione

cerimonia BW

“Il calzino giusto, la camicia impeccabile sono dettagli indispensabili, ma a volte, anche una semplice t-shirt consona alla situazione fa la differenza.”

 

Dulcis in fundo le Donne, noi uomini in genere non ne parliamo moltissimo in pubblico, come dire è una cosa che contraddistingue la Classe di un Uomo.

L’unica cosa che possiamo dire e che è emersa dalla nostra chiacchierata è questa.

fatelo con stile BW


Quindi ragazzi seguiamo il consiglio di Matteo, mettiamoci dello Stile in tutto quello che facciamo!

IronMario

Zoot e IronMario ti regalano la partecipazione al Triathlon Olimpico Kuota TriO Peschiera!

Proprio così, grazie a Zoot Italia che ci ha messo a disposizione una free slot per l’Olimpico Kuota TriO Peschiera che si svolgerà il 16 settembre 2017.


Ecco le Regole partecipare

  1. Andare sulla pagina Facebook IronMario
  2. Inserire la vostra foto come commento a questo post
  3. Dovrà essere presente nella foto almeno un: indumento/accessorio/scarpa di ZOOT
  4. La foto dovrà mettere in evidenza la fatica e la gioia di fare sport
  5. Sarà considerata valida una sola foto per partecipante
  6. Il periodo di riferimento sarà dal 7 al 13 agosto
  7. Vincerà la foto che riceverà più like e che rappresenterà di più la ZOOT Philosophy
  8. Il Vincitore sarà comunicato il 15 agosto sulla pagina di IronMario


Alcuni esempi di foto

 

 

Ecco alcune foto della splendida gara svoltasi l’anno scorso

 

 

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Quindi ragazzi forza scegliete la vostra foto più bella, mettetela sulla pagina di Ironmario e via condividete il post con i vostri amici, chiedendo di aiutarvi a vincere la free slot che ZOOT ci concede per il Kuota TriO Peschiera.

Nel frattempo non dimenticate di continuare ad allenarvi, condividere e seguire la Pagina di IronMario.

Ci vediamo a Peschiera

IronMario